Giornata mondiale dell’Alzheimer: viviamolo insieme!

alzheimer

salutebenessereonline.blogspot.it

 

Riconoscerla, è questo il vero problema di questa malattia. Parliamo del morbo di Alzheimer, la forma più frequente di demenza, intendendo con questo termine quel gruppo di malattie caratterizzate da un progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, tale da interferire con le attività della vita di una persona. Ad oggi una diagnosi certa di questa malattia ancora non esiste, specialmente al suo stadio iniziale. Nonostante ciò, i pazienti aumentano. Si stima che in Europa siano colpite da questa demenza circa 8,45 milioni di individui di cui 141 mila uomini e 268 mila solo in Italia. Una percentuale in continua crescita. Specialmente con l’aumento dell’età. Infatti, aumentando la speranza di vita, passata da circa 74 anni per gli uomini e 80 per le donne nei primi anni ’90 a 78,4 e 84 anni nel 2010, rispettivamente per gli uomini e per le donne, si alza in percentuale il tasso di soggetti colpiti da questa malattia che, nella maggior parte dei casi ,si manifesta, appunto, in persone con più di 65 anni.

Purtroppo di questa importante forma di demenza non se ne parla molto. E solo in questo ultimo periodo si sta iniziando a diffondere un qualche tipo di informazione anche attraverso i media. Ma è ancora poca roba. È per questo motivo che l’Alzheimer’s disease International, importante associazione internazionale che da più di venti anni lega tra loro tutte le più grandi associazioni nazionali che si occupano d’Alzheimer, ha deciso di istituire una giornata mondiale per parlare a 360 gradi della problematica di questa forma di demenza, per informare e soprattutto per sensibilizzare la società e le istituzioni dei singoli Stati riguardo questa tematica. È così che è nata la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, inserita nella cornice più importante del Mese Mondiale dell’Alzheimer.

giornata mondiale dell'alzheimer

pensionati.cisl.it

Quest’anno il giorno stabilito sarà il prossimo 21 settembre e vedrà coinvolte moltissime città italiane da nord a sud: Vibo Valentia, Bologna, Modena, Imola, Fiorenzuala d’Arda, Trieste, Udine, Genzano di Roma, Roma, Genova, Brescia, Como, Milano, Monza, Legnano, Ancona, Asti, Borgomanero, Torino, Alberobello, Bari, Lecce, Cagliari, Milazzo,Trento, Orvieto, Perugia, Camposampiero, Treviso e Verona. In tutte queste città il 21 settembre si terranno mostre, spettacoli teatrali, proiezioni di film, concerti, fiaccolate, ma anche conferenze e dibattiti e verranno istituiti tanti punti informazione dove poter parlare con degli esperti riguardo tutte le forme demenze. Ma non solo il 21 settembre, perché, come anticipato prima, per tutto il mese di settembre, il mese mondiale dell’Alzheimer, saranno svolte molte attività. Attività che quest’anno saranno legate da un grande tema comune: “viverlo insieme”. Per avere il calendario dettagliato di tutte le iniziative città per città, basta andare sul sito istituzionale dell’associazione Alzheimer Italia (www.alzheimer.it).

È di fondamentale importanza che se ne parli. E che se ne parli spesso. E che soprattutto le istituzioni si faccino carico di una situazione che per moltissime famiglie italiane sta diventando veramente drammatica. Mancano i finanziamenti da parte del governo e delle regioni, scarseggiano le strutture idonee e soprattutto i professionisti. Le famiglie molto spesso vengono abbandonate a loro stesse e devono fare i salti mortali per potersi permettere un’assistenza domiciliare, anche solo per qualche ora. Bisogna creare le condizioni per dare al paziente la massima assistenza. In questa malattia molto importante è la diagnosi precoce: è vero che non esistono terapie che conducono alla guarigione ma esiste la concreta possibilità per migliorare le condizioni di qualità della vita dei pazienti e, di conseguenza, dei familiari. È ovvio però che la rete dei servizi da sola non può farsi carico di questo problema. È la società tutta, attraverso le varie forme di associazionismo, che se ne deve fare carico, uscendo da quel torpore d’indifferenza che pervade. È la società intera che si deve attivare. E questo si può ottenere solo informando e informandosi.

 

Stefania Galli

Foto ||pensionati.cisl.it; salutebenessereonline.blogspot.it

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