Governo: cresce l’attesa per la “fase due”, alle 15 il Cdm

ROMA – Il governo accelera su crescita e sviluppo. La ‘fase due’, come il premier Mario Monti ha più volte sottolineato, è già cominciata ma ora, concluso l’iter della manovra ‘Salva Italia’, entra nel vivo. E per questo si riunisce oggi il Consiglio dei ministri. Il premier Mario Monti, rientrato a Roma, ha convocato la riunione del governo per oggi pomeriggio alle ore 15. Al primo punto all’ordine del giorno figurano le «indicazioni del presidente del Consiglio sul programma di lavoro delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri».

Una riunione, quella di oggi, che si svolge proprio nel pieno della pausa natalizia per dare un segnale forte dell’impegno dell’esecutivo a far decollare quella “fase organica” di riforme, come ha spiegato nei giorni scorsi il premier, da realizzare “con coraggio e sistematicità”. Un’agenda fitta che vede interventi strutturali come la riforma del mercato del lavoro, liberalizzazioni, spending review. Quella di oggi, sarà, dunque, l’occasione per definire una programmazione temporale del lavoro dei prossimi mesi. Un ‘timing’ che focalizzi, nella loro gradualità, tutti gli interventi in grado di rimettere il Paese sulla strada della crescita.

Tuttavia, l’annuncio sui prossimi passi che il governo si accinge a compiere non arriverà stasera dopo la riunione del Consiglio dei ministri, ma verranno indicati dallo stesso premier nella conferenza stampa di fine anno convocata per domani alle ore 12. Tra le priorità dell’azione dell’esecutivo, c’è, dunque, la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Si tratta, come ha detto lo stesso Monti, di un “tema chiave” che richiederà la definizione di “un’agenda strutturata” con le parti sociali. Un tema, ha sottolineato, che, per sua natura, richiede un maggior dialogo con le parti sociali.

Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL

Del resto, i sindacati non demordono. Il pressing non s’allenta anche se la tempesta scatenata dall’ipotesi di un possibile intervento sull’articolo 18, sembra, al momento, rientrata. Alla vigilia di Natale, i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno messo in chiaro che sulle pensioni la partita non è chiusa. «Se il governo pensa di aver chiuso il capitolo sulle pensioni si sbaglia di grosso», ha tuonato Susanna Camusso. Ma, dopo lo sciopero generale dell’11 dicembre, la mobilitazione, hanno annunciato, proseguirà per modificare la manovra sui temi del lavoro e del fisco.

Partita delicata, quella del mercato del lavoro, così come lo è quella delle liberalizzazioni. Più volte, negli ultimi giorni, il premier ha riaffermato la volontà del governo di prestare “grande attenzione” al tema dell’apertura del mercato. La gamma dei settori di potenziale intervento è quanto mai ampia: dai servizi pubblici alle professioni (notai, avvocati, farmacisti, ordini professionali). Ma nell’agenda per la crescita figura anche un’altra voce importante, quella che riguarda gli interventi sul fronte della spesa con l’operazione di ‘spending review’. Un vasto e profondo processo di razionalizzazione della spesa, che supera la logica dei tagli lineari e che punta all’eliminazione di sprechi e inefficienze, per poter recuperare risorse da destinare al taglio delle tasse e alla crescita.

L’obiettivo è quello di incidere sui servizi con un costo di produzione eccessivo e sui quei servizi caratterizzati da diseconomie gestionali. Il governo è già al lavoro con lo stretto coordinamento tra il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda, e il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Il complesso delle misure che l’esecutivo intende attuare dovrà essere presentato a Bruxelles entro aprile.

C’è poi il ‘pacchetto infrastrutture’ al quale sta lavorando il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, per far ripartire le opere considerate strategiche e prioritarie ma ferme al palo, per intoppi procedurali e autorizzativi, per ritardi nell’affidamento delle gare e che rischiano anche la revoca dei finanziamenti.

Natalia Radicchio

Foto| via www.rds.it

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