Francia, Austerity rispedita al mittente: deficit/Pil al 4,4%

La Francia decide di rinviare i tagli alla spesa, l'Austerity può aspettare. nel 2015 non rispetterà il vincolo del 3% al rapporto defitic/Pil

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Il ministro francese Sapin, autore del comunicato che respinge l’Austerity (clandestinoweb.com)

Parigi – L’Austerity non convince più Parigi: la Francia abbandonerà i parametri di bilancio chiesti dall’Unione, allo scopo di risanare la complicata situazione economica d’Oltralpe. Questa la decisione del governo francese, che ha rifiutato di adottare ulteriori misure di austerità nella legge di bilancio per il 2015, quando il rapporto deficit/Pil si attesterà al 4.4%.

AUSTERITY? NO GRAZIE – La posizione del governo francese è chiara: «Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del deficit – ha spiegato il ministro francese delle Finale, Michel Sapin – alla situazione economica del Paese». Ha poi spiegato che «nessun ulteriore sforzo sarà richiesto alla Francia, perché il governo, assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il Paese, respinge l’austerità».

TRANQUILLIZZANTE – La Francia, comunque, conferma di restare all’interno delle regole dell’Eurozona e di voler rispettare gli accordi presi in precedenza; Sapin ha infatti spiegato che «la nostra politica economica non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche». Secondo quanto dichiarato dal governo francese, i “target di deficit” per il 2015 erano quasi inattuabili, anche a causa del calo del Pil, che si attesterà a un +1%.

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Il governo francese rinvia l’Austerity (politicsinside.fr)

PROSPETTIVA – Nei prossimi anni, comunque, i tagli e l’austerity dovrebbero arrivare; Parigi ha stanziato tagli alla spesa pubblica per oltre 50 miliardi entro il 2017, anno in cui il rapporto deficit/Pil calerà finalmente a 2,8%, per la prima volta sotto la soglia chiesta dall’Unione, fissa al 3%. Il debito pubblico, invece, continuerà a salire, almeno quest’anno, per scendere a cominciare dal 2015. Il pareggio di bilancio, previsto nel 2017, non arriverà prima del 2019.

PAGELLE UE IN ARRIVO – A metà ottobre arriveranno le pagelle dell’Unione; la Commissione, infatti, passerà sotto la lente tutte le manovre economiche proposte dai governi e potrebbe muovere rilievi alla Francia, come ad altre nazioni.
Lo spettro di provvedimenti contro Parigi, o altri, comunque dovrebbe restare solo una minaccia, anche se la scelta francese potrebbe spingere altri paesi a muoversi nella medesima direzione, mettendo alla prova la reale utilità dei tagli alla spesa pubblica che, nella pratica, stanno complicando sempre più le condizioni di vita dei cittadini europei. D’altronde organi ben più affidabili hanno già condannato l’Austerity, come raccontava WakeUp News mesi fa.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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