Grasso al processo sulla trattativa: Mancino gli chiese di intervenire

Grasso

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha deposto al processo sulla trattativa fra lo Stato e Cosa Nostra avvenuta nel 1992-1993. Ecco che cosa ha detto.

MANCINO PERSEGUITATO - Nel dicembre del 2011, ha ricordato Grasso, l’ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ministro dell’Interno e Presidente del Senato Nicola Mancino era apparsa “una persona tormentata dal punto di vista psicologico, si sentiva quasi perseguitato”. “Avevo incontrato il senatore Mancino nel corso della cerimonia degli auguri natalizi del Presidente della Repubblica, nel dicembre 2011, era stato un incontro fuggevole. Credo di ricordare che fossimo davanti al guardaroba. In quella circostanza, il senatore Mancino mi apostrofò dicendo che era quasi perseguitato, non ricordo bene le parole”. Nell’ambito del processo, Nicola Mancino è imputato per falsa testimonianza.

LA RICHIESTA - Ha continuato Grasso: «Mi disse ancora che c’erano delle differenze di valutazioni di eventuali suoi comportamenti e omissioni dalle diverse procure che indagavano sulla trattativa. Mi disse: “lei da Procuratore antimafia deve fare qualcosa” e io risposi che l’unico modo per ridurre all’unità le indagini era il potere di avocazione del Procuratore antimafia, ma non c’erano i presupposti e lui disse: “Sì, ma il coordinamento si può fare”. Mancino era una persona in ansia anche per le pressioni delle valutazioni giornalistiche». Mancino si rivolse anche a Loris D’Ambrosio, il consigliere di Napolitano deceduto nel luglio del 2012. Mancino al telefono con D’Ambrosio se la prendeva con il pm Nino Di Matteo: «E questo Di Matteo vuole…vuole interrogarmi…mi ha interrogato…nel confronto con Martelli…mi ha interrogato anche quando sono venuti i due Procuratori di Palermo e Caltanisetta», «Perché era presente…però mi sembrava piuttosto attento alle cose che io dicessi…ma senza diciamo scoprirsi come uno…».

PRECISAZIONI - Il Presidente Grasso ci ha tenuto a dire: «Mi si può dare atto che nessuna interferenza c’è mai stata da parte del Procuratore nazionale antimafia» sulla trattativa riguardante la trattativa. Non è mancato anche un momento divertente, quando cioè il Procuratore di Palermo Francesco Messineo, si è rivolto a Grasso così: «Procuratore, pardon Presidente. Mi scuso…».

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: gqitalia.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews