Giornata Mondiale del Vento, il ruolo dell’eolico nello sviluppo sostenibile

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Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Vento (ideegreen.it)

«È dal 1992 che si discute insistentemente del drammatico problema climatico mondiale e proprio in questo senso si giustifica lo sviluppo delle Fonti di Energia Rinnovabile (FER). Tant’è che, in base a questa logica, nel 1996 l’Europa diede facoltà agli Stati membri di far sì che l’energia elettrica prodotta da rinnovabili fosse ‘dispacciata’ – offerta al consumo – prima di quella prodotta da altre fonti», generalmente fossili: gas, carbone e petrolio.

Queste le considerazioni del professor G.B. Zorzoli (noto esperto del settore energetico e rappresentante del Coordinamento delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica – FREE), a margine di un convegno tenutosi a Roma lo scorso 13 giugno nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata Mondiale del Vento, che ricorre invece oggi 15 giugno.

Una risorsa fondamentale per i consumi energetici del Paese quella eolica, se si pensa che questi impianti coprono i consumi elettrici di 5,2 milioni di famiglie italiane (dati Legambiente), con un’energia verde e non emettitrice di gas clima-alteranti, che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi su clima ed energia (definiti del 20-20-20) che l’Italia si è impegnata a ottenere entro il 2020, al pari degli altri Stati membri europei.

A celebrare questa giornata è l’Associazione Italiana Energia del Vento (ANEV), che con il suo presidente, Simone Togni, spiega come lo sviluppo dell’eolico non tocchi solo la sfera ambientale: «In Italia si producono più turbine di quante se ne installino», alimentando quindi le esportazioni «e sostenendo l’industria italiana». In termini occupazionali, secondo i dati ANEV – UIL, si tratta di circa 39mila posti tra filiera e indotto.

A zavorrare lo sviluppo di questa fonte, però, gli addetti ai lavori denunciano uno dei mali classici del Paese: l’eccesso di burocrazia. «Il punto fondamentale da cui il settore dell’energia deve ripartire – spiega Simone Togni – è l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli incentivi previsti, privilegiando le fonti più virtuose, ovvero quelle che hanno raggiunto una certa maturità a livello tecnologico e che prevedono un’incidenza sostanziale sull’industria nazionale, con risvolti a livello economico e occupazionale. Tutto ciò sottolineato dalla circostanza che le FER possano comunque in futuro essere accompagnate gradualmente verso la completa autonomia raggiungendo la totale competitività. La strada per raggiungere questo obiettivo è sicuramente impervia, passa dalla semplificazione drastica della burocrazia ed è certamente necessario percorrerla per rilanciare la crescita di un settore strategico come quello eolico nazionale».

Francesco Guarino
@fraguarino

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