‘Genesi’ di Sebastião Salgado: una mostra che fotografa il mondo

Penisola Antartica, 2005 -copyright Sebastião Salgado/Amazonas Images (arapacis.it)

Roma – «La cosa più difficile in fotografia è rimanere semplici». Così la fotografa australiana Anne Geddes spiega una delle tante complicazioni della sua arte. A volte, infatti, l’Arte cerca di enfatizzare la soggettività che, però, non è uguale per tutti e di conseguenza non sempre apprezzata. La semplicità a volte è la soluzione: dona forma a ciò che vogliamo esprimere, creando un’Arte comprensibile a tutti.

Se prendiamo in considerazione questo concetto, Arte è quella che Sebastião Salgado dona alle sue fotografie, alcune delle quali presenti nella nuova esposizione Genesi, in mostra all’Ara Pacis di Roma dal 15 maggio fino al 15 settembre, in contemporanea con altre capitali del mondo, come Londra, Toronto e Rio De Janeiro.

Il più importante fotografo documentario del nostro tempo, che esegue sempre le sue riproduzioni in bianco e nero, questa volta non attira il pubblico con tematiche forti, come la povertà, i diritti umani o gli effetti distruttivi dell’economia di mercato. Le immagini di questo progetto hanno a che fare col rapporto tra uomo e ambiente, con la bellezza della natura e di cosa ne rimane oggi nonostante distruzioni e modificazioni. Per fare ciò, Salgado ha cercato luoghi incontaminati e tenta di raccontare tutti i viventi che vi abitano, non solo le persone.

Brasile, 2005 copyright Sebastião Salgado/Amazonas Images (arapacis.it)

In mostra oltre 200 fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.

La mostra risulta, oltre che attraente dal punto di vista dell’estetica e dell’immagine, interessante e istruttiva poiché ogni foto oltre al titolo ha una didascalia che spiega bene ciò che il fotografo ha visto e vuole trasmettere. Formidabili alcune foto di animali, come il lago pieno di caimani, il primo piano dell’albatro o la coda della balena che lascia dietro di sé l’acqua: quest’ultima vista da lontano, può dare l’impressione che sia tutt’altro.

Perfetto è il gioco della messa a fuoco di ciò che il fotografo vuole rendere enfatizzare. Interessante è sapere che l’artista per creare queste immagini ha usufruito di svariati mezzi di locomozione – dal camminare fino al pallone aerostatico – e ha affrontato temperature estreme e situazioni pericolose. La capacità di individuare l’attimo nell’ espressione di qualunque essere vivente – dalle popolazioni eschimesi al giaguaro della foresta amazzonica – rende l’immagine emotivamente coinvolgente a qualunque tipo di occhio.

Utile citare, infine, qual è per il fotografo brasiliano il senso dell’esposizione: «Lo scopo è quello di vedere e cercare un modo nuovo di presentare il Pianeta Terra: questa volta non avrei puntato l’obiettivo sull’uomo e sulla sua lotta per la sopravvivenza, ma avrei mostrato piuttosto le meraviglie che rimangono nel nostro pianeta».

Francesco Fario

Genesi. Fotografie di Sebastião Salgado

Nuovo spazio espositivo dell’Ara Pacis - Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), 00186 Roma

15 maggio 2013 – 15 settembre 2013

Orari: Martedì-domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) – chiuso il lunedì
Dal 16 maggio, ogni giovedì, apertura straordinaria della mostra fino alle 22.00 (ultimo ingresso ore 21.00)

Biglietto:  intero € 10,00 / ridotto € 8,00 / speciale scuole € 4,00 /speciale famiglie € 22,00

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