Giornata mondiale del sonno: consigli e regole per combattere l’insonnia

Insonnia disturbi sonno

Oggi la giornata mondiale del sonno (guidaconsumatore.com)

Cade oggi 15 marzo la giornata mondiale del sonno, iniziativa promossa dalla World association of sleep medicine per ricordare quanto la qualità del sonno sia importante per una vita sana. Spesso trascurati, i disturbi legati al sonno affiggono in realtà quasi un italiano su 3, con gravi ripercussioni per l’organismo: riposare poco e male debilita infatti il sistema immunitario e incide negativamente sull’umore, predisponendo all’ansia e alla depressione.

Naturalmente, le cause d’insonnia o sonno interrotto sono molteplici e necessitano dunque di essere valutate caso per caso, anche in relazione alla gravità del problema. Dai medici arrivano tuttavia una serie di piccole regole che possono aiutare a prevenire e a combattere i disturbi meno severo: la parola d’ordine è routine. Secondo gli esperti, la qualità del sonno tende a migliorare nettamente laddove si riesca a darsi orari fissi sia per il sonno sia per il risveglio. Attenzione per l’abitudine a parte, sarebbe tuttavia fondamentale non fare mai troppo tardi. Meglio mettersi quindi tra le lenzuola quando la luce dell’alba è ancora piuttosto lontana. D’altro canto, anche l’eccesso estremo è da evitare: coricarsi subito dopo i pasti, specie dopo cene abbondanti o ricche di grassi, è una pessima idea. Al bando anche sigarette e alcolici nelle ore immediatamente precedenti l’appuntamento con la camera da letto.

Consigli semplici quelli in arrivo dagli esperti che sottolineano però come spesso queste buone abitudini vengano sistematicamente trasgredite. Altrettanto importante sarebbe poi curare il microclima del luogo adibito al proprio riposo: biancheria e materasso confortevoli, luci spente e stop a ogni forma di rumore – pur difficili da ottenere – dovrebbero essere i prerequisiti minimi di una camera accogliente.

E se gli anziani, anche a causa di effetti collaterali dei medicinali e frequenti disturbi respiratori, sono tra i più colpiti dall’insonnia, un recente studio condotto dagli scienziati statunitensi della Duke University del North Carolina ha invece dimostrato come gli effetti di un cattivo riposo tendano a incidere maggiormente sul gentil sesso. «Abbiamo scoperto che per le donne, il poco sonno è fortemente associato con alti livelli di stress psicologico, e maggiori sentimenti di ostilità, depressione e rabbia» spiega il ricercatore Edward Suarez, sottolineando come il sistema ormonale femminile sia più delicato e necessiti pertanto di qualche attenzione particolare.

Mara Guarino 

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