Giovanni Verga: 170 anni di “straniamento”

Vizzini (Ct) tra realtà e finzione letteraria per celebrare lo scrittore siciliano

di Francesca Penza

Palazzo Trao a Vizzini (CT)

Forse il 2 settembre 1840, forse a Catania o forse a Vizzini – tutt’ora data e luogo di nascita alimentano dibattiti tra gli studiosi – nacque Giovanni Carmelo Verga.

In occasione dei 170° anniversario della nascita dello scrittore, del 120° della prima rappresentazione lirica di Cavalleria Rusticana e dei 150 anni dall’Unità d’Italia, la Sicilia ha celebrato, e continuerà fino ai primi di settembre, questi importanti eventi con una serie di iniziative – non solo teatrali – nei luoghi verghiani.

A partecipare alle manifestazioni anche il Parco Letterario Giovanni Verga (Vizzini) che, già in maggio, aveva proposto un fine settimana tematico, con visite a Palazzo Trao e ai luoghi di Vizzini riscritti da Verga.

Nato in una famiglia di antiche origini nobiliari, appartenente alla borghesia catanese, Verga crebbe in un ambiente repubblicano e risorgimentale, influenzato da una grande eco patriottica anche a causa dei trascorsi del nonno paterno, carbonaro e deputato al primo Parlamento Siciliano. Proprio perché travolto dagli eventi storici – come lo sbarco di Garibaldi in Sicilia – non portò a termine gli studi in legge e si dedicò all’attività letteraria, soprattutto dopo la morte del padre, nel 1865, quando decise di trasferirsi a Firenze.

Dal 1872 al 1893 visse nella Milano di De Roberto e Giacosa, città che abbandonò per trasferirsi definitivamente a Catania grazie alla somma ricevuta dopo aver vinto la causa contro Pietro Mascagni per i diritti su Cavalleria Rusticana: qui morì, per una trombosi cerebrale, nel 1922, amareggiato dall’ambiente letterario e da alcuni  insuccessi che non seppe mai spiegarsi.

Le esperienze vissute influenzarono la sua produzione, che è possibile dividere in tre periodi: quello della narrativa storico-patriottica con I carbonari della montagna e Amore e patria;

Il romanzo di Verga “Storia di una capinera”

quello dei romanzi mondani con Una peccatrice, Eros, Il marito di Elena e il famoso Storia di una capinera, il solo a riscuotere un notevole successo; infine la fase della produzione verista, iniziata nel 1874 con la pubblicazione di Nedda e segnata da un deciso cambio di passo, che portò Verga al progetto del “Ciclo dei Vinti”.

La tecnica dello straniamento – la descrizione di fatti usando un punto di vista alternativo, che crea nel lettore una sorta di dissonanza cognitiva – l’uso del discorso indiretto libero – lunghi monologhi interiori e i discorsi della voce collettiva presente nelle opere veriste – e l’impersonalità – presentare solo il fatto senza far trapelare la voce del narratore – saranno alla base della sua produzione più importante.

Il verismo di Verga, con la sua ricerca del dettaglio, la sua attenzione rivolta ai più umili, la sua predilezione per la società rurale della Sicilia, rappresenta una pietra miliare nella letteratura italiana, ma anche lo specchio di un Sud che sembra lontano dai moti risorgimentali che sconvolsero l’Italia. Del resto già il Naturalismo francese – da cui nacque il Verismo – prevedeva un’assoluta fedeltà ai fatti reali e uno studio scientifico della vita quotidiana.

Giovanni Verga

Il dualismo tra le classi meno abbienti – quindi i lavoratori, la classe proletaria – e i ricchi proprietari terrieri, portò alla creazione della realtà industriale italiana a discapito di un Meridione che è stato per lungo tempo la periferia dimenticata di un Paese sempre in difficoltà.

Nelle sue pagine Verga – e altri esponenti del Verismo italiano come Capuana, Serao, Deledda, Misasi, Fucini e Giacosa – ripropone spaccati di una società che visse trasversalmente, di una terra che fu sua, ritratta a tinte vive come i contadini di un quadro di Millet.

E proprio tra Vizzini, Acitrezza e Bronte si sono svolte le Manifestazioni Verghiane 2010, a partire dal 31 luglio con lo spettacolo teatrale Lo zolfo spento. Zolfare, lune e libertà dei vinti di Sicilia a cura del Piccolo Teatro di Catania. Sono seguiti, il 2 e il 7 agosto, gli appuntamenti lirico-musicali con Cavalleria Rusticana e dintorni e Omaggio a Cavalleria Rusticana, e ancora un evento di teatro il 27 agosto: Giselda: un amore di Verga.

Il borgo di Acitrezza

Le rappresentazioni proposte non si sono limitate alla musica e al teatro, come nel caso di Invito a cena… tra le pagine del Verga, una performance gastroteatrale con un particolare allestimento: metà palcoscenico e metà simposio, in cui gli spettatori sono stati deliziati dai cibi tipici della tradizione iblea, precedentemente illustrati dagli attori attraverso i passi di alcune opere verghiane.

La ricerca musicale e le sonorità etniche sono state il canovaccio dello spettacolo Majazzeni. Canti, suoni e sonorità del mondo agropastorale verghiano, in cui alcuni strumenti e attrezzi della realtà rurale siciliana – setacci, martelli, cavagne, tamburelli, zotte e marranzani, per citarne alcuni –  sono divenuti protagonisti.

In programma anche un workshop di fotografia, diretto dal maestro Giuseppe Leone, finalizzato a sensibilizzare i giovani e avvicinarli al linguaggio fotografico, sempre attraverso il paesaggio verghiano di Vizzini.

Le manifestazioni termineranno il 5 settembre a Vizzini dove, da fine luglio, è possibile visitare la mostra di arti visive contemporanee Verismi. Le arti oltre il reale e il virtuale. Realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania e con l’Associazione culturale Jefart, la mostra cerca di proseguire la ricerca estetica di Verga proponendo dipinti, sculture, fotografie ed installazioni in linea con la politica letteraria e turistica del Parco Letterario Giovanni Verga. Proprio questo ente si occupa, dal 1979, di rilanciare la letteratura verista e verghiana attraverso la conoscenza del territorio di Vizzini, dei sapori e della realtà rurale

A 170 anni di distanza i luoghi di Verga sono quindi ancora vivi, veraci e affascinanti, lontani dal velo, a volte sgradevolmente buonista, della “divina provvidenza”, ma ancora “stranianti” e indiscutibilmente veri.

FOTO via/ http://larosav.interfree.it; http://www.parchiletterari.com/parchi/giovanniverga/index.php; http://sicilia.indettaglio.it; http://www.libreriauniversitaria.it

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