Giornalisti come i politici: non cambiano mai

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Si fa presto a dire che i politici italiani fanno schifo. E per carità, a parte qualche rarissima eccezione è verissimo. L’Italia ha la peggior classe politica d’Europa e una delle peggiori del pianeta. Ma sostenere che nel Bel Paese a parte la politica tutto il resto funziona significa mentire. I giornalisti, ad esempio, non sono tanto meglio dei politici, e hanno anche loro delle responsabilità enormi.

SEMPRE GLI STESSI - Ci si lamenta spesso – e anche giustamente – che i politici italiani, renziani a parte, sono sempre gli stessi da tempo immemore. Ma avete presente chi sono i giornalisti che da anni commentano le azioni di deputati, senatori e ministri? Michele Santoro è dagli anni ottanta che popola il piccolo schermo. Bruno Vespa da ancora prima. Lucia Annunziata è una giornalista professionista dal 1976. Anche Lilli Gruber ormai di anni in tv se ne è fatti parecchi. E se ci fate caso, a ritrovarsi nei talk show sono quasi sempre gli stessi: Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro, Antonio Polito, Andre Scanzi, Filippo Facci, Vittorio Feltri, Beppe Severgnini, Marco Travaglio, Ezio Mauro, Marco Damilano, Alessandro Sallusti, Marcello Sorgi. Ormai è strano quando uno di questi giornalisti non è invitato in nessuna trasmissione per troppo tempo. E infatti poi i talk sono ripetitivi e gli ascolti ne risentono. Non è soltanto una questione di svecchiamenti dei giornalisti. Scanzi ha solo 40 anni e Facci meno di cinquanta. E comunque l’età, fino a prova contraria, non è un difetto. Indro Montanelli a 90 anni era sempre Indro Montanelli, il miglior giornalista che l’Italia abbia mai avuto perché era ancora graffiante, controcorrente, il suo punto di vista sulle vicende politiche faceva sempre riflettere. Insomma, leggere i suoi editoriali era un piacere così come vederlo ospite in televisioni perché non si sapeva mai cosa aspettarsi. Si può dire lo stesso dei giornalisti sopra citati? Quanti giornalisti italiani aggiungono qualcosa di nuovo, di diverso, al dibattito pubblico?

SPORT MESSO MALE - Lo stesso discorso vale per il giornalismo sportivo. In Italia si fa fatica a lanciare i giovani calciatori? Lo stesso identico discorso vale per i giornalisti che seguono il mondo del pallone. A seguire la nazionale, la Serie A e le olimpiadi sono sempre gli stessi: Marco Mazzocchi, Jacopo Volpi, Paolo Paganini, Enrico Varriale, Fabrizio Failla, Carlo Paris, Marco Civoli. Possibile che non ci siano facce nuove più brave?

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COSA FARE - All’inizio dell’estate fece scalpore il fatto che il presidente del Consiglio Renzi volesse fare dei tagli alla Rai. Considerando la bassissima qualità del servizio pubblico radiotelevisivo, spendere meno soldi pubblici per finanziarlo non era poi una richiesta così assurda. Ma per migliorare veramente l’informazione italiana bisogna fare altro. Innanzitutto bisognerebbe fare una seria legge antitrust sulle televisioni e un’altrettanta seria legge sul conflitto d’interessi. Pensare che l’attuale esecutivo possa prendere in considerazione questi provvedimenti, però, è da ingenui. Queste due norme, infatti, danneggerebbero il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, cioè l’uomo con cui Renzi ha stretto il cosiddetto patto del Nazareno. Ecco qual è il prezzo per avere il nuovo Senato e l’Italicum. E poi, se si volessero fare le cose per bene, la Rai non andrebbe riformata ma privatizzata, se non altro perché far pagare ai cittadini un canone – fra l’altro abbastanza caro – per un servizio così pessimo è una cosa indecente.

BEPPE DO YOU REMEBER? - Beppe Grillo ha da poco lanciato nel suo blog un sondaggio sul giornalista peggiore dell’anno. Fare le liste di proscrizione, oltre a essere una cosa di pessimo gusto, non serve a nulla. Se il leader spirituale del Movimento 5 Stelle volesse fare la persona seria, riprenderebbe le proposte del suo secondo V-Day del 2008 e ciò l’abrogazione della legge Gasparri, dell’ordine dei giornalisti e del finanziamento pubblico all’editoria. Si può essere d’accordo o meno, ma per lo meno sono idee ben più utili al dibattito rispetto ai sondaggi lanciati da Grillo.

NOTE POSITIVE - Per concludere, non sarebbe giusto non citare quei conduttori che fanno bei programmi. Appare difficile criticare due ottimi giornalisti come Milena Gabanelli e Riccardo Iacona. In un altro paese una sola puntata delle loro trasmissioni solleverebbe proteste popolari e dimissioni. Ma gli italiani a certe cose ormai ci sono abituati. I programmi di Gianluigi Paragone sono sempre interessanti e la coppia di giornalisti La7 Alessandra Sardoni-Salvo Sottile è stata una piacevole sorpresa estiva. Magari si potrebbe ripartire da loro.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: espresso.repubblica.it; oggi.it; forzazzurri.net

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