Formula 1, tensioni in Bahrain: nuove esplosioni vicino la pista

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Domenica sera è esplosa un'auto bomba nella capitale (foto: bbc.co.uk)

Manama (Bahrai) – Non si placano le tensioni in Bahrain in vista del Gran Premio di Formula 1 che prenderà il via già domenica 21 aprile a Sakhir. L’agenzia di stampa Ap ha riportato che, non troppo lontano dalla pista, è stata fatta esplodere un’auto bomba che fortunatamente non è fatto feriti, ma ha voluto rappresentare l’ennesimo tafferuglio utile per boicottare la corsa.
Anche se non se n’è parlato, fino a poche settimane fa, la situazione in Bahrain, dallo scoppio della Primavera Araba non è cambiata di molto: nell’Emirato non si sono mai placate le manifestazioni di dissenso nei confronti del Gran Premio di Formula 1 anche se le autorità locali sono già impegnate per assicurare il giusto livello di sicurezza per il Circus iridato e per tutti i piloti e addetti ai lavori.
L’auto bomba è solo l’ultima manifestazione di dissenso che si registra in Bahrain da un mese a questa parte, dopo la morte del 16enne e i murales di protesta anti Formula 1 apparsi nel villaggio di Barbar, a ovest della capitale Manama.

Centinaia sono i morti e gli attivisti arrestati che si trovano in carcere e le repressioni hanno ripreso violentemente in questi giorni. Secondo quanto denunciato dall’organizzazione Human Rights Watch, sarebbero state arrestate una ventina di persone con gli agenti del regime che non avrebbero esibito alcun mandato di arresto o perquisizione, richiesto dalle leggi bahrenite, negando assistenza legale agli arrestati durante gli interrogatori.
E anche l’atteggiamento di Bernie Ecclestone, sta lentamente cambiando. Se fino alla settimana scorsa il Patron della Formula 1 ha continuato a sminuire le voci preoccupanti che giungevano dall’Emirato Arabo, dopo l’esplosione di domenica sera nel quartiere degli affari della capitale Manama, l’82enne ha spiegato ai giornali britannici come i manifestanti cerchino di approfittare della ribalta mediatica della Formula 1 per portare avanti la propria protesta.

Ma i problemi per Ecclestone non finiscono qui: come è successo anche nell’edizione del 2012, Anonymous, il famoso gruppo di hacktivist, ha nuovamente minacciato di sabotare il sito della Formula 1 se non verrà cancellato il Gran Premio del Bahrain: «Vi rimuoveremo dal web. Invitiamo Bernie Ecclestone, finché c’è ancora tempo, ad annullare ora la tua gara sanguinosa».

foto homepage: dailyrecord.co.uk

Eleonora Ottenello

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