Gaza, nuovi raid sulla Striscia: colpito media center

Striscia Gaza colpito media center raid

Sesto giorno dell'offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza

Gerusalemme – Non cessano i raid israeliani sulla Striscia di Gaza, che fino adesso hanno provocato almeno 95 morti e settecento feriti tra i palestinesi (tre le vittime israeliane).

Mentre al Cairo è in corso una riunione fra alcuni esponenti dell’intelligence egiziana e il capo di Hamas Khaled Meshall per valutare le condizioni poste ieri da Israele per raggiungere una tregua, un edificio nel centro di Gaza, che ospita diverse redazioni giornalistiche, è stato colpito e danneggiato dall’aviazione israeliana. Si tratta del secondo attacco su quell’edificio nel giro di 24 ore. Il grattacielo è attualmente avvolto in un denso fumo nero e, secondo alcune testimonianze, almeno una persona è rimasta uccisa e tre ferite nell’attacco. Dopo una notte di relativa calma nel sud di Israele, decine di razzi sono stati lanciati di nuovo verso il Negev ed uno è esploso vicino una scuola ad Askhelon. Nella notte e per tutta la mattinata Israele ha continuato a bombardare i cosiddetti siti del terrore.

Questo è il sesto giorno per quanto riguarda l’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza: soltanto i raid di oggi hanno provocato tredici vittime palestinesi, tra cui un bambino di 5 anni. Ieri su Israele sono piovuti almeno 100 razzi senza tregua, 540 da quando sono iniziate le operazioni. Tramite un comunicato, l’esercito israeliano fa sapere che sono almeno 1.350 gli obiettivi sensibili colpiti da mercoledì scorso fino ad oggi: tunnel utilizzati a fini terroristici; basi di addestramento e cellule impegnate nel lancio di razzi.

Per quanto riguarda il fronte diplomatico, continuano i negoziati per trovare una tregua, sotto la mediazione del presidente egiziano Mohamed Morsi. Israele punta ad una tregua di almeno 15 anni e allo stop del lancio dei missili, all’interruzione del contrabbando di armi e degli attacchi ai soldati di frontiera, minacciando l’offensiva di terra se non avrà una risposta nel giro di 48-72 ore. Dall’altra parte, invece, la richiesta è l’immediato stop degli omicidi mirati e l’allentamento del blocco navale su Gaza. Per domani è previsto l’arrivo a Gaza della Lega araba guidata dal segretario generale Nabiln el Araby e composta da sette ministri degli Esteri arabi.

Giorgio Vischetti

foto|| mail.com; ilmattino.it

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