Giornalisti uccisi, il triste record del 2009

Secondo il comitato CPJ sarebbero 68 i giornalisti uccisi nel mondo. 32 solo nelle Filippine e 9 in Somalia. Simon: «Quest’anno si è raggiunto un livello di devastazione senza precedenti»

di Nicola Gilardi

robert-kingSono gli occhi e le orecchie di ognuno di noi, ci raccontano quello che succede nei posti più disparati nel mondo e talvolta muoiono. Il 2009 è stato l’anno nero per i giornalisti, in 68 hanno perso la vita, per lo più in situazioni di conflitto armato, ma anche in paesi dove la guerra non c’è, come la Russia.
Il primato delle uccisioni spetta alle Filippine con 31 morti, dovuto principalmente al massacro dei 30 giornalisti, insieme ad altri 26 civili, a novembre durante le elezioni nella provincia di Mindanao. Bob Dietz, coordinatore dell’organizzazione per i programmi che riguardano l’Asia commenta: «Gli omicidi nelle Filippine sono scioccanti, ma non del tutto sorprendenti. Il governo ha permesso il dilagare di una violenza incontrollata verso i giornalisti per motivi politici, che sta diventando quasi parte della cultura».

Il precedente “record” era di 67 vittime nel 2007, nel pieno del conflitto in Iraq dove le morti dei reporter erano quasi un fatto quotidiano e furono 32, stesso numero del 2006. Quest’anno le vittime nel paese medio orientale sono scese a 4, anche grazie all’affievolimento del conflitto stesso. La tendenza, invece, cresce in Somalia, dove i morti sono stati 9, superando il “record” del paese del 2007 quando le vittime furono 7. Nel paese africano, infatti, c’è una forte concentrazione di estremisti somali e stranieri che hanno mosso una dura campagna contro la stampa del Paese.

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Anna Politkovskaja

Tutte le vittime, tranne due, erano reporter che documentavano la vita locale, ma in alcune occasioni questo diventa motivo per uccidere. La Russia è uno dei paesi che ha il più alto numero di morti di giornalisti dal 1993 ad oggi. La Federazione Mondiale dei Giornalisti sostiene che sono stati addirittura 300, la maggior parte si occupavano del conflitto ceceno. Il caso che ha ottenuto maggiore visibilità è stato sicuramente quello di Anna Politkovskaja, la cui morte presenta ancora delle ombre.

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Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

In Italia, i pericoli per i giornalisti derivano principalmente dalle organizzazioni mafiose e dai movimenti durante gli anni di piombo, che in sono stati responsabili di molte uccisioni, fra le quali quelle di Giancarlo Siani, Beppe Alfano e Mauro Rostagno,ma tanti altri furono minacciato o feriti. Nomi poco conosciuti, ma le cui morti sono dovuti alla loro professione e al loro impegno contro la mafia.
Ancora oggi le minaccia proseguono, Rosaria Capacchione e Roberto Saviano vivono sotto protezione per le minacce subite dalla camorra e rischiano costantemente la vita. Ma come non ricordare, poi, Ilaria Alpi, uccisa nel 1994 in Somalia, anche lei in circostanze poco chiare insieme all’operatore Miran Hrovatin.

Questa è la conferma che la verità è un arma molto potente, forse la più potente di tutte, tanto che qualcuno è disposto ad uccidere per distruggerla.

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