FOTO – Siria, soldati sparano a donne incinte per uccidere i feti

La terribile radiografia che mostra un feto con il cranio trafitto da un proiettile

La terribile radiografia che mostra un feto con il cranio trafitto da un proiettile

Damasco – Immagini raccapriccianti che non vorremmo mai pubblicare, ma la drammaticità della notizia impone di essere diffusa, per far capire il livello di violenza e crudeltà umana raggiunto dalla guerra civile che da oltre due anni infuria in Siria. Il Mail, noto tabloid inglese, ha mostrato le immagini di un feto con il cranio trapassato da un proiettile, sparato da cecchini che hanno intenzionalmente mirato a una donna incinta.

David Nott, un medico britannico impegnato da anni in Siria e nelle altre zone di guerra per assistere i civili, ha spiegato che le donne in gravidanza vengono utilizzate come veri e propri tiri a segno dai combattenti – non si sa se siano i lealisti al soldo di Bashad al-Assad o i ribelli che combattono il regime – con un compito ben definito: uccidere il feto, senza però uccidere la madre.

Chi riesce nel raccapricciante intento, viene premiato, spesso con un pacchetto di sigarette. Venti sigarette, in cambio dell’uccisione di un bambino o una bambina che ancora non ha visto la luce del mondo. Questo il premio, per chi riesce a colpire nelle zone “migliori”, come l’inguine e il petto, o anche il collo, dove la penetrazione del colpo d’arma da fuoco porta alla morte istantanea del feto.

Nott – medico molto noto nel Regno Unito, avendo avuto in cura anche l’ex primo ministro Tony Blair – descrive dettagliatamente la situazione siriana, con donne «colpite lungo tutto l’utero, dove sicuramente gli uomini armati volevano colpire. Non riesco a descrivere la terribile scena». Per il medico, che da oltre 20 anni agisce nelle zone di conflitto, è la prima volta che donne incinte vengono ferite intenzionalmente, e che giungono nell’ospedale incinte, con il bambino ormai morto ancora nel loro ventre.

«Dal primo paziente che arriva al mattino si può intuire cosa accadrà per tutto il resto della giornata. Come se si trattasse di un gioco, dove le donne attraverso le cittadine, e vengono colpite dai cecchini», aggiunge poi il medico. Dall’inizio del conflitto a oggi, sono oltre 100.000 i morti in Siria, e più di mezzo milione le persone fuggite dal paese del Medio Oriente, rifugiandosi nei campi profughi della vicina Turchia, o tentando pericolose traversate, fino a giungere in Italia, spesso a Lampedusa. Una situazione drammatica, che ripropone la necessità di un deciso intervento internazionale, diplomatico o materiale che sia, per tutelare uomini, donne e bambini, vittime innocenti della brutalità dei loro simili.

Stefano Maria Meconi

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Una risposta a FOTO – Siria, soldati sparano a donne incinte per uccidere i feti

  1. avatar
    Nemo 20/10/2013 a 07:28

    Non sapete distinguere tra fonti attendibili e fonti inequivocabilmente psico-terroristiche, visto che pubblicate notizie false.
    Sono soltanto spudorate menzogne!

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