Un futuro oltre la costrizione animistica. “L’azienda” di Cristiano Chiesa-Bini

La copertina di "L'azienda", il nuovo romanzo di Cristiano Chiesa-Bini

La copertina di “L’azienda”, il nuovo romanzo di Cristiano Chiesa-Bini

L’obiettivo principale di un genere come la fantascienza, in termini di contenuto, è da sempre quello di rivolgere lo sguardo verso possibili orizzonti futuri, in modo da poter interpretare il proprio presente sulla scia di eventuali implicazioni reali legate a determinate scelte contemporanee.

Lo sa bene anche Cristiano Chiesa-Bini, se sceglie di ambientare questo suo nuovo romanzo, L’azienda (edito da Multimage), in un futuro nemmeno troppo lontano ma plausibile al netto di una specifica (e sorprendente) caratteristica: l’ipotesi della creazione di una sottospecie di dittatura del bene, dove la sete di benessere sia interiore che socio-economico arriva, certo, a voler instaurare una condizione umana priva di conflitti, ma pone l’individuo nella paradossale condizione di accettare o meno la pur benefica natura di imposizioni comunque provenienti dai piani alti dell’organizzazione generale.

Cristiano Chiesa-Bini

Cristiano Chiesa-Bini

IL DIKTAT DEI SENTIMENTI – Siamo in Italia, a Roma. L’anno è il 2055. La giovane e sensibile Cinzia svolge il ruolo di impiegata presso L’Azienda, l’enorme organizzazione che conforma i desideri dell’umanità intera indirizzandoli verso l’appiattimento e la parificazione dei bisogni individuali e collettivi allo scopo di creare un nuovo ordine mondiale in cui risultino assenti contrasti e divisioni terrene. La mansione della ragazza riguarda la ricerca meramente estetica di profili professionali capaci di interpretare – nel vero senso ella parola – ruoli pubblici di importanza vitale per il gigantesco piano di sviluppo in atto. Ma la salvaguardia dei rapporti umani, intesa come strumento essenziale per scongiurare definitivamente ogni frattura terrena, rischia di recuperare ben note caratteristiche di diktat a cui rispondere affermativamente senza condizioni di sorta. Ecco emergere, allora, la biforcazione capillare: prestare fede agli ordini – e all’ordine – per contribuire ad assolvere la missione imposta, o mettersi in gioco per dimostrare l’eventuale presenza di mele marce pur trovandosi nel cuore di un sistema il cui motore trainante resta comunque l’amore per l’umanità?

PER UN RIBALTAMENTO DEL SENSO – Seguendo scrupolosamente i dettami del genere ma sovvertendone, per l’appunto, alcune cifre argomentative sostanziali, Chiesa-Bini pone su carta un uso distopico delle ipotesi di realtà in favore di una sovversione concettuale che lascia emergere l’opera da una vastissima serie di esempi letterari anche al di là dei colossi di settore, per sposare una causa il cui sguardo può anche risultare potenzialmente difficile da sostenere (malgrado la contemporaneità offra vari esempi concreti di raffronto fra cause per il bene comune e concreta libertà di pensiero e azione).

In questo e nel modo in cui sviscera le proprie affermazioni – siano esse più o meno condivisibili – L’azienda è senza dubbio un’opera complessa e, al contempo, rigenerante nel suo tentativo di distinzione in funzione di rinnovato valore ideologico e intellettuale.

Titolo: L’azienda
Autore: Cristiano Chiesa-Bini
Genere: Romanzo
Casa Editrice: Multimage
Pagine: 184
Codice ISBN: 978-88-99050-00-9

Stefano Gallone

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Una risposta a Un futuro oltre la costrizione animistica. “L’azienda” di Cristiano Chiesa-Bini

  1. avatar
    Lilia 17/03/2019 a 18:54

    Ma lo sapevi che nella foto di copertina del tuo ultimo romanzo sei molto somigliante a Paulo Coelho ,fortunato autore di romanzi diventati best-seller in tutto il mondo ?!?
    E così stai già “un pezzo” avanti…
    A presto arriverà anche il commento all’opera…

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