Futuro e Libertà: il partito non si sfalda, parola di Bocchino!

Italo Bocchino

Roma - «Sono i giornali che in questi giorni stanno descrivendo un catastrofsmo che non c’è». Con questa dichiarazione, che cerca di arginare gli allarmismi, il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, si è rivolto ad un giornalista dell’Agenzia stampa Asca che gli domandava di commentare la situazione di “fuggi fuggi” tra le fila dei finani e le polemiche interne che di questa fuoriuscita sembrano essere state la causa.

Bocchino ha un po’ svicolato la domanda, ponendo l’accento su coloro che – soprattutto tra l’elettorato – nel progetto di FLI credono ed hanno piena fiducia, ma quando si è trattato di fornire certezze e infondere ottimismo non si è risparmiato.

Quello che avviene al nostro interno sono cose normali in un partito vero». Secondo il vicesegretario sono proprio queste dinamiche, proprie della vita politica ma con cui forse non si ha più troppa famigliarità, ad aver allarmato gli osservatori «non abituati a vedere congressi veri».

Intanto il senatore Giuseppe Menardi, uno dei fuoriusciti, parla di ingiuria davanti a chi sostiene che il suo abbandono del gruppo parlamentare finiano sia dovuto alla potenza economica di Silvio Berlusconi: il motivo, ha detto, è un antiberlusconismo che non gli corrisponde più.

Foto via: www.ilgiornale.it

Redazione

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