Grecia: sciopero di massa, fermi ospedali e scuole

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Scioperi, manifestazioni, scontri: il popolo greco è alla disperazione

Atene – Prosegue senza sosta la protesta indignata in Grecia nei confronti della situazione socioeconomica, che presenta tratti drammatici: disoccupazione superiore al 27%, sanità a pezzi, e dipendenti delle aziende private che, pur di non divenire disoccupati, lavorano anche gratis.

Per questo motivo, e per protestare contro l’annuncio di altri 4.500 esuberi in tutta la Grecia (2.500 nel settore della sanità pubblica e 2.000 tra i dipendenti amministrativi della scuola) medici e docenti hanno annunciato una serie di scioperi particolarmente drammatici: gli ospedali rimarranno chiusi per due giorni, il 18 e 19 settembre, senza neanche operare le cure d’emergenza, le scuole di ogni ordine resteranno chiuse per cinque giorni, dal 16 al 20 settembre, mentre nei due giorni successivi saranno gli insegnanti a riunirsi in collettivo permanente per valutare come procedere successivamente.

L’Università di Atene chiuderà i cancelli per una settimana, mentre i dipendenti e gli impiegati sciopereranno per due giorni in questa settimana, e per altri cinque durante la prossima. Alla protesta aderirà, con modi e tempi analoghi, il politecnico di Atene, che pure non è stato colpito da questa ulteriore raffica di tagli al personale.

Si tratta di una situazione molto tesa, nella quale il governo di Saramas deve fungere da tramite tra le richieste dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, che spingono per un piano di rientro dal debito duro e difficilmente applicabile sul breve periodo dalla Grecia, e le legittime e democratiche istanze del popolo, che non riesce a sostenere sforzi economici come quelli richiesti.

Proprio per questo, appare una goccia nel mare la decisione dell’esecutivo di ridurre l’Iva dal 23 al 13% nel settore della ristorazione, uno dei più colpiti dalla crisi, insieme all’editoria, che è praticamente al collasso. Proprio per favorire gli acquisti, è stato varato un regolamento che permette tanto ai supermercati quanto ai piccoli negozi di vendere cibi scaduti, sui prodotti non deperibili come pasta, olio, farina e zucchero, a prezzi ribassati.

Stefano Maria Meconi

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