Francia, vince Hollande: approvata la tassa per i super ricchi

François Hollande tassa (lettera43.it)

François Hollande (lettera43.it)

Parigi (Francia) – Torna la tassa per i super ricchi in Francia: le aziende che vantano uno o più dipendenti con singoli stipendi che superano il milione di euro dovranno versare al fisco una quota pari al 75%, al lordo dei contributi sociali, di ciascun salario ultra milionario.

APPROVATA LA MODIFICA – Il Consiglio costituzionale francese ha così convalidato la nuova versione della norma, una variante della precedente versione che prevedeva che la tassa fosse a carico della persona destinataria del salario, invece che del datore di lavoro. A suo tempo la tassa era stata bocciata perché ritenuta iniqua. La tassa sarà composta di un prelievo del 50% calcolato sul reddito del dipendente, che raggiungerà il 75% se si comprenderanno nel calcolo anche i contributi sociali.

LA DETERMINAZIONE DI HOLLANDE – La “tassa sui Paperoni”, come è stata ribattezzata dalla stampa francese, viene finalmente introdotta dopo la sonora bocciatura dello scorso anno. Una tassa molto impopolare, ma fortemente voluta dal presidente francese Francois Hollande, che l’aveva promessa in campagna elettorale. Nonostante il rifiuto della prima proposta, Hollande ha deciso tuttavia di non mollare, proponendo una tassazione che fosse pagata non dai singoli individui ma dalle società sui propri dipendenti più ricchi, per un valore non superiore al 5% del fatturato

PROTESTE ATTESE – L’altissima aliquota resterà in vigore per due anni a partire dal 2014, e ha già fatto scappare dal Paese alcuni personaggi noti, tra cui, con mille polemiche, il celebre attore Gerard Depardieu. Con molta probabilità l’esempio dell’attore francese sarà seguito da numerosi altri In particolare, molte proteste sono attese da parte delle squadre di calcio, visti gli ingaggi elevati di alcuni tra i giocatori più prestigiosi che militano nelle Ligue 1, il massimo campionato di calcio francese. Le squadre della Ligue 1 e Ligue 2 avevano anche indetto uno sciopero nell’ultimo weekend di novembre, poi rinviato a data ancora da decidere.

Alberto Staiz

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