Giornata della Memoria, Berlusconi “Leggi razziali unico errore di Mussolini”

giornata della memoria

Durante la Giornata della Memoria si ricorda l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz del 27 gennaio 1945

Milano - Il 27 gennaio del 1945 le forze dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli di Auschwitz. Da 13 anni quella data viene ricordata in quella che è stata definita la “Giornata della memoria”, una ricorrenza nata nel 2000 per commemorare la Shoah, le disumanità del progetto di sterminio nazifascista e i sei milioni di ebrei uccisi da quella che sicuramente è stata una delle vicende più drammatiche della storia dell’uomo.

Nei campi di sterminio trovano la morte oltre 3 milioni di ebrei (che tra fucilati e morti nei ghetti diventano circa 6 milioni), 3.300.000 prigionieri di guerra sovietici, 1 milione di oppositori politici, 500.000 zingari Rom, circa 9.000 omosessuali, 2.250 testimoni di Geova oltre a 270.000 morti tra disabili e malati di mente.

Il Giorno della Memoria, secondo lo spirito della legge che ha istituito questa giornata, non deve essere solo un evento commemorativo, ma anche e soprattutto un evento culturale e didattico che valga come monito alle future generazioni perché mai più si ripeta che l’Italia e non solo, in aperta contraddizione con le sue tradizioni di libertà e di umanità, si trasformi, come è avvenuto dal 1938 al 1945, in uno Stato persecutore di quei suoi stessi figli che coraggiosamente, lealmente, con dedizione e con altruismo avevano versato il proprio sangue sia nelle guerre d’Indipendenza che nel Primo conflitto mondiale.

Numerosi gli appuntamenti sparsi in giro per le principali città del Paese. A Roma domenica alle 20.15, su iniziativa del Comune e della Comunità Ebraica, verranno anche spente le luci del Colosseo in segno di protesta contro il partito xenofobo ungherese Jobbik. A Milano è invece in programma nella tarda mattinata una cerimonia commemorativa presso il binario 21 della Stazione Centrale, luogo da cui partivano i vagoni ferrati con i deportati per Auschwitz e gli altri campi di concentramento.

Presenti alla cerimonia, oltre al sindaco Giuliano Pisapia, l’arcivescovo Angelo Scola, il presidente della provincia Guido Podestà, il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib, il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, il presidente della Regione Roberto Formigoni, il leader della Cgil Susanna Camusso. Presente anche il premier uscente Mario Monti che prima dell’inizio della commemorazione per l’inaugurazione del Museo della Shoah ha voluto dichiarare che «il rischio della segregazione e dell’antisemitismo è ancora ben presente».

A sorpresa è poi giunto anche l’ex premier Silvio Berlusconi, le cui dichiarazioni solleveranno certamente il solito polverone di polemiche. “Per tanti versi Mussolini aveva fatto bene ma il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa. L’Italia non ha le stesse responsabilità della Germania ma ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole. Non si possono più ripetere quelle vicende che qui iniziarono. Solo mettendosi nei panni dei deportati si può capire quali vortici di tragedia si raggiunsero. Berlusconi ha poi spiegato che “l’Italia preferì essere alleata alla Germania di Hitler piuttosto che contrapporvisi e dentro questa alleanza ci fu l’imposizione della lotta contro gli ebrei”.

Davide Lopez
@davidelopez1986 

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