Genitori&figli, agitare bene prima dell’uso: parola di Giovanni Veronesi

Scontri intergenerazionali, adulteri sofferti, incomunicabilità insanabile e tante tante risate. Tutto nell’ultimo, irresistibile film del popolare regista toscano  

di Daniela Dioguardi

locandina del film

Nina (Chiara Passarelli) è una quattordicenne inquieta con alle spalle una famiglia prossima al collasso: suo padre Gianni (Silvio Orlando), mite commerciante di articoli da pesca, è in lite continua con sua madre Luisa (Luciana Littizzetto) scoppiettante infermiera caposala, mentre suo fratello Ettore (Matteo Amata) si ritrova, a soli otto anni, ad affrontare una fase di inspiegabile razzismo che rischia di compromettere i nervi, già abbondantemente provati, dei genitori.

Alberto (Michele Placido) è un professore di liceo che combatte, assieme a sua moglie Rossana (Margherita Buy) le velleità pseudo-artistiche del giovane figlio Gigio (Andrea Facchinetti), universitario promettente ma desideroso di fare carriera in TV attraverso la partecipazione al Grande Fratello. Un’ulteriore, furiosa discussione fra padre e figlio spingerà Alberto a recarsi in classe e ad assegnare ai suoi alunni un tema dal titolo “Genitori- figli: istruzioni per l’uso”. Fra i ragazzi ci sarà anche Nina a cui il componimento le offrirà il pretesto per riflettere e parlare della sua famiglia , dei suoi amici e, in ultima analisi, di sé.

 Giovanni Veronesi regala al grande pubblico una commedia incentrata su temi triti e ritriti ma sempre pronti a suscitare nuovi interrogativi: i vacillamenti della famiglia odierna, costantemente minacciata dalle crisi postmatrimoniali e intergenerazionali che sfociano troppo spesso in furiose, indecifrabili, sterili discussioni e poi…chissà. A parte l’accento sull’assodata incomunicabilità  che caratterizza le famiglie di oggi e una malcelata antipatia nei confronti del “nucleo allargato”, Veronesi propone un punto di vista che vuole evitare al massimo preconcetti e pregiudizi rispetto ai giovani e al matrimonio, a voler creare delle basi minime per un sano dibattito.

Qualche dubbio sorge, però, riguardo alla reale volontà di indagare in modo serio e adeguato gli argomenti trattati: a momenti delicati e introspettivi si alternano, infatti, situazioni e caratterizzazioni fortemente approssimative che smorzano gli entusiasmi rispetto a premesse narrative invitanti.

 Sul piano strutturale, Veronesi ripropone lo schema del film corale che, negli ultimi anni gli ha fruttato notevole successo (si pensi ai due capitoli di Manuale d’amore) ma abbandona la formula degli episodi indipendenti a favore di un’unica storia principale, raccontata attraverso gli occhi e la voce della protagonista Nina, in cui si innestano le vicende dei vari personaggi.

 Sebbene i contenuti ne facciano un’opera tutto sommato scontata, Genitori&figli  possiede un vero, inscalfibile punto di forza che consiste nella prova attoriale offerta dal cast: la comicità di Max Tortora (nel film Mario, il collega-amante di Luisa), la professionalità di Piera degli Esposti (nonna  misteriosa e accattivante di Nina), l’impeccabilità della coppia Buy-Placido e l’indiscussa eccellenza del duo Littizzetto-Orlando ,rappresentano se non l’unico, un validissimo motivo per andare a vedere questo film.

 

 

 

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Una risposta a Genitori&figli, agitare bene prima dell’uso: parola di Giovanni Veronesi

  1. avatar
    Anonimo 14/03/2010 a 22:03

    Ho visto il film e concordo pienamente con la recensione fatta…

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