Giappone, da una nuova isola vulcanica ritorna la paura tsunami

Pericolo tsunami sul Giappone: "colpa" di una nuova isola vulcanica, che potrebbe franare nell'oceano e generare un'onda assassina

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La nuova isola al largo del Giappone, nel Pacifico: da qui il pericolo tsunami (straitstimes.com)

Giappone – Una nuova isola vulcanica potrebbe causare un nuovo tsunami sul Giappone: questo il rischio concreto nel Pacifico, con una frana sulla nuova isola formatasi la settimana scorsa nel Pacifico che minaccia di travolgere anche le coste giapponesi.

FRANA E TSUNAMI – L’isola è di recentissima formazione e i fianchi della collina che la costituisce sono ancora ricoperti da stradi di lava instabili; il rischio, secondo i geologi alquanto realistico, è che una frana di oltre dodici milioni di metri cubi di lava si stacchi dall’isola e scenda in mare. L’impatto genererebbe un’onda anomala che in meno di venti minuti raggiungerebbe l’isola di Chichijma, a 130 chilometri di distanza, e poi l’arcipelago di Ogasawara.

ISOLA IN CRESCITA – L’isola vicina al Giappone è tutt’ora in crescita, uno dei motivi che incute maggior timore in vista di un possibile tsunami. Anche se oggi ricopre solo poco più di un chilometro quadrato, oltre 200mila metri cubi di lava sono eruttati ogni giorno dal vulcano attivo ed espandono i confini del piccolo fazzoletto di terra in mezzo al mare.  Questa crescita costante dell’isola preoccupa particolarmente, insieme all’instabilità della struttura geologica.

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La devastazione post tsunami

PERICOLO DEVASTAZIONE – L’onda generata da una frana sull’isola non sarebbe devastante come altri tsunami – si parla di un metro circa di altezza – ma nel Pacifico sarebbe sufficiente a spazzare via i villaggi litoranei. «Se la lava continuerà a uscire nella zona orientale – ha spiegato Fukashi Maeno, professore all’Istituto per la ricerca sui terremoti dell’Università di Tokyo – una parte dei fanchi dell’isola potrebbe collassare e causare uno tsunami».

ZONE ABITATE – A Chichijma abitano circa 2.000 persone ed è l’isola principale dell’arcipelago di Ogasawara costantemente sotto controllo per allarmi sismologici. «Il modo migliore per monitorare ed evitare un disastro naturale sarebbe sistemare un sistema di individuazione di tsunami e terremoti nei pressi dell’isola – ha spiegato ancora Maeno – ma al momento è impossibile per chiunque sbarcare sull’isola, in queste situazioni»: finché le eruzioni proseguiranno, quindi, nessun allarme a lungo termine.
«Abbiamo studiato la situazione con delle simulazioni e pensiamo di consultarci con degli esperti nella previsione dei terremoti»: il nord del Giappone era già stato coinvolto dal massiccio tsunami del marzo 2011, che uccide oltre 18.000 persone, e la paura nella zona è ancora tanta.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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