Gibilterra, l’Europa indaga sul paradiso fiscale inglese

La mappa mostra il territorio di Gibilterra, exclave britannica in territorio spagnolo

La mappa mostra il territorio di Gibilterra, exclave britannica in territorio spagnolo

Gibilterra – Su pressione della Spagna, che negli ultimi tempi ha iniziato un duro contenzioso con la dipendenza britannica, la Commissione Europea ha deciso di aprire un’inchiesta sul sistema fiscale di Gibilterra, la piccola exclave inglese nella penisola iberica, per accertarsi se non debba considerarsi un paradiso fiscale a tutti gli effetti.

In particolare, il dipartimento della Concorrenza, diretto dallo spagnolo Joaquin Almunia (che fu responsabile dell’Economia dell’Unione Europea durante il mandato di Romano Prodi), ha deciso di avviare nella giornata di mercoledì un procedimento standard per studiare la sostenibilità giuridica del sistema di esenzioni che il governo gilbertese riserva ad alcune imprese.

L’esecutivo, guidato da Fabián Picardo, dovrà rispondere alle autorità europee se sono stati messi in atto accordi specifici con aziende per sfruttare il sistema tributario favorevole, in quanto Gibilterra è da considerarsi un territorio d’oltremare del Regno Unito, e dunque sottoposto ad alcuni regimi favorevoli. Una simile procedura era già stata riservata, in passato, tanto ai Paesi Bassi, quanto a Lussemburgo e Irlanda, paesi dove il fisco è più flessibile, e che infatti vengono usati da numerose compagnie statunitensi (Amazon, Google ed Apple tra le altre) per la fissazione delle sedi finanziarie nel Vecchio continente.

Gibilterra, e per riflesso Londra, dovrà quindi spiegare perché partner commerciali stranieri hanno potuto godere, e godono tuttora, di un regime di tassazione intorno al 2%, una somma infinitamente più bassa della media europea.

La misura adottata dalla Commissione, inoltre, vedrà coinvolti i soggetti spagnoli che hanno denunciato grave pregiudizio alla concorrenza a causa della tassazione agevolata del dominion del Regno Unito, la quale potrebbe essere considerata un aiuto di Stato, e pertanto illegale rispetto alla normativa europea – così come la British Airways ha denunciato l’illegalità della partecipazione di Poste Italiane nel salvataggio di Alitalia – con tutte le conseguenze del caso.

Sia il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel García Margallo, che il capo del governo gilbertese si sono detti soddisfatti della decisione europea. Per Margallo, in particolare, è una «magnifica notizia che compensa gli sforzi diplomatici della Spagna, e che terminerà con una procedura d’infrazione», mentre Picardo ritiene che «si possano adottare misure legislative rapide al fine di risolvere i problemi che preoccupano la Commissione».

Stefano Maria Meconi

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