Germania, tifosi del Monaco 1860 condannati a comprare maglie del Bayern

Aggredirono un tifoso del Bayern Monaco al termine di un derby. Ora i due tifosi del Monaco 1860 dovranno acquistare maglie e sciarpe nel negozio dei rivali

germania

Monaco 1860 – Bayern Monaco, una delle partite più sentite del calcio tedesco, raffigura ora una delle condanne più bizzarre mai emesse in Germania (foto: zonacesariniblog.wordpress.com)

Una condanna particolare, giunta al termine di un processo per aggressione: acquistare il merchandise del Bayern Monaco presso i negozi ufficiali della squadra. Succede in Germania, dove il giudice Karin Jung ha condannato due tifosi del Monaco 1860 a questa quantomeno bizzarra pena, ponendo come alternativa quindici mesi di carcere senza la condizionale. Ovviamente, i due non ci hanno pensato più di tanto e hanno scelto per l’acquisto delle maglie, oltre alla somma di 500 euro a testa che dovranno dare alla vittima come risarcimento.

IL DERBY DI MONACO – I fatti risalgono ad un derby di Monaco dell’agosto dello scorso anno. Al termine della partita, tre tifosi del Monaco 1860 aggredirono un sostenitore dei campioni di Germania nei pressi della stazione, strappandogli di dosso la maglia del Bayern, togliendogli di dosso anche sciarpa e cappellino, e lasciandolo praticamente mezzo nudo per strada. Due degli aggressori vennero identificati e sono stati processati, mentre il terzo riuscì a fuggire.

CONDANNA BIZZARRA – I fatti sono stati giudicati dal giudice Jung, che ha posto i due davanti ad una scelta: o il carcere per quindici mesi o l’umiliazione – e chi conosce un minimo il mondo delle curve può capire – di recarsi in un fan shop del Bayern Monaco per acquistare il materiale e risarcire la vittima, al quale andrà anche una somma in denaro. «Erano arroganti durante il processo – ha dichiarato il giudice Jung a margine della sentenza –  non erano pentiti e si sono dichiarati innocenti. Inoltre non hanno fatto il nome del loro complice. Per certe persone entrare nel fan shop della squadra rivale è umiliante. Volevo ferirli e dimostrare che il calcio è calcio e che non siamo né nel Medioevo, né su un campo di battaglia». Non è tuttavia la prima volta che il magistrato stupisce con le sue condanne. Qualche anno fa, di fronte al caso di due ragazzi che si erano picchiati all’Oktoberfest, il giudice vietò loro di partecipare alla festa per i tre anni successivi.

Carlo Perigli

 

 

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