Greta e Vanessa: pagati 11 milioni di riscatto? Siriano condannato con metà dei soldi

Greta e Vanessa: condannato un rapitore per il possesso di 5 milioni di dollari, forse parte del presunto riscatto pagato per la liberazione delle ragazze

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Dopo dieci mesi dalla liberazione delle due volontarie rapite in Siria, Greta e Vanessa, già ai tempi molto contestata e piena di polemiche, si ritorna a parlare della vicenda. Greta Marzullo e Vanessa Ramelli, come molti ricorderanno, due ventenni recatesi in Siria come volontarie poi accusate di incoscienza, erano state rapite tra il 31 luglio e il primo agosto 2014  e poi rilasciate pochi mesi dopo (15 gennaio 2015).

LA VICENDA - La loro liberazione ha da subito destato sdegno e molti sospetti sul presunto pagamento di un riscatto, più volte smentito. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha sempre con forza dichiarato che le voci sul “pagamento di un riscatto” della somma di 12 milioni di dollari per la liberazione delle due ragazze fosse un’illazione, nonostante i tweet sibillini dall’account Twitter @ekhateb88, utente considerato vicino ai ribelli anti-Assad, e poi rilanciato dalla tv satellitare araba Al Aan.

Una vicenda, questa,  che ha accceso gli animi e che ha visto le due ragazze al centro di pesanti insulti. Ovviamente il caso ha fatto infuriare i parlamentari italiani dell’opposizione, che hanno pressato il governo con insistenti richieste di ulteriori informazioni e informative alla Camera. Dopo vari processi mediatici, social e un polverone che sembrava non volersi abbassare, la storia sembrava essersi conclusa con il ritorno delle volontarie in Italia, teledrammi e dichiarazioni strappalacrime.

LA SVOLTA- L’agenzia ANSA ha ricevuto una copia digitale del testo della condanna  emesso il 2 ottobre dal tribunale  di Qasimiya del movimento Zenki nella provincia di Atareb.  Secondo questa nuova documentazione, l’Italia, avrebbe, pertanto, pagato un riscatto di 11 milioni di euro. Il «tribunale islamico» del Movimento Nureddin Zenki, una delle milizie già indicata come coinvolta nel sequestro, ha condannato Hussam Atrash, descritto come uno dei signori della guerra locali, capo del gruppo Ansar al Islam. 

 

Atrash, che si trova ad Abzimo, la località dove son state rapite Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ha preso possesso indebitamente di  5 dei 12 milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di 11 milioni di euro. I restanti 7 milioni e mezzo, secondo fonti di Atareb interpellate dall’Ansa telefonicamente, sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali.

Alla luce degli ultimi eventi, dunque, sembrano crollare le rassicuranti parole del ministro degli Esteri italiano sul non pagamento di un riscatto e la vicenda, già controversa e molto contestata potrebbe riaccendere gli animi sopiti. Si aspettano ulteriori evoluzioni.

Mariateresa Scionti

@marysha87

 

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