Germania, il Nobel Gunter Grass appoggia Steinbrück

Gunter Grass, uno degli scrittori più noti in Germania, spesso protagonista di interventi dal forte valore "polemico"

Gunter Grass, uno degli scrittori più noti in Germania, spesso protagonista di interventi dal forte valore “polemico”

Berlino – «Per la prima volta Peer Steinbrück ha parlato chiaro conciso e concreto, di strategie di sinistra anticrisi, contrapposte al tatticismo della Merkel». Con queste parole, il Premio Nobel alla Letteratura Gunter Grass ha voluto appoggiare pubblicamente il candidato del Partito Socialdemocratico alle prossime elezioni legislative tedesche, che si terranno il 22 settembre.

Per Grass, nato a Danzica nel 1927, e da sempre protagonista attivo nelle vicende della SPD, la Germania dovrebbe «dire basta all’austerità di Angela Merkel», e virare direzione, offrendo a Steinbrück e alla compagine di centrosinistra un’occasione per modificare gli assetti politici interni ed esteri della Germania, con questi ultimi in particolare che, complice la crisi, non hanno mancato di destare particolare malcontento nei confronti delle proposte merkeliane in ambito europeo.

In particolare, lo scrittore – le cui dure polemiche lo hanno spesso reso inviso a molte istituzioni, prima tra tutte lo Stato di Israele, che lo ritiene “persona non grata” e dunque gli impedisce l’accesso nel suo territorio – se la prende con le continue richieste economiche dell’Europa e della Germania, in primis, alla Grecia.

«L’aiuto ad Atene, ha detto, va pensato non per salvare là le grandi banche tedesche, ma come una specie di Piano Marshall per i paesi in crisi: per farli uscire dall’orrenda disoccupazione giovanile di massa», ha aggiunto Grass, che nei mesi e negli anni scorsi aveva definito la drammatica situazione greca come «ignominia d’Europa», poiché uccide e nasconde il valore storico della Grecia.

Sebbene lo scrittore possa fare breccia in una parte dell’elettorato indecisa, i recenti sondaggi continuano ad assegnare alla CDU/CSU una maggioranza schiacciante, con oltre 10 punti percentuali di differenza tra cristiano-democratici e socialdemocratici. Tuttavia, è il caso di ribadirlo, il particolare sistema elettorale teutonico non garantisce al partito vincente una forza parlamentare tale da assicurargli un governo autonomo.

È per questo che, in questi febbrili ultimi giorni di campagna elettorale, si fanno avanti le proposte più disparate, compresa quella di un’alleanza SDP-Linke, ovvero tutta interna alla sinistra, smentita però dal partito rosso, mentre potrebbe essere decisiva l’affermazione dei Verdi, che conterebbero su oltre il 13% delle preferenze. Non è da escludere, infine, la ripetizione di quella Große Koalition che, dal 2005 al 2009, vide i due più grandi partiti tedeschi governare insieme, sebbene le divergenze programmatiche rendano questo tipo di alleanza difficilmente realizzabile.

Stefano Maria Meconi

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