Germania, 45 giorni al voto: Merkel verso la vittoria

Angela Merkel si prepara a un 2013 elettorale molto impegnativo

Berlino – Quando mancano ormai solo 45 giorni alle elezioni federali in Germania, i numerosi sondaggi pubblicati dai vari istituti di ricerca mostrano, in maniera incontrovertibile, una direzione unica e già fissata: la riconferma di Angela Merkel. La cancelliera, che dal 2005 regge le sorti della più grande economia europea, può infatti contare su un sostegno personale e partitico tale da rendere il voto del 22 settembre una mera formalità.

Nelle statistiche pubblicate durante l’ultimo mese e mezzo, infatti, emerge che l’unione Cdu/Csu (i Cristiano democratici e i Cristiano sociali della Baviera) può contare su un consenso variabile tra il 38 e il 42%, che diventa 39% nella media aggiustata, un risultato ancora maggiore rispetto al 2009, quando ottenne il 33,8%, e dovette accordarsi con la Fdp di Guido Westerwelle (terzo partito con il 14,6% dei consensi).

Altissimo, invece, il consenso per la Merkel, che varia tra il 55% e il 60%, sfondando cioè le contrapposizioni partitiche. L’avversario, il socialista Peer Steinbrück – già ministro delle Finanze nel primo esecutivo Merkel, quello della Große Koalition dal 2005 al 2009, è appoggiato invece da una media del 26,7%.

Proprio il Sozialdemokratische Partei teutonico, nei sondaggi, appare ben lontano dalla vittoria, con un 24% circa di preferenze che gli elettori dovrebbero accordargli (Forsa gli assegna il 22%, Allensbach il 26% e FGW il 27%) nelle urne. Lontanissimi dai fasti del 2009 anche i liberali del Fdp, rappresentati non più da Westerwelle ma da Rainer Brüderle, che raggiungerebbero a stento il 6% dei voti, con oltre due terzi dei consensi persi in soli quattro anni. Da tenere d’occhio anche la performance dei Verdi (Die Grünen), accreditati del 13,8% dei voti, terzo partito a livello nazionale, posizione sottratta appunto ai liberali.

Il particolare sistema elettorale tedesco, tuttavia, non garantisce l’immediata governabilità al singolo partito vincitore, a causa del meccanismo di assegnazione dei seggi. Ecco perché tutte e diciassette le legislature del post-guerra hanno visto la formazione di governi di coalizione, spesso tra Cdu/Spd e Fdp, con due sole eccezioni: dal 1965 al 1969, e dal 2005 al 2009, Sdp e Cdu hanno governato insieme, a causa del ristretto margine tra le due forze. Una situazione che, visto la debolezza del Fdp, “terzo incomodo”, potrebbe dunque ripresentarsi per i prossimi quattro anni.

Stefano Maria Meconi

 

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