Girifalco: quel parco eolico che non s’aveva da fare

La rocambolesca storia di un professore universitario che è riuscito ad abbattere il muro di silenzio intorno alle “sviste” istituzionali sulla costruzione di un parco eolico

di Chantal Cresta

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Parco eolico

Il prof. Salvatore Tolone Azzariti è un calabrese risoluto: discendente di una famiglia garibaldina, ex cadetto della scuola militare napoletana “Nunziatella”, uomo libero e liberale, insegnante di Diritto Privato all’Università di Napoli, non cerca complimenti né pacche sulle spalle. Il professore pretende – questo sì, senza riserve – che la legge venga rispettata da tutti. Una rivendicazione pericolosa in una regione, come la Calabria, dove invece viene spesso aggirata, ignorata, elusa ed infranta da mafiosi e collusi senza distinzioni.

Così, da quelle parti, capita anche che si costruisca un parco eolico del tutto privo dei requisiti minimi di sicurezza ambientale e di salute pubblica e, per di più, calato in mezzo alle case della gente senza che nessuno dica o faccia nulla. O quasi, perché il prof. Tolone Azzariti non è spirito da tacere e subire. Al contrario, egli vuole che si sappia quello che da anni sta accadendo nel Comune di Girifalco, località in provincia di Catanzaro, dove possiede alcune proprietà.

Quando il professore racconta la sua storia, si anima come un veterano di guerra che ricorda i trascorsi in battaglia, perché è davvero una guerra quella che si è trovato a fronteggiare. Tutto inizia nel 2005, quando la Brulli Energia, società produttrice di stazioni elettriche con sede a Reggio Emilia, intavola con il Comune della ventosa cittadina calabrese un accordo per la costruzione del Parco Eolico WF Serre: un affare di qualche milione di euro di utili l’anno. Inizialmente, il progetto, che deve passare il vaglio del Nucleo VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), si presenta come un piano complessivo di 16 torri eoliche, ognuna delle quali capace di produrre 2 MW, per un totale di 32 MW. Il piano passa i controlli e il 24 marzo 2006 viene approvato anche dal consiglio comunale di Girifalco. Successivamente, il 12 aprile, la Brulli e il Comune firmano la Convenzione per la realizzazione del parco.

Girifalco

Fin qui nulla di strano, se non fosse che nella suddetta Convenzione le parole usate per descrivere il progetto delineano una realtà molto diversa rispetto ai primi screening approvati dal VIA. Infatti, in essa si parla di una produzione di 44 MW, invece che dei 32 MW stabiliti, il che implica che le previste 16 torri erano, in realtà, 22. «Inspiegabilmente moltiplicate», ci dice il prof. Tolone Azzariti.

Ora, poiché la matematica non è un’opinione, il professore ci mette poco ad insospettirsi sugli omissis della Convenzione, così, si interessa alla questione e scopre che le discrasie non riguardano solo i dati relativi alla quantità di produzione elettrica ma anche le mappe catastali che rappresentano il luogo dove dovrebbe sorgere il parco. Si accorge, in pratica, che le carte riportano in calce il valore in scala 1:2500 (valore, peraltro, inesistente) anche se la loro scala reale è 1:2000. Inoltre le mappe erano obsolete, forse, risalenti agli anni ’70 e, come se non bastasse, in esse erano stati malamente cancellati circa 90 immobili regolarmente censiti al catasto.

Questa inspiegabile serie di “coincidenze” aveva prodotto, almeno sulla carta, che lo spazio necessario affinché la distanza minima di sicurezza di 500 mt tra una torre e la casa più vicina, prevista per legge, fosse rispettata. Peccato che, nella realtà, le torri sarebbero state edificate proprio sopra i tetti dei residenti e sui terreni del prof. Tolone Azzariti.

Due anni dopo, il Comune di Girifalco ammetterà che le mappe prodotte dalla Brulli erano alterate a causa di un “falso per errore” ma, nel frattempo, il professore ne vedrà di tutti colori.

Recuperati i documenti in suo possesso, negli ultimi giorni di aprile del 2007, Tolone Azzariti espone le sue scoperte e le sue obiezioni all’Ente provinciale preposto. Le osservazioni, però, restano lettera morta, in quanto l’8 agosto 2007, con Decreto della Regione, viene concessa l’Autorizzazione Unica alla costruzione del parco: «Considerato – viene detto nell’atto – che non sono pervenute osservazioni da parte dei soggetti interessati». Quando lo racconta, il professore si aggiusta sulla sedia con fare canzonatorio: «…“non sono pervenute osservazioni”…Dedussi che le mie obiezioni e le prove a sostegno delle mie tesi erano state cestinate». Continua a leggere ->

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26 Risponde a Girifalco: quel parco eolico che non s’aveva da fare

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    Rocco 17/04/2010 a 22:16

    Sono un cittadino di Girifalco. Onesto e incensurato fino alla settima generazione, tanto per chiarire.

    A Girifalco c’è la normale delinquenza che si trova in quasi tutto il mondo e definire il posto come covo di ‘ndirne è ridicolo. Anche la ‘ndrangheta fa capolino, ma per fortuna Girifalco non è San Luca…, come l’articolo suggerisce.

    Mi scusi il giornalista e mi scusi il “professore-torero”, sono ridicole anche molte altre conclusioni dell’articolo.

    Le falsità/incongruenze evidenti sono (almeno) le seguenti:

    - La magistratura avrebbe “archiviato” o “minacciato” di archiviare il caso.
    Allora, o le “prove” del professore sono inconsistenti o pretestuose (tipo pollai abbandonati spacciati dal “professore” per abitazioni) oppure la magistratura sarebbe “collusa”. Cosa più assurda del resto, che non voglio neanche commentare.
    Da un parente del “professore” apprendo inoltre che il “trattore” incendiato apparteneva in realtà a qualcun altro. Quindi, si processa “l’intenzione” di qualcuno di minacciare il professore. E questo in aggiunta a quanto si dice in paese (non ho prove, ovviamente) che anche l’attentato all’auto aveva ragioni che con l’eolico c’entrano meno del cavolo a merenda.

    - A parte il dubbio del trattore, mi vorrebbe spiegare il professore e il giornalista perché mai l’incendio della pala eolica dovrebbe essere una minaccia a lui rivolta? Considerate le battaglie che sta facendo per bloccarle, caso mai lui potrebbe essere il mandante dell’attentato alla torre, non la vittima della minaccia. O no?

    Io credo, come tanti in paese, che si tratti di “rabbia” per il fatto che le pale eoliche non siano state poste nel suo di terreno, onde godere lui dei 5000 euro annui di “affitto” che ogni proprietario dei terreni ospitanti le pale percepisce. Vero? Quindi tutta questa manfrina sarebbe una ignobile vendetta per pochi spiccioli, che impedisce a Girifalco (o almeno rallenta) una grossa fonte di guadagni (600 o 700 mila euro annui …).

    Bravo il nostro professore. Come faceva il suo illustre (senza ironia) padre, non esita a denunciare a destra a manca chi fa pipì sul suo terreno o vi raccoglie un sasso senza il suo “nobile” permesso. Così, anche per il gusto di farlo.

    In conclusione, secondo me, niente “mafia” (almeno non per questa storia) ma solo gelosie e acredine. Magari degli errori o irregolarità ci sono state (e la magistraturà le accerterà), ma che si tratti di minacce mafiose al “professore” è solo una sua (furba) barzelletta.

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    Salvatore Tolone Azzariti 18/04/2010 a 19:12

    Devo una risposta al cittadino di Girifalco, che dice di chiamarsi Rocco, “onesto e incensurato fino alla settima generazione”, sperando che con l’ottava i suoi, se non proprio egli stesso, trovino il coraggio di uscire dall’anonimato e dalla ripetitività che gli fa incollare, ovunque in Web appaia un servizio sui crimini della vicenda del parco eolico di Girifalco (cfr. infatti i commenti a http://notaris.splinder.com/tag/salvatore%20tolone). In base alla sproporzione fra conoscenze effettive dei fatti e gravità delle accuse calunniose che avanza nei miei confronti, peraltro neanche logicamente derivabili dagli assunti che espone, ho buoni motivi per sostenere che si muova a comando di altro, non difficile da intuire, sempre con il medesimo scritto copiato ed incollato, farcito di calunnie, amenità e falsità, e con coraggio civico esemplare presentate con i “si dice” e i “si pensa” che di una situazione sociale omertosa sono un chiaro sintomo. Premetto che chiunque abbia a mente la Sicilia degli anni infausti, quella che per maggior notorietà venne descritta a quei tempi minuziosamente, delle denunce anonime e non alla luce del sole, quella del corvo del tribunale di Palermo (si ricorda?) avrà inteso il tipo di replicante che mi pare si manifesti nel “Rocco” e nei suoi fratelli che non penso vaghino lontani dagli uffici comunali di Girifalco. Mi sarebbe facile abdicare alle risposte o farmi intimorire persino da parole che sottendono a reati che si ritiene io abbia commesso e commissionato, lascio questi commenti a chi mi conosce di persona. Sia dunque Rocco, ve ne prego, con la sua voglia di “normalizzare” e “propalare” in perfetto anonimato, dai lettori di questa pagina e questo sito e dalla loro serietà preso come un esemplare topos antropologico diffuso purtroppo nel paese di Girifalco, di cui la vicenda dei crimini politico-amministrativi connessi all’eolico sono solo un apice. Valga cioè come indiretto termometro di quanto la maggioranza della popolazione di questo paese debba fronteggiare in questo cancro sociale che si chiama omertà e collusione con ‘ndrine e criminali vari. Ma ciò non toglie che mi si dia indirettamente l’occasione per tornare sugli argomenti sollevati dall’estrema gentilezza di wakeupnews.
    Andiamo ai fatti, duri, durissimi e cocciutissimi fatti. A parte le forme e la gentile menzione di mio padre, sulla cui eleganza non mi dilungo granché, lasciandola pure alle valutazioni di quanto lo hanno conosciuto in vita e non a chi ne scrive anonimo da morto, devo ringraziare il Rocco per darmi l’opportunità di ribadire e puntualizzare, pur entro i livelli di profondità che posso trattare in pubblico, posta l’evidente esistenza di un segreto che mi lega agli inquirenti su questi eventi. Andando incontro ai punti toccati, ma non al grado di alfabetizzazione appalesato dal Rocco, ribadisco i seguenti asserti: 1) Decine di immobili sono stati soppressi dalle mappe catastali, sebbene regolarmente censiti al momento di redazione delle mappe e dunque non potevano non essere presenti nei documenti cartacei, molti di essi sono abitati. Tanto basta a fissarne la rilevanza secondo i termini di legge, e ad inibire la costruzione di torri entro il raggio previsto dalla legge di 500 mt.; 2) A fronte di prove “inconsistenti o pretestuose (tipo pollai abbandonati spacciati dal “professore” per abitazioni), come dice il “Rocco” (tiè, 1-1 per le virgolette:-)) qualunque magistrato apre un procedimento, per un chiaro reato detto calunnia aggravata, nei miei confronti. Cosa che non è avvenuta. Rilevo però che l’ardito Rocco, con le sue disinteressate domande, ansioso solo di conoscere la verità, e le sue sette generazioni di onesti in famiglia, nulla commentino in ordine alle falsità della scala delle mappe, che qui ribadisco e che è stata ammessa dal Consiglio comunale di Girifalco (Delibera 47/2008): la dimensione effettiva è 1:2000, invece per allungare virtualmente le distanze dagli immobili, la scala in calce alle mappe è di 1:2500. Penso che i lettori si stiano chiedendo come un onesto e disinteressato gentiluomo, di un paese a “delinquenza ordinaria” quale Rocco, nulla commenti su questo tema, il più eclatante, il più noto. 3) Ovviamente né a “Rocco” né in questa sede posso dire di più sulla prima fase dell’attività giudiziaria; sulla seconda posso solo dire -e mi dispiace nulla di più- quanto risaputo dalla stampa: la competenza sulla vicenda che, mio malgrado, mi riguarda è avocata alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con la quale spero collaborino in qualunque forma, eventualmente anche “alla Rocco” quanti possono indurre qualcosa in ordine all’attentato alla mia macchina. Io non potevo far altro che denunciare l’accaduto di una bomba esplosa sotto la mia macchina, e mi perdonino di questo Rocco e i suoi padroni. 4) L’incendio doloso del trattore, in una sera molto piovosa di fine marzo 2009, avviene a 15 metri da casa mia, sotto la tettoia di un capannone di mia proprietà (abito nell’immediata periferia del paese, una volta piena campagna) dove l’amico mio e di mio padre, e prima di lui suo padre, lasciavano al riparo il loro trattore. Come evidente, non si processa l’intenzione (come dice “Rocco”), ma qualcosa di immediatamente percepibile la cui strana evanescenza dalla mente del Rocco non voglio, per basico rispetto di Rocco + sette generazioni di onestoni incensurati, attribuire alla sua malizia intellettuale o peggio: ribadendo che io posso solo denunciare fatti e coincidenze sui fatti, le indagini le fanno gli inquirenti, ed a 360 gradi, ivi inclusa ogni singola lettera di ogni singola parola di ogni mia dichiarazione, nonché dei testimoni che prima mi hanno avvisato di quanto accadeva e poi sono accorsi sul luogo immediatamente, dandomi una mano a spegnere il fuoco. Ma denunciare questo fatto non è processare l’intenzione, come minima alfabetizzazione dovrebbe suggerire, bensì quello che i penalisti potrebbero chiamare in via induttiva, mi pare, aberratio dominii rei. Cioè errore sulla proprietà, si colpisce una cosa per fare un danno voluto a qualcuno, poiché le circostanze rendono apparentemente quel bene di proprietà di costui, mentre la cosa è effettivamente di proprietà di altri; es. Rocco ruba dalla borsetta di Tizia, volendole fare del male, un cellulare che invece la proprietaria, la sua amica Caia, le aveva lasciato nella borsa, chiedendole di mantenerlo per qualche ora). 5) Chi ha detto, scritto o riportato che l’incendio alla pala eolica è una minaccia a me rivolta? Da dove Rocco ha riportato questa notizia? Qual è la fonte? A quale aberrazione si può giungere quando si vuole mistificare fatti, notizie e mescolarli frullandoli artatamente a calunnie? Si può dire certo che quell’incendio è sintomo – un altro – che “certe forze” sono all’opera, ma anche qui per stretto riserbo e rispetto verso gli inquirenti non posso e non voglio (meno che mai al Rocco) dire di più. Solo gli chiedo e mi chiedo, da un punto di vista oggettivo: come mai fatti analoghi, ma anche di medesima portata quanto alla vicenda amministrativa, non siano avvenuti nei paesi limitrofi, pure dotati di parco eolico? Da un punto di vista soggettivo: posto che non esista fonte di informazione che, propalando una sciocchezza pari solo a certe menti molto deboli, qualifichi il fatto come minaccia a me rivolta, e posto che non ho abitudine a mandare incendiari in giro, ma di denunciarli e collaborare con le Autorità per farli arrestare, al pari dei falsari, dei corrotti nelle PA, e dei calunniatori quando non si nascondono (o ritengono di potersi nascondere), mi chiedo semplicemente da chi è pagato Rocco per dire queste cose semplicemente risibili? Ma poi, veramente il tutto può dirsi coerente ad una “normale delinquenza” di paese, specie per le sette generazioni di onesti che costellano Rocco ed i suoi fratelli, salvo accedere ad una nozione semplicemente spaventosa di “normalità delinquenziale”? La normalità di Rocco, di queste collusioni mal risolte e di questi amministratori disinvolti a me fa ribrezzo, e questa lotta e solo il debutto contro di essa. 6) Le pale ed i soldi ai proprietari. Come Rocco può concludere anche da solo (così spero) 5000 euro all’anno fanno 416 al mese. Rispetto i bilanci di ognuno, ma posso affermare che non cambierebbero il tenore di vita di nessuno dei proprietari dei terreni; nessuno di costoro è povero bisognoso, per fortuna. Non cambierebbero la mia, visto che su quelle terre ci lavoro. Distruggeranno le proprietà di moltissimi che pur non direttamente, fisicamente interessati sono investiti dall’interdizione di 500 mt. che azzera letteralmente il valore delle loro proprietà. Le torri arricchirebbero sicuramente la Brulli, mentre mi dispiace, veramente mi dispiace – e sempre per riserbo obbligato – non posso dire di più quanto alla colossale stupidaggine di cui il mitico Rocco si fa megafono della cifra di 600 o 700 mila euro annui in favore del comune di Girifalco. Strano altrettanto che il “Rocco” non voglia chiedersi come mai, rispetto ad un territorio, quello di Girifalco, che pure dispone di molte e vastissime aree (anche comunali) disabitate e non danneggiabili da simili insediamenti, si siano prescelte proprio “quelle zone“ e “quei terreni” ricorrendo per di più ai giochini delle carte false. Tante stranezze sulle questioni di “Rocco” e sulla sua forma di porle, che mi sembrano corroborare l’ipotesi che il “nostro” sia mandato – egli si- a raccontare barzellette a mezzo Web. Una nota televenditrice dalle parti della Brulli ebbe bisogno di un “avallo” esotico, il noto Do Nascimiento (ve lo ricordate?) fatto venire dal Brasile per poter vendere sale come rimedio miracoloso, a qualcun altro è andata meglio: l’ha trovato in loco. Con il che non auguro ovviamente a Rocco di finire latitante, ma di consegnarsi, quando riterrà, alle autorità costituite. Siete circondati!
    Grazie per la seconda volta a questa pagina di informazione wakeupnews ed ai suoi lettori che spero di non aver annoiato.

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    Chantal Cresta 18/04/2010 a 20:04

    Dunque Rocco, argomenterò le tue ipotesi punto per punto:

    In questo paese ci sono delle leggi molto chiare sulle misure di sicurezza da adottare per l’installazione di un impianto di produzione elettrica. A Girifalco queste norme sono state violate senza alcun criterio, al punto che finanche il Comune e la Brulli hanno dovuto ammettere le “sviste”.

    In questo paese esistono leggi molto chiare anche intorno al diritto dei cittadini di essere messi a conoscenza delle loro denuncie se lo richiedono. Non spetta alla magistratura decidere se si può o meno rilasciare copia di un esposto. Se esso viene richiesto deve essere fornito insieme alle informazioni inerenti allo stato delle indagini se ve ne sono. Anche il tuo scetticismo non può negare che una Procura che agisce in modo diverso è palesamente al di fuori di ogni procedura regolare.

    Per quanto riguarda le accuse rivolte al professore di essere, in qualche modo, coinvolto nell’incendio alle pale di una delle torri, non credo che occorra risponderti. Tuttavia, già che fai fantasiose ipotesi, fantastichiamo insieme immaginando che la mafia abbia investito un bel po’ di quattrini per avere parte abbondante di quel bottino da 600/700 mila euro e si sia vista, in qualche modo, delusa nelle aspettative. Secondo te cosa farebbe? Pensi che potrebbe dare luogo a d un atto intimidatorio, per altro molto simile a quello accorso al professore con la sua auto? Secondo me è verosimile, ma sono solo ipotesi e queste non valgono in tribunale. Solo le prove concrete e oggettive hanno un peso e per sua fortuna, il prof. Tolone Azzariti ne ha raccolte molte.

    Infine, a proposito della battuta sull’onostà delle stragrande maggioranza dei cittadini di Girifalco, io non ho dubbi che sia così. Infatti, è anche per queste persone che il professore porta avanti le sue batteglie. Egli desidera evitare che venga continuato un illecito che sarebbe causa, oltre che di pericoli ambientali, anche di danni estremi alla salute. Mai sentito parlare della Sindrome da pale eoliche? E’ devastante: nausee, vomito, perdita di equilibrio, perdita graduale della vista, riduzione della capacità uditiva. E’ come stare dentro il cestello di una lavatrice a tutta centifuga. Per ulteriori dettagli consiglio un esame sugli ultimi studi in proposito: http://www.viadalvento.org/impatti/rumore/riassunto-di-ricerche-recenti-sugli-effetti-nocivi-delle-turbine-eoliche/

    Sia chiaro, caro Rocco, non pretendo che tu mi creda sulla parola. Giustamente tu metti sotto esame critico ciò che leggi e questo non può che farti onore. Ma certe situazione non possono che essere valutate se non per ciò che sono e nulla di più, comprese distruzione di proprietà private e riduzione in silenzio dei possibili testimoni.

    A questo punto, sono io che ti faccio una domanda. Dici che il parco porterebbe un sicuro guadagno a Girifalco. Può essere e allora ti chiedo: quanto credi che valga la vita e la salute di una persona? E di due? E di un intera città? E quanto credi che valga la tua salute, caro Rocco?

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    Stefano Ferraina 19/04/2010 a 10:26

    Mi permetto di entrare nella vicenda del Parco Eolico di Girifalco denunciata dal prof. Tolone Azzariti, che, assurta agli “onori” della cronaca nazionale, non fa dormire sonni tranquilli al “Rocco di Girifalco”, autoproclamatosi custode del buon nome della cittadina calabrese, il quale ripete lo stesso scritto,come un mantra (o meglio copiando ed incollando su più siti ove la vicenda è riportata correttamente,dal blog di Antonello Caporale al blog di Notaris ed infine su questo sito) che a Girifalco -bontà sua- tutti i cittadini possono dormire sonni tranquilli….
    Stiamo ai fatti: il prof.Tolone Azzariti ha denunciato un falso macroscopico nell’uso delle mappe utilizzato nell’esproprio che, di fatto, ha cancellato una ottantina di abitazioni (con notevole risparmio per l’indennità di esproprio), comportando altresì l’aggiramento della norma di salvaguardia in materia, secondo la quale non si può costruire pale eoliche entro 500 mt. da abitazioni, a tutela della salute dei cittadini che nelle vicinanze abitano.
    Questa denuncia ha visto più organismi pubblici, come denunciato in maniera precisa e puntuale dal prof. Tolone Azzariti, agire in maniera “distratta”, cui ha fatto seguito una serie di episodi di marca prettamente criminale, che hanno visto lo stesso Tolone Azzariti vittima.
    Questi sono i fatti, a cui il sempreveglio “Rocco di Girifalco” non dà risposta, ma, facendo appello al “si dice” e a miserevoli tentativi di gettare fango sulla memoria del padre del prof. Tolone Azzariti, proclama la sua sentenza inappellabile: a Girifalco va tutto bene, madama la marchesa….
    Gli argomenti, della cui incontestabile autoreferenzialità tutti sono fermamente convinti, poggia su “solide” basi -come i piloni delle pale eoliche- aventi per ingredienti le seguenti asserzioni:
    - Girifalco non è S.Luca -caspita!-,
    - la magistratura avrebbe archiviato il tutto (vale esattamente il contrario, la DDA di Catanzaro se ne sta occupando),
    la “rivelazione” che il trattore a cui è stato dato fuoco, seconda minaccia subita dal professore dopo l’incendio della propria autovettura, non sarebbe di sua proprietà…affermazione mai fatta, anzi è stato sempre detto il contrario, ossia che il mezzo dato alle fiamme non era di proprietà del professore, ma era accanto al proprio, vicino ad un serbatoio di combustibile, accanto alla propria abitazione…
    - ed infine, ciliegina sulla torta, un pò di fango non guasta sulla scelta del professore che denuncia, non perchè è persona per bene, ma….udite, udite! per “rabbia” perchè le pale eoliche non passano sul suo terreno, e allora…crepi Sansone con tutti i suoi Filistei!
    “Quindi tutta questa manfrina sarebbe una ignobile vendetta per pochi spiccioli” Rocco dixit…
    Ebbene, queste parole gentilmente donate dal “nostro” Rocco sono la migliore cartina di tornasole della miserabile condizione cui è sottoposta quella porzione di territorio calabrese, costretta a cedere la propria dignità, mettendo a repentaglio la propria salute per un pugno di euro, facendosi calpestare dal potente di turno, in nome del profitto di rapina, che vedrà come sempre quella terra, bellissima e disgraziata, costretta a cedere le energie migliori -ieri le braccia durante l’ondata migratoria, oggi la salute, minata dalle miserabili mosse dai “salvatori della patria” venuti da lontano- contrabbandate per “occasione imperdibile per il nostro territorio”…
    Con buona pace dell’egregio “Rocco di Girifalco”

    Rispondi
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    anonima 20/04/2010 a 02:27

    qualche domanda innocente

    bisogna dire che se il professore facesse uso di una scrittura meno rocambolesco-letteraria, alla quale affidare le sue ragioni di diritto, e divagasse meno in poetico,fiero furore eroico,
    si mostrerebbe indubbiamente più amico del lettore…
    ( basterebbe anche solo un periodo meno lungo, fatto di frasi brevi, o anche giusto qualche punto in più, tanto per spezzare il respiro ! :)
    A chi legge, per capire le ragioni della rabbia, necessiterebbe indubbiamente qualche schiarita.
    Sorgono domande essenzialmente semplici, come:
    Chi copia chi?
    chi è al comado di chi?
    in che rapporti dì si danno “difesa del territorio” e preoccupazione per la “salute pubblica”?
    non sarà mica l’annuncio di qualcosa che è peggio della vicenda Alta Velocità in Italia?
    e soprattutto, chi parla?

    cordialmente

    Rispondi
  6. avatar
    Giovanni 20/04/2010 a 09:36

    Che tristezza leggere alcune dichiarazioni, ciò dimostra come sono sempre andate, vanno e andranno (speriamo di no) le cose in Calabria e a Girifalco.
    Sono cresciuto a Girifalco, ma oramai non vivo più in Calabria, mi rimane un bel ricordo delle mie origini soprattutto legati alla mia adolescenza, oggi ho altri occhi per guardare osservare e capire.
    Mi dispiace leggere le righe di “Rocco”, anche perchè penso rappresenti un pò il pensiero di molti, tante persone che hanno a cuore il paesino nella loro “normalità”. In Rocco vedo i tipici modi di fare, dire, parlare di Girifalco, quei modi che non porteranno mai da nessuna parte. Girifalco si sta svuotando di quelle persone che non condividono la via intrapresa in questi ultimi anni, di quelle persone che hanno voglia di esprimersi, affermarsi ed essere liberi di poter agire e magari spendersi per la collettività.
    Non so se ci sono ndrine o meno, ma per me la mafia è più che altro una cultura, forse quella cultura della normalità che incide sulle decisioni degli individui. Il vantaggio della ‘ndrangheta (della mafia etc…) e far credere di non esistere, non molto dissimile dal demonio direi…
    Tornando alle pale, nel meridione non si riesce a far nulla nella piena legalità e rispetto delle regole… è strano ma è così.
    Il prof. Tolone è una persona che stimo, un Girifalcese che rappresenta Girifalco ovunque egli opera, e non è il solo. Nella lettera di Rocco si butta fango sulla sua famiglia, io ho un bellissimo ricordo di suo padre e dei suoi famigliari in diverse circostanze in cui ho avuto modo di conoscerli di persona, e penso che al prof. Tolone 5000 euro all’anno non cambino nulla. Personalmente preferirei avere un terreno da coltivare che un terreno che non potrà mai più produrre nulla, si parla di 5000 euro all’anno, bell’investimento… molto lungimirante, in 10 anni sono 50000, che tali non saranno a causa delle leggi dell’economia, si… siamo proprio lungimiranti a Girifalco.
    Ogni cittadino italiano, ha diritto di poter denunciare ciò che crede sia illecito, penso tra l’altro il prof. Tolone abbia una buona conoscenza della materia e non è lui a dirlo, ma la sua carriera.
    Ho sete di verità, non so perchè, penso che se ci sia stato tutto questo casino, qualche cosa sia stata mal fatta, altrimenti oggi Girifalco potrebbe godere di un magnifico panorama di pale che girano tradotti in 600 mila euro di cash per il comune fidandomi dalle parole di “Rocco”.
    Quel che manca a Girifalco, non sono i soldi, ma sono le idee.

    Rispondi
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    Raffaele Tolone 20/04/2010 a 10:13

    LETTERA APERTA AL SIGNOR. SINDACO DI GIRIFALCO

    Egregio Signor Sindaco,

    Nell’attesa del tanto sbandierato convegno del 24 aprile p.v., le vorrei fare osservare e rammentare alcune cose che potrebbero rivelarsi utili ai fini di una definitiva ed esauriente risposta a tutti i cittadini .
    Io cercherò comunque di essere malizioso. So che ne sarà contento e sorriderà.
    Certo è che dovrà essere molto convincente considerato anche il momento politico che lei e la comunità girifalcese stanno vivendo.
    Il suo partito, il Partito Democratico, la ha accusata di aver tradito il patto elettorale stipulato con gli elettori dopo aver sbandierato a destra e a manca la discontinuità politico-amministrativa con la precedente amministrazione . La accusa di aver tradito gli accordi elettorali stipulati il 9/3/2008 con il Partito Democratico, UDC e Sinistra Arcobaleno relativamente alla composizione della Giunta (4 assessori e non 6). La accusa di esercitarsi alla moltiplicazione degli assessori: “Paga uno e prendi tre” .
    Non é stato rispettato il patto di stabilità con tutte le conseguenze del caso.
    Voci di corridoio dicono che lei ha presentato, anche se all’albo pretorio non vi è affissa la relativa delibera di giunta, denuncia per diffamazione nei confronti del quotidiano “ La Repubblica” per aver fatto passare il nostro paese per un paese di mafiosi. Forse l’ha fatto a titolo personale e non istituzionale. Assolutamente non è mia intenzione impelagarmi in una discussione che potrebbe rivelarsi meramente accademica: le faccio solo osservare rispettosamente che il comune cittadino se sente parlare di indagini della squadra omicidi subito pensa ad un omicidio, se squadra antiscippo ad uno scippo, se squadra antirapina a una rapina, se squadra antitruffa a una truffa, se squadra antinarcotici allo spaccio di droga, se guardia di finanza a reati finanziari/fiscali/tributari e così via. Sul parco ( meglio parchi perché nella sostanza sono tre) eolico di Girifalco sta indagando la Procura Antimafia e non quella ordinaria e il procuratore capo intervistato da RAI 3 è la medesima persona intervistata dalla stessa emittente a Sant’Onofrio in occasione dell’”Affruntata”. Da noi “Cunfrunta”. Un motivo ed un filo conduttore ci saranno , magari si riveleranno,come tutti auspichiamo, inconsistenti ma al momento ci sono..
    Comunque non vorrei che questo fosse solo un espediente per distrarre l’attenzione dai veri problemi: il suo tradimento del patto elettorale, il mancato rispetto del patto di stabilità con tutte le conseguenze del caso e le denunciate e “ presunte” violazione di legge in tutto l’iter di approvazione del(i) citato(i) parco(hi) eolico (i) di Girifalco alle quali lei finge di non credere.
    Di una sola cosa lei ha ragione: ha ricevuto una pesante eredità dalla vecchia amministrazione che le ha lasciato il classico cerino in mano e lei si è bruciato. Le hanno lasciato una pistola carica in mano, è vero, ma lei poteva mettere la sicura o premere il grilletto: ha preferito premere il grilletto senza guardare cosa andava a colpire il proiettile.
    Non si è mai chiesto perché la precedente amministrazione e il sindaco in particolare il 3 gennaio 2008 faceva approvare la variante al piano regolatore al fine di poter fregiarsi di un tal successo ( la definitiva approvazione dei parchi eolici) nella campagna elettorale per le provinciali 2008, ma a seguito della presentazione delle tre osservazioni da parte mia, del sig. Salvatore Tolone e del sig. Filippo Giovanni de Stefani , pur conoscendo a mena dito la pratica e pertanto in grado di rispondere immediatamente alle osservazioni, abbia preferito ritirarsi in buon ordine lasciandole la patata bollente in mano?

    In merito a tali “ presunte” violazioni le ho scritto tante volte senza attenere da parte sua alcun cenno o riscontro, senza che lei, sempre obbligato ai sensi della Legge 241/ 90 , si degnasse di rispondere anche per affermare, com’è suo diritto/dovere, che dicevo un mucchio di fesserie. Se l’avesse fatto si sarebbe tutto chiarito con la cittadinanza che al momento non sa che cosa pensare.
    Forse chi tace acconsente???
    Comunque le faccio presente quanto segue:

    Non corrisponde al vero che il TAR Calabria abbia rigettato il ricorso presentato dal Sig. Salvatore Tolone, bensì , per come qualsiasi legale potrà confermarle, il TAR non ha accolto al momento solo la richiesta di Sospensiva, e solo per assenza di periculum in mora dovuto alla mancata dichiarazione, all’epoca, di pubblica utilità.

    Come non è vero per come si vorrebbe far credere che la Suprema Corte di Cassazione abbia disposto il dissequestro del sito relativo all’aerogeneratore denominato A3. La Corte non ha accolto il ricorso, ha solo rinviato al Tribunale della Libertà affinchè alla luce di nuovi elementi riveda il proprio giudizio. Non sono precisati i motivi che possono essere di forma o di sostanza.
    Di sostanza potrebbe, ad esempio, anche essere il mancato sequestro della strada abusiva diretta al sito posto sotto sequestro della suddetta pala eolica A3 e del relativo cavidotto o anche per il relativo abbattimento senza alcuna autorizzazione di un imprecisato numero di piante di ulivo.

    Lei, da circa quattro mesi, deve ancora rispondere ai cittadini se la pala eolica contrassegnata con la sigla A4 è posta a una distanza di 480 m ca. da una abitazione regolarmente accatastata e stabilmente abitata. In sua vece, e non si capisce il perché, ha tentato, arrampicandosi sugli specchi con le mani unte, di dare una risposta la Società Parco eolico Girifalco Srl affermando che “ dalle misurazioni effettuate in sito il centro della Torre dell’aerogeneratore denominato A4 ha una distanza planimetrica superiore a 524 m dalla costruzione “ Dal centro della Torre, badi bene, e non dal punto di massima sporgenza per come vorrebbe il comune discernimento di un altrettanto comune cittadino, per come citato dal vigente codice civile (artt. 873 e seguenti) e per come più volte stabilito della Corte di Cassazione “……. La distanza legale tra i fabbricati ( e un aerogeneratore è considerato un fabbricato in quanto stabilmente fisso al suolo) , ai sensi dell’art. 873 c.c. e degli strumenti urbanistici locali richiamati da tale articolo, deve essere computata dai punti di massima sporgenza (Punta delle eliche nel caso specifico)….. Concretamente, al fine di agevolare la misurazione, il punto dal quale partire è la proiezione al suolo della parte più sporgente dell’edificio (punta delle eliche)”.
    ( Cassazione civile, sez. II, 16 novembre 1996 n. 10064 – 24 novembre 1995 n. 12163)
    Il presidente Berlusconi, è notorio, è infastidito dalla Corte Costituzionale, non è che a lei per caso da fastidio la Corte di Cassazione?
    Ragionevolmente si può affermare, considerato che le eliche sono lunghe circa 47 m.ca, che la distanza reale e legale sia data dalla differenza tra 524 m. e 47 m. Tale differenza è di circa m 480 , cifra molto inferiore ai fatidici 500 metri previsti dalla Legge.
    Con mia lettera dell’11/8/2008 prot. 7772, rimasta priva di un suo qualsiasi riscontro come tutte le altre, le facevo presente che il mio fabbricato, stabilmente abitato secondo quanto previsto dalla Legge Regionale n.55 del 30 gennaio 2006 regolarmente accatastato e individuato al catasto terreni alla particella 62 del foglio 5 è posto al una distanza molto inferiore ai fatidici 500 metri dalle torri contrassegnate con le sigle A3 e A4. Il requisito di fatto evocato dalla legge (stabile abitazione, non ad esempio residenza o domicilio ) infatti fa sì che esso sia una destinazione, anche astratta, che qualunque legittimo proprietario può imprimere al proprio immobile (presenza di allaccio di acqua e di luce), non richiedendosi alcun’altra caratterizzazione giuridica che non sia la mera abitabilità stabile.
    C’è da aggiungere che l’unico modo di dimostrare che un fabbricato interamente ristrutturato e rimesso a nuovo, dotato di allaccio luce e acqua, dotato di cucina, sala da pranzo, bagno con doccia e camera da letto non possa essere “ stabilmente abitato” è quello di negare l’evidenza dei fatti a qualsiasi costo. Ma fino a quando?
    A comprova della stabile abitabilità come sopra descritta, le faccio presente che negli anni 1994/1995 ho provveduto alla ristrutturazione del suddetto fabbricato rimettendolo a nuovo.
    A dimostrazione della mia totale ed incondizionata volontà di utilizzare stabilmente secondo le mie esigenze e dei miei familiari il suddetto fabbricato individuato con la particella 62 del foglio 5 le faccio ancora presente che tutti i terreni di mia proprietà sono concessi in fitto e in tutti i contratti debitamente registrati, ultimo dei quali sottoscritto il 21/3/2006 davanti alle competenti associazioni di categoria , in quanto necessario per la richiesta della relativa integrazione dell’olio, e’ inserita la seguente clausola:.” Il signor Tolone (omissis) ……………. si riserva in via esclusiva l’utilizzo delle case coloniche presenti nel fondo fittato…….”. Mi dice per quale motivo avrei fatto inserire questa clausola se non per la mia espressa volontà di abitarci io, i miei familiari o i miei amici rimettendoci, com’è facile intuire, una parte del fitto?
    Quali sono i requisiti oggettivi secondo lei e secondo l’ufficio tecnico comunale che una abitazione deve possedere per essere “stabilmente abitata”?
    Anche questa è una domanda maliziosa?

    La società Parco eolico Girifalco Srl nel richiamare più volte la delibera n. 47 del 17 ottobre 2008 testualmente cita” ….la delibera del Consiglio Comunale n. 47 del 17/10/2008 con la quale tale Comune, tra l’altro, ha verificato che, in seguito ad appositi e accurati accertamenti, le distanze minime di mt. 500 dai siti di ubicazione delle torri eoliche ai fabbricati stabilmente abitati e regolarmente censiti vengono rispettate”.
    Nella citata delibera di Consiglio Comunale lei, e tutti i consiglieri di maggioranza testualmente dichiarano che: ”….in seguito ad appositi e accurati accertamenti le distanze minime di mt. 500, previste dalla deliberazione di G.R.. n. 55/2006, dai siti di ubicazione delle torri eoliche ai fabbricati stabilmente abitati regolarmente censiti, vengono comunque rispettate anche, nonostante l’errata indicazione della scale 1:2500 sugli elaborati planimetrici catastali, …..”
    Nonostante ciò, l’unica relazione tecnica allegata alla citata delibera, e ritengo sia la sola che si possa prendere in considerazione, è quella redatta dal Geom. Rocco Signorelli nella sua qualità di Responsabile dell’area tecnica del Comune di Girifalco ed è costituita da una sola paginetta nella quale il riferimento alla fatidica distanza dei 500 metri è di soli quattro righe:
    ” ….. in seguito ad appositi ed accurati accertamenti (quali?) ha rilevato che le distanze minime di mt. 500, previste dalla deliberazione di G.R. n. 55/2006, dai siti di ubicazione delle torri eoliche ai fabbricati stabilmente abitati regolarmente censiti (quali?), vengono comunque rispettate anche, nonostante l’errata indicazione della scala 1:2500 sugli elaborati planimetrici catastali”
    Com’è che nonostante tutti questi appositi ed accurati accertamenti il Responsabile dell’area tecnica non si è accorto che dalle mappe erano spariti decine e decine di fabbricati? Com’è che non si è accorto che il sito della pala eolica A3 era stato spostato di oltre cento metri rispetto al sito riportato nell’elaborato progettuale approvato? Com’è che non se ne è accorto al momento del frazionamento catastale della particella 32 del foglio 5?
    Ma non è di pubblico dominio che nelle proprie relazioni qualsiasi tecnico deve precisare gli elementi e le procedure utilizzati: il metodo utilizzato per la rilevazione, le attrezzature tecniche utilizzate (gps o un semplice metro ad esempio), i siti e i fabbricati presi in considerazione, gli accertamenti catastali o anagrafici esperiti ecc: ?
    Memore di ciò in data 28 ottobre 2008 prot. 10305 provvedevo a richiederle “ Copie conformi sia della relazione tecnica che della relazione legale sottoscritte dai relativi professionisti incaricati e contenenti le precisazioni, le deduzioni e in particolare i pareri che la S.V.I. e il Consiglio Comunale hanno ritenuto opportuno sottoscrivere e far propri e che hanno costituito il principale supporto tecnico/legale per l’approvazione della delibera Consiliare n. 47 del 17/10/2008.” Ad oggi non ho avuto nessuna risposta .
    Forse leggendo queste relazioni, se esistono, da chi sono state fatte e da chi e come siano state pagate, avremmo potuto capire che non c’è stato nessun falso in atto pubblico, nessun interesse in atti di ufficio, che non c’è stata nessuna violazione alla vigente normativa e che tutto è regolare.
    Purtroppo non è stato così.
    Avremmo finalmente potuto conoscere quali sono i requisiti oggettivi secondo il Comune di Girifalco che una abitazione deve possedere per essere dichiarata “stabilmente abitata” e regolarci di conseguenza.
    Avremmo finalmente potuto comprendere perché un manifesto ed evidente falso in atto pubblico ( scala 1:2500 anziché 1:2000 ), uno dei tanti, debba essere considerato un “puro errore di digitalizzazione” anche se una volta compilato da un tecnico viene sottoscritto per verifica da un altro tecnico e sottoscritto infine, per l’approvazione, da un altro tecnico ancora e successivamente controllata da tutti i tecnici delle Amministrazioni interessate.
    Avremmo finalmente potuto capire il motivo per cui “nessun vincolo o diritto è stato violato, in quanto il disegno è realizzato alla stessa scala delle carte catastali 1:2000 come asseverato dall’Amministrazione Comunale di Girifalco, avvalendosi del parere dell’ufficio tecnico comunale ( quelle quattro righe?), con delibera del Consiglio Comunale n. 47 del 17/10/2008” .
    Avremmo potuto comprendere perché se tento di uccidere e non ci riesco è tentato omicidio, se tento di rubare e non ci riesco è tentato furto, se tento di truffare e non ci riesco è tentata truffa e così via. Se invece presento spacciandoli per veri dei documenti falsi o attesto false dichiarazioni si afferma che nessun vincolo o diritto è stato violato o che trattasi di mero errore di digitalizzazione.
    Ma forse era una richiesta maliziosa.

    La suddetta delibera n. 47 del 17/10/2008 sembra sia diventata la panacea di tutti i mali e viene sbandierata come una reliquia.
    Quando non sa che come giustificare gli abusi commessi la Società Parco eolico Girifalco Srl ripete continuamente:
    “ ………il rispetto delle distanze è stato verificato dall’Amministrazione comunale che ne ha preso atto della citata delibera”, “….. avvalendosi del parere dell’ufficio tecnico comunale con delibera del Consiglio Comunale n. 47 del 17 ottobre 2008” , “ ……ivi inclusa la delibera del consiglio comunale n. 47 del 17 ottobre 2008 con la quale tale comune, tra l’altro, ha verificato con appositi e accurati, accertamenti………..”. Ma non è per caso che la società Parco eolico Girifalco Srl voglia scaricare tutta la responsabilità sugli amministratori comunali?
    Sicuramente è una delibera che ha stravolto il diritto amministrativo e la relativa prassi.
    Difatti Lei in qualità di il sindaco, nella sua relazione allegata alla più volte citata delibera, dichiara testualmente: ”…… sono pervenute 3 osservazioni da parte di cittadini interessati ( ripeto la mia, del sig. Salvatore Tolone, del sig. Filippo Giovanni de’ Stefani) , ai quali questo Consiglio comunale deve dare delle controdeduzioni più per motivi di cortesia verso i cittadini che per un doveroso atto amministrativo”.
    Per caso sono state inventate le delibere di cortesia?
    Possibile che una delibera assunta per fare una “cortesia” sia diventata all’improvviso così importante?
    Possibile che in questa delibera tutto debba ruotare intorno a una relazione tecnica di meno di una paginetta che nella seconda parte recita testualmente: ”….. mentre per quanto riguarda il posizionamento della stazione AT-MT ubicata sulla particella del foglio di mappa n. 10 si è accertato che la stessa ricade all’interno della perimetrazione del vincolo cimiteriale di assoluta inedificabilità” ?
    Ma non costituisce un reato costruire in zona di rispetto cimiteriale considerato anche che i lavori erano gia iniziati?
    In una delle tante comunicazioni a lei indirizzate (12 settembre 2008 prot. N. 8678), rimasta priva come sempre di un suo riscontro, le facevo osservare: ”Se così fosse, com’è che, tra l’altro, la società Parco eolico Girifalco Srl prosegue ancora illegittimamente, ad avviso del sottoscritto, alla data odierna, tutti i lavori, per lo più anche in zona di rispetto cimiteriale, senza che la S.V.I. sia mai intervenuta, anche se più volte sollecitata, nei termini, nei modi e nei tempi previsti dalla vigente normativa?”
    E ancora (28 ottobre 2008 prot. N. 10306 sempre priva di alcun riscontro da parte sua): ” fra le tante, tra l’altro, Lei ha omesso di precisare (nella suddetta delibera n. 47 del 17/10/2008) che il progetto è stato approvato dai vari Enti competenti in quanto, relativamente al fabbricato ubicato in zona cimiteriale, gli stessi sono stati tratti in inganno dalle falsità contenute in un certificato di destinazione urbanistica. Forse tale omissione è dovuta al fatto che per Lei i falsi in atto pubblico non sono altro che degli “errori involontari ed ininfluenti” e pertanto da non tenere assolutamente in considerazione. Troppi falsi, troppe omissioni e troppe false dichiarazioni in una sola pratica per poter essere considerati delle semplici “coincidenze”.

    Le casistiche sono tante non c’è che da scegliere.

    In località Romano, in un fabbricato, proprio a fianco di una pala eolica, un cittadino trasferiva la propria residenza in data 4/5/2006. Lo stesso era residente al momento della conferenza dei servizi, al momento dell’istruttoria della pratica presso la Provincia di Catanzaro, al momento dell’istruttoria presso la Regione Calabria, al momento della emissione del decreto n. 11928 dell’8/8/20087, al momento della comunicazione dell’inizio dei lavori e così via. Eppure lo aveva fatto presente alla Regione Calabria senza ottenere nessuna risposta. Lo stesso ha ritrasferito la propria residenza nel centro urbano il 10/7/2008 dopo aver stipulato un contratto di durata trentennale che prevede pagamento di un canone annuo di euro 6.500,00 ca. da parte della società Parco Eolico Girifalco Srl.

    Sempre in località Romano un altro cittadino, che già da anni, “abitualmente e tranquillamente”, abitava “la propria “villetta”, ubicata a circa 300 mt. da una pala eolica (Sigla C1) senza essere anagraficamente residente. Solo in data 27/6/2007 trasferiva la propria residenza anagrafica. Attualmente continua tranquillamente ad abitarci.

    C’è ancora di più: nelle proprie “osservazioni in merito al Progetto per la realizzazione del Parco Eolico” in Girifalco, depositato in data 24/7/2006 n. 7098 protocollo presso il Comune di Girifalco, giusta pubblicazione BUR Regione Calabria del 30/3/2007” presentate, come da legge, alla Provincia di Catanzaro in data 30/4/2007 prot. 31330, il sig. Filippo Giovanni de’ Stefani, testualmente affermava: “….E ancora e soprattutto! E’ fatto divieto di installare gli aerogeneratori ad una distanza minima di 500 mt. dalla più vicina unità permanente abitativa regolarmente censita nel catasto terreni o edilizio urbano, con mitigazione dell’impatto visivo.
    Sull’intera area interessata all’installazione degli aerogeneratori risultano presenti diverse unità abitative stabilmente abitate o giornalmente utilizzate dai conduttori dei fondi, ma soprattutto regolarmente censite. Tali insediamenti urbani esistenti non risultano riportati sulle planimetrie in atti e/o nella documentazione in atti. ( sbianchettamento o errore di digitalizzazione?) A tal riguardo si chiede che gli organi competenti provvedano ad un puntuale esame del progetto in tutta la sua interezza comprensiva dei diversi allegati e altresì si richiede all’Amministrazione del Comune di Girifalco l’esibizione di ogni documento tecnico necessario a considerare il reale stato dei luoghi!
    Si sottolinea che dal progetto in atti si prevede l’installazione delle torri “C” a distanze decisamente inferiori a quelle precedentemente rammentate, quasi ogni 5/6 abitazioni, ripetesi stabilmente abitate”
    Forse nel frattempo è successo qualcosa e ce lo siamo perso!

    Una cosa desidererei che lei capisse. Non si tratta di soldi, per come qualcuno interessato a far cadere tutto nel dimenticatoio, vorrebbe far credere.
    Ribadisco, pertanto, quanto ho avuto già modo di precisare:

    “E’ pur vero che la società parco eolico Girifalco Srl, senza che io mai la cercassi, tra la fine di giugno 2009 e l’inizio di luglio dello stesso anno mi ha più volte telefonato e fatto telefonare sia al telefono di casa che al mio cellulare dal telefono del proprio ufficio di Reggio Emilia e da quello di Girifalco e dai cellulari di un tal sig. Montorsi e del proprio incaricato tecnico a Girifalco affinché autorizzassi, non il passaggio del cavidotto, come falsamente asserito nell’articolo di Calabria Ora dell’8/4/2010, ma la costruzione di una strada abusiva successivamente e a seguito del mio rifiuto, costruita sempre abusivamente nel terreno adiacente con conseguente illecito abbattimento di un numero imprecisato di piante di ulivo (per come già verificato dalla Polizia Municipale di Girifalco e dal Corpo Forestale dello Stato di Girifalco).
    Tale pressante richiesta era dovuta al fatto che il mio terreno costituiva la via più breve, diretta ed economica per collegare il sito della pala A4 a quello della Pala A3 successivamente sequestrato. Il tutto dietro una consistente offerta in denaro, che non ho mai chiesto o sollecitato, per un importo a sei cifre e che ho rifiutato in quanto la dignità , la libertà di agire secondo coscienza e il rispetto di se stessi e di qualsiasi altra persona non hanno prezzo.
    Relativamente alle “richieste esose” di cui all’articolo è una pura, semplice e comoda invenzione per non dire follia. Ho solo fatto presente che a seguito dell’insediamento eolico, il mio terreno, come tutti i terreni e le abitazioni circostanti, avevano già assunto un valore prossimo allo zero e che pertanto sì che ci avevo rimesso una “cifra esosa”.”

    Sono assolutamente e pienamente d’accordo in merito alla validità e all’opportunità di avvalersi delle energie alternative e in particolare dell’energia eolica. Sono altresì fermamente e sinceramente convinto che l’interesse della collettività debba sempre prevalere sugli interessi dei singoli cittadini, sui miei e sui suoi per primi. Peccato che lei non sia d’accordo o almeno non ha mai dimostrato di esserlo con i fatti. Ritengo sia un incontestabile fatto che qualsiasi iniziativa deve essere autorizzata, sponsorizzata e portata a conclusione nel pieno rispetto delle Legge e delle norme vigenti in uno stato di diritto come quello italiano.
    Se il progetto “Parco eolico di Girifalco” fosse stato istruito e approvato nel pieno rispetto della legalità nessuno avrebbe avuto niente da obiettare e probabilmente, con piena soddisfazione di tutti, girerebbero le pale eoliche e non , mi scusi la volgarità, le palle dei cittadini.
    Cosa insegneremo ai nostri figli se ora abbassiamo la testa e facciamo calpestare i diritti costituzionalmente sanciti?
    Ecco perché combatto questa battaglia, quasi in solitario, per la legalità, il rispetto delle norme, il rispetto della dignità delle persone e la coerenza delle proprie idee.
    E’ una questione di legalità e di giustizia con le “ L” e “G” maiuscole e non si può né si deve transigere a nessun costo: aspettiamo con ansia i suoi annunciati chiarimenti nella assoluta certezza che solo le superiori decisioni della magistratura potranno far luce sull’intera vicenda.

    Girifalco, 20 aprile 2010
    Raffaele Tolone

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    Salvatore Tolone Azzariti 20/04/2010 a 10:55

    La gentile lettrice anche lei del club degli anonimi, mi ammetta, solo e tanto per questa graziosa occasione, a battezzarla, vezzosamente, Rocchina. Dunque gentile Rocchina, la ringrazio per la vis elementare (nel senso della maestra) che lei racchiude nei suoi suggerimenti, ha purtroppo ragione in toto: non ho abitudine a scrivere per farmi leggere dal pubblico e ne sono del tutto incapace, se non fosse per necessità non tenterei neanche, ma sono del pari sicuro che con un minimo sforzo supplementare chi vuole riesce a leggere e comprendere. Così, ad esempio, è capitato a molti amici che me ne hanno dato notizia, sebbene – verso nel dubbio da lei, cara Rocchina, suscitatomi- ora che ci penso sono appartenenti anch’essi come me alla “Setta degli eroi erranti”; sa, quella dove si passeggia in tondo leggendo a turno opere di Epica classica e moderna, dall’Orlando Furioso al Gatto con gli Stivali, passando per Sandokan (quello di Salgari non di Casal di Principe)e Rin Tin Tin, e quindi verosimilmente più familiari con gli eroici furori…Chissà! In caso contrario, ancora una volta, non posso che chiederle scusa cara Rocchina per questa mia forma espositiva e tentare di chiarire quando vorrà. Peraltro cara Rocchina sono oggettivamente impossibilitato a rispondere in termini precisi, come a me piacerebbe, alle questioni che lei pone. Posto il quadro delle premesse, articoli e commenti che la precedono, fatico anche a capire la prima sua domanda (Chi copia chi?). Stando ai fatti, il commento del suo omologo anonimo “Rocco” è il medesimo, copiato ed incollato, che appare nel sito che sopra indico ed in altri siti web che riportano la notizia; “Rocco” sviluppa deduzioni logiche che vanno al di là delle sue informazioni sui fatti, ma ciò nonostante le sviluppa; Rocco inoltre, quanto a fonte dei suoi argomenti, accede alle c.d. subordinate ipotetiche di terzo grado (grosso modo: “si dice in paese che i veri motivi siano altri”, senza dire nè chi dice nè quali siano i motivi, nè se sia veridico chi dice, nè tale il motivo, nè chi può verificare sul primo e sul secondo), cioè ben al di là anche della conoscenza c.d. “de relato”. Tutto ciò fa fuoriuscire i suoi argomenti anche dalla più radicale, ma pur sempre libera, interpretazione maliziosa o anche – perchè no – cattiva, e li fa ricadere in artati paralogismi, e qui non perdo tempo a puntualizzare, tanto Rocchina avrà modo di rintracciarli nella lettera di Rocco. Proprio queste forme di argomentare le proprie (in astratto) legittime opinioni, ben lontane da colui che (in concreto) voglia rintracciare e rappresentare qualche -benvenuta – critica che corrisponda ai fatti storici e magari ne introduca una lettura opposta alla mia, mi fa pensare che il maldestro “Rocco” operi a comando, o che comodamente lo stesso commento venga copiato da un “chiunque” presso un sito ed incollato su un altro in due secondi di tempo, tanto per fare bisboccia. Se è a comando, lo è dei tanti che hanno interesse a mescolare fatti con opinioni con commenti con propalazioni con “voci”. Sostituire i nudi fatti con mero chiacchiericcio per celare le responsabilità penali cui stanno andando incontro e rendere il tutto meno comprensibile a quanti, come Rocchina, non siano edotti su una vicenda che già di suo è assai complessa e piena di dettagli.
    Il rapporto difesa del territorio/salute pubblica, allo stato, si dà secondo i termini voluti dalle normative vigenti, tutti del resto serenamente violati dall’insediamento eolico di cui all’oggetto, quanto alle ricadute, devastanti, sulla salute pubblica la rinvio agli studi che sopra segnala la dr.ssa Cresta.
    Non ho precisamente compreso quali curiosità richiedano di essere esaudite con le sue due ultime questioni, sebbene poste chiaramente(alta velocità, chi parla). Il che rinvia ad altro genere di problema.
    Molto cordialmente

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    Bea 20/04/2010 a 13:41

    Se si guarda bene nei fatti, la società Parco Eolico Girifalco è solo in piccola parte di proprietà della Brulli, mentre per la maggioranza è di proprietà di una grande multinazionale inglese… Per qualche strano motivo, però, si continua ad attaccare l’azienda emiliana, di ben più modeste dimensioni… altro che multinazionale…!

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    Chantal Cresta 20/04/2010 a 19:16

    Cara Bea, si attacca la filiale di Reggio Emilia perchè è questa a essere coinvolta nella vicenda. La Brulli Energia ha fama di essere un’azienda molto seria ed efficiente cosa che nessuno vuol mettere in discussione. Spetta, dunque, alla filiale di Reggio Emilia dimostrare di essere all’altezza del buon nome della multinazionale di cui fa parte.

    In chiusura, vorrei rispondere all’Anonima “Rocchina”, così ribattezzata dal prof. Tolone Azzariti. Cara Anonima, questo blog non serve per offendere e denigrare il prossimo. Lei fa bene ad esprimere il suo punto di vista ma la prego di attenersi alle regole della buona educazione e della comune cortesia. Si mostri anche lei amica del lettore!

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    anonima 21/04/2010 a 03:07

    Rocchina? no, grazie. Conosco assai poco la realtà onesta e/o disonesta di Girifalco per poter effettivamente entrare nel merito della questione; ho piuttosto agito d’istinto, ma ho da tempo rinunciato a qualsivoglia tranquillità normalizzante per respingere serenamente il pur vezzoso appellativo.
    A Salvatore Tolone Azzariti va la mia ferma solidarietà umana per il coraggio ordinario mostrato in una vicenda che ha tutta l’aria di inscriversi nel capitolo anti-mafia.Certi fatti, cocciutissimi fatti, restano tali fino a quando non sono trascesi in una configurazione significativa. Ma questo non sempre succede. Qui, tra il fatto e l’intendere il fatto, nel bel mezzo della caotica realtà dei conflitti di interessi e volontà,il giurista fa il suo mestiere e il sedicente intellettuale filosofo il suo. Tutto qua. La notazione era “ironica”, più che scortese, e voleva essere un invito ad uno stile di comunicazione che tiene meno a distanza lo spirito nobile dal comune cittadino.
    Detto ciò, ringrazio per la risposta, aggiungendo che se ad ogni evidenza non sembra essersi innescato alcun circolo virtuoso nella martoriata terra di calabria,e di certo non solo perchè sono state falsate le carte e vistosamente violate le normative, faccio idealmente parte di quanti pensano che dall’era del petrolio non si esce certo in un solo colpo (indipendentemente dal picco).
    Ben vengano le critiche, gli studi scientifici avanzati e competenti,le ipotesi contrastanti. Non ultima sia la fondamentale voce dei cittadini(cfr Belgio). Ben venga insomma, la viva dialettica delle posizioni.

    ancora cordialmente
    (p.s. che c’entrano l’epica e rin -tin-tin?! mi sa che ciascuno si riferisce ad una propria costellazione mitico-eroica.
    Gli eroici furori sono quelli di Giordano Bruno).

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    Bea 21/04/2010 a 09:28

    Chantal, la Brulli non è una “filiale” e non fa parte di nessuna multinazionale, ma pertecipa con una percentuale di minoranza nel Parco Eolico Girifalco.
    Per intenderci: se io possiedo il 25% di una bicicletta e tu possiedi il 75% della stessa bicicletta, possiamo dire che è più tua o più mia?

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    Salvatore Tolone Azzariti 21/04/2010 a 11:28

    @Bea, per la “vicenda” proprietaria della Parco Eolico Girifalco e della Brulli la rinvio ai dati Cerved, quanto alla scansione cronologica dei “movimenti” ed alla “qualità” giuridica di essi, in ordine ai pacchetti della e dalla Brulli; all’articolo sulla Brulli (Brulli e Pupi) nell’ultimo numero de “La voce delle voci” (La voce della Campania) per una generale informazione, ed a qualche novità dall’Inghilterra (my Motherland, che fantasia!) per ulteriori dettagli. Ma per quest’ultima dovrà attendere.

    @Anonima (già Rocchina), grazie per la precisazione “nolana”, stavo quasi per arrivarci; lei ricorderà quanti “problemi” ebbe il Nostro in quel di Oxford, mi augura questo? O forse teme fine analoga a quella di Campo de’ Fiori? :-) )) Fuor di ironia, grazie per la sua attenzione
    Ri-cordialmente
    P.S. Rin tin tin è epica piena! :-)

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    Bea 21/04/2010 a 13:15

    Salvatore, purtroppo non ho accesso ai dati Cerved, la mia è solo curiosità!
    Però ho cercato in rete, e ho visto che molti dati dell’articolo della voce delle voci sono un pò manipolati. La metà dei parchi eolici elencati, ad esempio, non è di proprietà della Brulli, e dell’altra metà non c’è ancora una torre piantata!
    Quale motivo poi, con tutto il rispetto parlando, spingerebbe l’Inghilterra ad interessarsi di Girifalco?
    Ci sono davvero troppe cose non chiare in questa vicenda…

    Rispondi
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    Chantal Cresta 21/04/2010 a 19:11

    Cara Bea, a me risulta che la Brulli sia una multinazionale. Ad ogni modo, se i tuoi dati sono diversi e più esatti dei miei tanto meglio. Per ciò che riguarda la filiale, qui ti do ragione: in effetti a Reggio Emilia ha sede la Centrale, ovvero colei che ha curato la documentazione planimetrica della zona di Girifalco. Cosa che rende le sviste ancora più gravi.
    Per quanto riguarda l’esempio della bicicletta è chiaro ma non calzante. Il problema in discussione non è a chi appartiene la bicicletta ma dove essa è stata parcheggiata. Se la bici appartiene a te e un tuo amico e la fermate nel giardino di casa mia, ho il diritto di protestare e chiamare i vigili affinchè vi facciano una multa per invasione di proprietà privata?

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    tonysgro 15/05/2010 a 18:05

    Io non sapevo proprio un bel fico secco di tutti “sti casini” di cui si racconta nei vari articoli che si leggono, gia’ da qualche mese, anche sui giornali a tiratura nazionale. Quando alla fine di febbraio u. s. dopo avere fatto i salti mortali per trovare quattro giorni liberi dagli impegni di lavoro e dai miei “seri” impegni sportivi e divertimenti vari, sono andato a Girifalco con il solo obiettivo di trascorrere qualche momento di tranquillità con mio padre i miei suoceri, le mie sorelle i miei nipoti i parenti e gli amici. Oltre a non disdegnare di fare qualche incontro ravvicinato con qualche “sozizzo” fresco e qualche “frittula” di maiale non allevato con alimenti a base di prodotti chimici. Scusate se mi permetto qualche “licenza poetica” rimandando a qualche termine dialettale ma avendo visto cosa fanno i veneti in questi giorni…..: “l’orgoglio Padano” usare il dialetto anche nelle procedure istituzionali! E allora…. lo faccio anch’io…. Ma torniamo ai “casini” nostri: Quando, prima di arrivare a Girifalco, percorro quella bellissima strada che ogni volta che ci passo mi fa rivivere i momenti spassosi e belli della mia infanzia per la festa “de santu cuasmu e damianu. E’ :”l’affacciata e curtala” si chiama cosi quel pezzo di strada che ti permette di arrivare a Girifalco dopo avere fatto una specie di ” Camel Trophy” dei “sentieri” interrotti a causa.. si… delle avverse condizioni climatiche ma anche della “testacazzagine” di tecnici e amministratori incompetenti… Bene: in questo preciso frangente la mia euforia subisce un vero e proprio trauma alla vista di questi mostri alati che soverchiano il letto di alberi e ulivi cresciuti nella valle che tende ad una pendenza dolce una volta arrivati alla fine della salita. Poi, dalla parte del paese, si vedono questi ciclopi metallici aleggianti sulle case! A questo punto, testimone mio suocero che come sempre mi e’ venuto a prendere all’aereoporto, impreco: “ma che cazzo avete fatto in questo paese? Ma vi rendete conto che avete permesso la devastazione della natura, avete deturpato quel poco di buono che ci rimane in questa terra martoriata da scempi criminali di tutti i tipi? Ma com’e’ possibile che nessuno si sia opposto a una devastazione cosi evidente? ” Non vedevo l’ora di incazzarmi con qualcuno. Infatti mi sono messo subito a scrivere dappertutto e ho scoperto poi l’esistenza di tutti ” sti casini “. Adesso debbo dire che ancora una volta rimango sconcertato dal fatto che non ho sentito nessun politico locale : rosso, bianco, verde ,giallo, color di rosa , dico nessuno che abbia seriamente detto qualcosa di concreto su questo argomento! Ma come è possibile! Poi mi informano che anche ad Amaroni l’amministrazione locale ha dato il via alla realizzazione di altri mostri… E allora “guardati” non ci salva neanche Il Padre Eterno siamo un popolo votato al suicidio… piu’ di qualsiasi altro popolo… siamo l’esempio vivente dell’autolesionismo! Per questo motivo spero che anche se i principi non sono…forse, non lo so sinceramente… cosi chiari e trasparenti, qualcuno anche molto “machiavellicamente” riesca a fermare questa sciagura perpetrata nei confronti di tutti i girifalcesi! Una cosa e’ certa pero’ che quello che rivendicano i soggetti che sono stati chiamati in ” ballo” sono dati oggettivi e inconfutabili. Preghiamo: che Dio ci salvi e liberi ” Cuamu acconzamma stu poveru paisa”

    Rispondi
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    Chantal Cresta 16/05/2010 a 18:21

    Caro Tony, grazie per la tua testimonianza e grazie per le colorite immagini che usi nel descrivere la situazione a Girifalco. Devo dire che non solo divertenti ma anche molto evocative e rendono bene l’idea di quanto il territorio debba essere stato deturpato.

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    Antonio 28/05/2010 a 12:58

    Questo è l’ennesimo sito in cui si parla di questa storia.

    Gruppi in facebook sono stati creati per protestare contro le presunte irrogolarità, denunciate dal Prof Tolone. Anche tantissime persone, sui vari blog e forum paesani ne hanno detto di tutti i colori e hanno parlato e sparlato a fiumi sulla faccenda.

    Il 24 Aprile 2010 l’amministrazione comunale di Girifalco e il suo ufficio tecnico hanno tenuto una seduta pubblica al fine di chiarire tutti gli aspetti della faccenda, a seguito di articoli accusatori apparsi su innumerevoli quotidiani e trasmissini TV e radiofoniche. Tutti erano invitati a porre domande e chiedere chiarimenti.

    Purtroppo io non ho potuto parteciparvi.

    Ma, da quanto ne so, dopo le spiegazioni di amministrazine e ufficio tecnico, cioè dopo aver ascoltato altre campane (diverse da quelle del Prof Tolone), nessuno ha avuto più niente da dire. Le supposte irregolarità sono state spiegate e sono svanite nel nulla, spiegate con la confusione tra Catasto Urbano (che conta) e catasto rurale (che non conta ai fini del calcolo delle distanze).

    Tant’è vero che praticamente nessuno ha avuto obiezioni. Una sola casa è risultata essere a meno di 500 m dalle torri, ma è abusiva e costruita dopo l’approvazione del progetto.

    Devo dire che mi aspettavo aspro dibattito ma sono rimasto deluso e mi chiedo come mai nessuno ha posto altre domande in quella sede.
    Era li che, chi temeva irrogolarità, doveva parlare. Non l’ha fatto perché ha capito che semplicemente le supposte irregolarità non esistono o sono tutt’altro che evidenti e tutte da dimostrare. Ci penserà la magistratura che sta indagando a mettere la parola fine sulla faccenda. Speriamo di sapere tutto presto.

    Complimenti a Tonysgro per la colorita versione della faccenda. Mi dispiace non riuscire ad associare il suo nome ad un volto.
    Mi meraviglia comunque che sia andato a vivere nel Nord Italia, dove la natura è devastata da autostrade larghissime, ciminiere, capannoni orrendi e fabbriche sparse ovunque. E dove il traffico “commerciale” di inquinanti e rumorosi Tir ossessiona, suppongo più del sibilo delle pale eoliche. Lo avrei detto un amante della natura selvaggia, ma forse non ho capito bene.

    Sono d’accordo con lui, ovvio: che bello sarebbe se in Calabria si vincesse ogni giorno un superenalotto da 100 milioni, così non avremmo bisogno di deturpare il territorio per guadagnare anche noi qualche soldino e non aspettare sempre e solo i soldi del governo centrale (poi il federalismo in arrivo questo rubinetto lo chiuderà, no?).

    Ma mentre al Nord (e dovunque è arrivato il progresso) si è stati disposti a pagare il benessere con inquinamento, fabbriche, rumore, folla, traffico, noi calabresi continuiamo a sperare nella fortuna e a volere la botte piena e la moglie ubriaca. Oppure ci piace emigrare, per altri mille anni.

    saluti
    Antonio

    Rispondi
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    Stefano 14/06/2010 a 18:42

    Volevo chiedere al prof, visto che molto esperto di mappe false , mi chiedo se conosce le mappe relative al rispetto cimiteriali del comune di Girifalco e, se conosce chi e’ il propritario dell’unica casa costruita in questo perimetro di rispetto.
    Per quanto riguarda la tutela dell’ambientale chiedo se ha notizie di chi ha inquinato per anni i terreni nel comune Girifalco, prelevando i liquami del depuratore usandoli come fertilizzanti. qualcuno e’ stato anche denunciatoin passato se n0n ricordo male . Saluti

    Rispondi
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    Salvatore Tolone Azzariti 15/06/2010 a 00:19

    @Stefano. Non ci sono case nel perimetro di rispetto cimiteriale nel comune di Girifalco; ma di recente c’è stato un tentativo di restringerne ancora la fascia per agevolare chi, un suocero ed ex assessore dei ladroni della cricchetta, una casa voleva costruirsi. Così come attraverso la medesima fascia, sempre gli amici degli amici dell’ingegnere e l’ingegnere stesso della scala falsa, volevano portare una strada sempre col medesimo fine. Si erano anche votati la delibera, poi si sono ricordati – come sempre- che c’è un codice penale in questo Paese…
    Ricordi benissimo, ma non era “inquinare i terreni di Girifalco”, spero ti sia sfuggito per evidente ignoranza e non per mala fede (ché dal tono delle domande e dall’eleganza con cui le porgi sono sicuro che sei indotto dalla più pura buona fede). Fu un impiego come fertilizzante naturale dei liquami su dei terreni agricoli privati, l’impiego fu autorizzato con regolare atto dal sindaco dell’epoca che infatti aveva il problema dello smaltimento degli stessi dal depuratore che non funzionava. Nessun “inquinamento”, al contrario era il metodo più usato, da sempre e da tutti, per fertilizzare senza l’impiego del fattore chimico di gran lunga più devastante, specie per gli animali ed i volatili in particolare. La multa fu comminata per l’esalazione molesta di odori, e perchè nel frattempo era divenuta una pratica vietata. Giustamente. Ma non c’erano i delinquenti che si sono visti nel caso dell’eolico, c’era attività di un’azienda agricola. Se volessi comparare non saprei proprio come. Tanto per ragguagliarti, prima che tu torni a leccare le suole di chi immagino, non vi furono recriminazioni, ciò che la legge ordina fu pagato come sanzione.

    @Antonio. Mi sono fatto passare la trascrizione dell’assemblea, specie dell’intervento del geom. Signorelli che ha avuto la geniale idea di propalare quella stupidaggine. Ma ne è soggetto interessato e non mi meraviglio. Al tempo stesso mi hanno appena girato anche l’audio, e stavolta mi meraviglio: si sente distintamente il geom. signorelli che, quando azzarda la distinzione (inventata privatamente) catasto urbano si catasto ruarale no, viene interrotto e sbugiardato in pubblico dal dr. raffaele tolone, che gli ricordo, leggendo, il testo di legge. In esso in effetti si parla solo di catasto, senza nessuna distinzione. eri distratto? che tutto sia una sciocchezzuola è del tutto evidente anche in punto di logica giuridica: le distanze sono questione di bene costituzionalmente protetto ed indisponibile: la Salute. Dunque che tu o io si abiti in una casa accatastata al catasto terreni e non a quello urbano non può fare differenza, poste le evidenti istanze di tutela. Devo inoltre smentirti sulle case, prime case, abitate da famiglie a distanze inferiori ai 500 mt.: sono molte ma molte di più e praticamente non c’è una torre che sia a norma di legge. chiediti piuttosto come mai la casa di Fodaro, cui si allude, sia stata regolarizzata “successivamente” all’approvazione del parco (e quindi non cadere nella trappola di chi la definisce “abusiva”), quando cioè doveva già vigere il divieto di residenza ed abitazione. Un aiutino: non è stata mai dichiarata la pubblica utilità, G. C. Fodaro ha semplicemente esercitato i suoi diritti e nessuno glielo poteva impedire. Chiediti come pai poteva succedere tutto questo.

    Rispondi
  21. avatar
    Fermina 16/06/2010 a 15:25

    Caro Salvatore,
    sono sconvolta per tutto ciò che ti sta succedendo e sono fiera di averti conosciuto. Vincerai anche questa battaglia perchè l’avrai combattuta, come sempre da uomo libero!
    Sei il nostro orgoglio calabrese.Non ti curar di lor ma guarda, sputa e…passa.

    I’ll never forget…Please, keep in touch. Kisses

    Fermina D.

    Rispondi
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    Antonio 16/06/2010 a 18:40

    Per prima cosa premetto che non sono né avvocato né esperto di catasti. Ma non arrivo a comprendere perché chiami “stupidata” la distinzione tra Catasto dei terreni e Catasto dei fabbricati.
    Comunque su quello che si è detto di specifico su quest’argomento vorrei sentire (e lo farò) il parere di chi se ne intende davvero… poi magari riporterò.

    Mi dispiace che tu, o almeno un tuo delegato, non abbia partecipato all’assemblea.
    E mi dispiace che tanti che hanno letto o ascoltato su Internet, giornali, radio e TV decine di tue interviste (tutte senza contraddittorio) e speravano di vederti finalmente alla “resa dei conti” dell’assemblea, siano rimasti delusi.
    Perché non sei andato? Non ti avrebbe certo preso più tempo che per una delle tante interviste alla radio o alla TV. Inoltre, considerata l’importanza che dai alle battaglie che stai portando avanti e considerato che l’evento era stato annunciato con varie settimane di anticipo, la tua assenza appare incomprensibile.
    Non capisco, perché non credo ti potesse spaventare quel contraddittorio che non è stato finora possibile.

    Si perché, per inciso, lasciatelo dire, in tutte le occasioni ti sei finora trovato a parlare senza che quelli che tu accusi possano avere avuto la possibilità di replicare. Persino la Rai ha tagliato completamente le interviste alle “controparti”, lasciando campo libero solo a te e a R. Tolone.
    Per non parlare di Radio radicale… per correttezza e lealtà avresti dovuto tu stesso suggerire a Radio Radicale di sentire cosa avevano da dire quelli che tu hai in quel modo bistrattato in perfetta solitudine e riempito di male parole ed offese.

    Anche agguerriti gruppi su internet (gli “intellettuali” di Girifalco) hanno fatto la figura delle tigri di carta e non si sono degnati di apparire o di aprire bocca, neanche per interposta persona. Di solito ci si vergogna di lanciare il sasso e nascondere la mano…. chissà loro.

    Una sola persona ha avuto qualcosa da ribattere. E da quanto ne so (io non c’ero) ha avuto le risposte, esaurienti secondo i più (diciamo quasi tutti gli altri). Tu dici che ha sbugiardato qualcuno. A me, secondo il racconto di tanti dei presenti, risulta che è stato sbugiardato lui. Non è colpa sua, ovvio, essersi trovato a parlare di certi argomenti con gente più esperta di lui.
    Immagino vorrai replicare a questo e citare articoli codici commi e codicilli, che io non capirei; ma non è a me che devi replicare, che sono un ignorante in materia (come la stragrande maggioranza dei “naviganti” di Internet). Hai perso il treno: dovevi replicare nell’assemblea a cui non hai stranamente partecipato, e li dovevi “scontrarti” ad armi pari. Qui è troppo facile.

    Ti potrai giustificare in tutti i modi che vuoi, ma quello che tanti pensano (tra cui io) è che hai temuto qualche brutta figura ad andare a sostenere le tue tesi davanti ad un interlocutore preparato.

    Comunque sarebbe questione di opinione, e in queste cose non c’è 2+2=4, perché ognuno ha le sue ragioni e la realtà e la legge non sono mai così semplici come i lupi da una parte e i cappuccetti rossi dall’altra, come potresti insegnarmi. Altrimenti suppongo che gli avvocati non servirebbero e basterebbe un computer per chiudere in microsecondi tutte le cause legali.

    Anche sulle case che, secondo te, invaliderebbero il progetto delle torri, è per il momento solo una tua opinione, che purtroppo non hai mai voluto venisse commentata dalle “controparti”. Veramente le controparti hanno chiarito tutto alla suddetta assemblea, dopo averlo fatto invano alla Rai,che per fare scoop ha oscurato le repliche.

    Ecco spiegato come mai persone probabilmente intelligenti e garbate come la signora Fermina che ha scritto sopra scadono per ingenuità ed ignoranza nelle peggiori volgarità: non sanno di che parlano.

    Come dicevo sopra, speriamo che la faccenda si concluda alla svelta.

    Intanto Girifalco ne è uscita a pezzi. Ingiustamente, come sai bene.

    Rispondi
  23. avatar
    Salvatore Tolone Azzariti 17/06/2010 a 00:10

    Caro Antonio, scusami ma ti sbagli profondamente sul metodo e spero che tu me ne dia atto al termine di questo mio tentativo di spiegartene la ragione, anche se devo in partenza confessarti che ho seri dubbi che ti sia perfettamente chiara la vicenda che sta succedendo a Girifalco da tre anni a questa parte, non sono del tutto sicuro che tu ti sia letto tutti i fatti che la riguardano. Se così non fosse allora il problema non sarebbe mio, credimi.
    Avevo difficoltà ad andare all’Assemblea, per tanti motivi, non uso delegati né so cosa la tua immaginazione chiami in questo modo, ma se anche avessi potuto non ci sarei andato lo stesso.
    Non penso che l’ordinamento riconosca “assemblee” che discutono di crimini con pretese – e pretese ai limiti del ridicolo – di giustificarli, per di più nella formula semi-comica se non grottesca per cui a “giustificare” crimini in assemblea vanno coloro i quali sono accusati di averli commessi. Applausi!!!
    Uno Stato moderno non concede al sindaco ed alla International Power questi poteri anche se non fossero direttamente coinvolti, uno Stato di diritto anche antico non l’ha mai fatto. Potevano certi Imperatori scriminare con una parola, qualche Duce, qualche Fuhrer, qualche capo-tribù, ma non un sindaco di Girifalco; anche il Papa ha dovuto chiamare la pedofilia col suo nome, hai notato che non ha convocato un Concilio prima di pronunciarsi? Non capisco neanche com’è che tu abbia questa idea bizzarra in testa, da dove ti venga, al netto ovviamente di un uso molto disinvolto del concetto di “opinione” che tu mi pari adottare.
    Il codice penale non cambia con l’eventuale applausometro, né con il fischiometro.
    Tanto che la cara Assemblea è stata una distinta chiacchierata che il giorno dopo l’Antimafia ha continuato ad indagare tale e quale, mica si è fermata ed ha chiesto archiviazioni perché il sottoscritto, “mancando all’Assemblea, aveva torto”… Cerchiamo di non banalizzare, e tento di spiegare perché e come.
    La questione dell’eolico di Girifalco non è politica, non è “opinionistica”, non è una prospettiva (democratica e legittima) favorevole al parco che si scontra con una prospettiva (ugualmente democratica e legittima) che si oppone alla realizzazione del parco eolico. Ti immagini che io arrivi in pubblico, “convinco” la platea della mia “tesi” come la chiami tu (a proposito, ma visto che sai chi sono perché non ti firmi anche tu per esteso con nome e cognome?), scrosciano applausi, e i soggetti che sono arrivati a commettere reati gravissimi (da 5 a 10 anni di carcere al netto di condanne associative più che probabili) per questo parco eolico, e magicamente il giorno dopo, tutti buoni e contenti, le torri scompaiono come nei film? Ma hai letto i fatti che sono successi? Ti sei informato adeguatamente? Hai idea minima con che tipo di “organizzazione” si abbia a che fare e quali tipo di complicità abbia esteso nelle nostre amministrazioni? Una domanda: secondo la tua “opinione” e quella dei “tutti” che conosci tu la competenza del procedimento su questa vicenda presso la Direzione antimafia di Catanzaro, e non dico niente altro, riflette qualcosa o è una quisquilia che l’Assemblea del Comune della Brulli spiegherà alla prossima riunione con l’intervento del geom. Signorelli in tema di antimafia urbana e antimafia rurale?
    Mi spiace che ti sia sfuggita, sicuramente in buona fede, questo elemento fondamentale (che poi è LA questione centrale, e quindi non capisco cosa tu abbia letto fino ad ora): la questione dell’eolico a Girifalco è prima di tutto criminale, proprio nel senso di violazione delle leggi penali, violazioni di tutti i tipi commesse da criminali, con la laurea di Arcavacata e/o con diplomi di bombaroli, che rimangono tali anche se ricoprono cariche pubbliche. Come fa a sfuggirti questo aspetto? Io non ho “tesi”, come le chiami tu o gli altri, né mi importa averne, ho semplicemente dimostrato esserci dei reati, dei crimini su cui non si discute, non perché io mi arroghi il diritto di qualificarli tali, ma perché come crimini li chiama la legge e un’assemblea di “opinionisti”, come converrai, non li può riqualificare in altre forme. Siano applausi o fischi.
    Se vedi qualcuno con una pistola uscire da una banca dopo averla rapinata, né tu né i “tutti pensano” vi sedete in assemblea ad opinare sulla vicenda, chiamate i carabinieri. Mi sbaglio? Se vedi qualcuno che falsifica una mappa, cambia la scala e cancella le case per far apparire distanze inesistenti, di cosa vuoi “opinare”? Io ho fatto quello che dovevo: le osservazioni alla Provincia. Le mappe sono false. Risposta “opinionistica” dell’assemblea: una bomba alla mia macchina!
    Quando aumentano il numero dei soggetti che quei reati vogliono coprire, si passa da un tipo di crimine ad un’associazione a delinquere che ha commesso molteplici ed altri crimini. Ma non è un’“opinione”, è la legge. Come fai tu a porre questa vicenda su un piano diverso (le opinioni, le tesi…)? In base a quali criteri? Scusami ma proprio, per mia scemenza, non riesco ad arrivarci! Quasi che io avessi, per fare un esempio, guidato un partito politico che aveva “visioni” alternative sull’energia eolica e fossi andato alla Radio o in TV a esprimere le mie “opinioni”… che cosa c’entra il tuo argomentare con questa vicenda?
    Come fai a ritenerti metodologicamente così superiore ai giornalisti professionisti con esperienza di rango nazionale che hanno trattato la vicenda riportando fatti e circostanze? Hai mai visto un’analisi di fatto (ripeto, di fatto) in cui si intervistano in parallelo chi lo subisce e chi lo commette, lasciando poi ad un’ideale assemblea di lettori la facoltà di decidere chi abbia “ragione” o “torto”? Se il fatto è contemplato come reato cosa c’entrano i giornalisti, i lettori o le assemblee? Si verifica che sia accaduto o meno, la qualificazione la dà la legge, o no? E se il fatto c’è, o c’è il reato che dico o io sto commettendo un altro tipo di reato (ad es. ho fabbricato io le mappe per poi falsamente timbrarle BRULLI –sarebbe una buona idea da discutere alla prossima assemblea, che ne dici…-), o no?
    Se una carta è, in punto di fatto, falsa, siamo di fronte ad un’“opinione”? Cosa ci vuole a rispondere “si” o “no” davanti alle telecamere? E se è falsa è un reato, falso in atto pubblico. Dove si riuniscono, nelle altre città d’Italia e del mondo, le assemblee cittadine che sono deputate a cambiare le leggi? Per di più avendo i “relatori” che avevano a Girifalco: quelli che i reati li hanno fatti o li hanno coperti. Sei in vena di scherzi? Ne conosci qualcuna?
    Anche per un momento facendo l’opinionista: ti sei chiesto perché alcuni fra i principali interessati a difendersi ed a spiegare (gli ingegneri taroccatori e Il Montorsi della Brulli) all’Assemblea non c’erano? TOH!!! Immagina: si indice un’assemblea cittadina per discutere di una vicenda in cui Antonio, ingiustamente, è accusato platealmente di aver commesso qualcosa di criminale ed Antonio non ci va. Ti pare?
    Peraltro non capisco com’è che tu non ti avveda che il problema non sono io, ma i reati che ho denunciato: fossi pazzo o bugiardo basterebbero due secondi per svergognarmi, non pensi?
    Sono metodi completamente diversi. Se un uomo entra a casa tua di nascosto e ruba un vassoio, vi riunite a discutere tu, il ladro ed i “tutti pensano” per stabilire se sia o meno un furto? O indite un’assemblea dove il ladro dovrebbero parlare del suo reato, ammettere di averlo commesso e restituire il vassoio, con le manette dietro l’angolo pronte a scattare ed il pubblico ad applaudire?
    Ammettere pubblicamente che hanno commesso reati, grazie alla mia partecipazione e alla difesa della mia “tesi”: pensi siano talmente masochisti?
    Ti valga una riprova: io accuso soggetti, identificandoli con nome e cognome, di aver commesso crimini. Se accusassi te, Antonio, come minimo ti difenderesti querelandomi. Sbaglio? Ti risulta che qualcuno mi abbia querelato per averlo calunniato, o mi ha accusato di aver propalato il falso? Allora perché nessuno discute delle cose, secondo quanto dice la legge della Repubblica Italiana, e tutti discutono del sottoscritto?
    Nessuno, caro Antonio. Non capisco neanche perché tu, sicuramente in buona fede, non riesca a porti la più semplice domanda: “perché non querelano Salvatore per aver raccontato balle gravissime”?
    Capisco che tu non capisca di leggi, come ammetti, ma potrai convenire che insicuri se 2+2 faccia 4, possiamo sicuramente escludere che faccia 44, poi 34, poi 24, poi 14, ed avvicinarci all’area di verità pur senza dover essere Archimede. Sbaglio?
    A Girifalco TUTTI quelli che mi fermano, mi hanno chiamato o mi hanno fatto sapere, sono molto contenti che finalmente si sia scoperchiata la pentola che copriva il letamaio della delinquenza organizzata ed amministrativa che infesta il nostro paese come minimo da una decina di anni. Tutti i giorni tantissimi me lo testimoniano; tutti mi dicono che tenere la polvere sotto il tappeto non rende una casa più pulita; nessuno si è bevuto la balla dell’eolico “fatto per il bene del paese” anche a prescindere dalla delinquenza che lo contorna, perché tutti sappiamo che non è così, perché conoscono molto bene lo spessore criminale dei protagonisti della politica di ieri e di oggi, di tutti quelli che hanno avuto responsabilità su questa vicenda. Ti dirò che Tutti hanno capito perfettamente di cosa si tratta: mappe false per dissimulare le distanze come esistenti, violenza criminale per intimorirmi poiché lo denunciavo, interessi privati e molto sporchi degli amministratori. E tanto altro di cui mi permetterai di non parlarti.
    Molti mi indicano altri reati, carte alla mano, commessi da questa cricca tribale chiedendomi di farne buon uso. E lo farò. Non sai quanti mi hanno addirittura parlato, tanto per sfogarsi e per solidarizzare, persino dei crimini sistematici che commettevano i padri di questi signori amministratori, nell’amministrazione del paese e in quella degli alberi in montagna: “Fijju ‘e gattu surici pijja”, così commentano.
    Sia ben chiaro, tanto per intenderci, che fossi anche solo o solissimo come sono stato per tre anni, per me cambierebbe poco e non sarebbe un fastidio. La legge prevede questioni di profondità di analisi non di orizzontalità del consenso.
    Ma anche stando con approssimazione al senso pratico delle cose, sono sicuro che se tu e la tua famiglia ed i tuoi bambini abitaste a 10 mt. da una bellissima torre eolica, con il radioso e sereno prospettarsi della Sindrome da Turbina Eolica in qualche anno, e che si trova lì perché la tua casa è scomparsa dalle mappe e perché mettono una scala falsa per la quale appare invece a 500 mt., anche tu lo chiameresti (provo ad indovinare) reato e non giocheresti alla tabellina. Sbaglio?
    Niente di più da aggiungere sul fattore catasto rispetto a quanto detto.
    Girifalco, come ogni angolo di ogni Paese, sarebbe a pezzi se non riuscisse a guardare in faccia la Delinquenza e a chiamarla col suo nome, a prenderli uno per uno e metterli dove meritano. La Girifalco che hai in mente tu, che uscirebbe a pezzi perché anziché accodarsi all’omertà i crimini vengono denunciati, è una Girifalco che vive solo nella tua mente. Perché Girifalco sarà sempre a pezzi fin quando non ci si assume la responsabilità del realismo delle cose, buone o cattive, fin quando non ci sarà una risveglio della coscienza critica che significa un atteggiamento un po’ meno superficiale e un po’ più adeguatamente informato del tuo, perdonami, rispetto ai problemi anche di criminalità del paese ed alla loro natura. Fin quando non sarà in grado di chiamare gli slinguazzanti come tali e gli analfabeti altrettanto. Ed in fondo: perché poi avere timori quando la verità è sotto gli occhi di tutti?

    Rispondi
  24. avatar
    admin 17/06/2010 a 11:38

    Cari lettori,
    ci troviamo costretti a chiudere i commenti per questo articolo, sicuri che troverete altri spazi, forse anche più idonei, dove esprimere il vostro punto di vista su questa questione. Finora abbiamo approvato tutti i commenti, quelli inerenti al Parco eolico e quelli che invece esulavano un po’ ponendo la questione anche su altro. Vi chiediamo scusa, ma la situazione stava diventando ingestibile.

    La redazione

    Rispondi
  25. avatar
    Federico 16/10/2011 a 23:06

    E’ una vergogna cribbio!

    Rispondi
  26. avatar
    ombretta 19/03/2012 a 14:39

    massone massone massone Ha ragione rocco Quanto male ha fatto il padre ai cittadini onesti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

    Rispondi

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