Francia, la “morale laica” tra i banchi di scuola

Vincent Peillon, ministro dell’Educazione Nazionale

Parigi- Fa discutere la decisione del ministro dell’Istruzione Vincent Peillon di introdurre nelle scuole francesi, dal prossimo anno, corsi di morale laica. La notizia, pubblicata dal Journal de dimanche insieme ad un’intervista al ministro del governo Hollande, non ha potuto fare a meno di sollevare numerose discussioni  e porre altrettanti interrogativi. A partire da quello individuato dal sociologo Jean Baubèrot: si può davvero insegnare la morale come si fa con una regola di grammatica?

“Bene e male”, “giusto e ingiusto”,  rappresentano, insieme a vizi e virtù, valori che la Repubblica, secondo il presidente Hollande, ha il dovere di affrontare, dibattere ed affermare in primis tra i banchi di scuola, se non vuole che altri lo facciano al suo posto. Se, infatti, domande intorno a queste materie non verranno  «[…] poste, discusse e insegnate a scuola, lo saranno dai mercanti e dagli integralisti di ogni genere». L’Hollande-pensiero è chiaro: laicità come sinonimo di tolleranza, arma principe per la difesa da ogni seme di fondamentalismo, razzismo, antisemitismo. Alla scuola, dunque, il compito di educare i suoi studenti a «capire ciò che è giusto, distinguere il bene dal male ma anche i doveri, nonché i diritti, le virtù e soprattutto i valori», ovvero insegnare una morale laica universale che permetta ad ognuno di sviluppare capacità critiche-analitiche, nonché di porsi e porre dubbi rispetto a se stessi e agli altri.

Un progetto ambizioso di riforma scolastica che andrebbe a toccare due punti fondamentali per la nazione: risanamento del paese anche dal punto di vista etico e l’annoso problema della scarsità di docenti.

Sei insegnanti ogni 100 studenti. E’ la bassa media francese, una delle più misere d’Europa; una penuria di cattedre che determina un naturale sovraffollamento delle classi. Il piano Peillon andrebbe quindi a rimpinguare il sistema educativo dei cugini d’oltralpe grazie ad un concorso per assumere circa 60mila insegnanti. Ma la domanda è: quale formazione è prevista per la “nuova” categoria di docenti? E soprattutto: come si dovrebbe insegnare l’inedita disciplina?

La “rifondazione della scuola Repubblicana”, però, secondo il ministro dell’Educazione Peillon ha bisogno di passare per la via della morale laica. Uno dei settori tenuti più in conto dal governo socialista di Hollande, quello scolastico, acquisirebbe così dal 2013 una nuova valenza, poiché si troverebbe a impartire lezioni e valori tra i quali la solidarietà, la tolleranza, la falsa preminenza di competitività, denaro ed egoismo che fino ad ora spettavano ai –bravi- genitori.  Non ne sembra invece convinto il Presidente Hollande, secondo il quale «per dare la libertà di scelta, bisogna essere capaci di strappare l’allievo a tutti i determinismi, familiare, etico, sociale, intellettuale.»

Plausi all’operazione Hollande-Peillon sono giunti nel frattempo da personalità del calibro di Luc Ferry, filosofo, ex ministro dell’Educazione.
Restano comunque da decidere con cura, oltre ai metodi di insegnamento e la preparazione dei futuri insegnanti, i contenuti dei corsi di morale laica: il rischio di irrigidirsi in posizioni anti-clericali deve esser tenuto in considerazione e troncato sul nascere, pena l’inutilità degli stessi.

Valentina Medori

Foto |http://www.lexpress.frwww.ilsussidiario.net

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