G8: due condannati risultano irreperibili

Un'immagine degli scontri a Genova nel 2001 (primapaginaitalia.com)

Due dei cinque no global ritenuti responsabili, in via definitiva, degli incidenti al G8 di Genova del 2001 che coinvolsero migliaia di manifestanti, risultano irreperibili. Francesco Puglisi, condannato a 15 anni di prigione e Vincenzo Vecchi, condannato a 13 anni, hanno fatto perdere le proprie tracce. Al momento hanno fatto il loro ingresso in cella solo Alberto Funaro e Marina Cugnaschi, condannati rispettivamente a 10 e 12 anni. Da chiarire ancora la posizione della quinta condannata a titolo definitivo, Ines Morasca, che ha avuto 6 anni e 6 mesi. La donna, fidanzata con un altro imputato (Dario Ursino, per il quale ci sarà un nuovo processo), ha da poco dato alla luce una bambina, per questo l’esecuzione della pena nei suoi confronti potrebbe essere temporaneamente sospesa.

Puglisi, catanese di 38 anni, rappresentante del centro sociale autogestito Guernica-Fabrica, è conosciuto col soprannome di “Molotov”. È stato tra l’altro ripreso in alcune immagini mentre partecipa ai cortei sia con le tute bianche in maglietta bianca, sia con i Black Bloc, con indosso una felpa scura. Nel 2000 l’uomo era stato arrestato per detenzione di esplosivi: gli furono trovati in casa trenta candelotti di dinamite, quattro detonatori e settanta metri di miccia.

L’altro irreperibile, Vincenzo Vecchi, è un anarchico quarantenne, originario di Calcinate (Bergamo), ma residente a Milano. Nel corso del processo aveva dichiarato di non riconoscere l’autorità del tribunale. Alcune immagini lo hanno mostrato durante l’assalto dei Black Bloc all’agenzia del Credito Italiano del capoluogo ligure. Vecchi era stato arrestato a Milano nel 2006 in seguito a scontri tra militanti dei centri sociali e forze dell’ordine. Se Puglisi e Vecchi continueranno a sottrarsi alle ricerche, le forze dell’ordine lo comunicheranno formalmente all’autorità giudiziaria che, se riterrà esaurienti le ricerche svolte, li dichiarerà latitanti.

Alberto Staiz

Foto homepage: lastampa.it

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