Formula 1, GP Cina-pagelle: l’Oscar per il Leonardo di Caprio delle corse

La capigliatura perfetta di Nico Rosberg si è meritata il 10 nelle nostre pagelle

Shanghai (Cina) – Terzo appuntamento dell’anno di questo campionato 2012 di Formula 1. Se ci eravamo lasciati in Malesia con il trionfo bagnato di Fernando Alonso, ci si ritrova a Shanghai a festeggiare la prima vittoria in carriera di Nico Rosberg, figlio d’arte di quel Keke iridato nel 1982, che riporta la casa di Stoccarda sul podio più alto del podio a distanza di più di mezzo secolo. Tra conferme, delusioni e novità nelle nostre pagelle del GP di Cina.

 

Nico Rosberg (alias il Leonardo di Caprio delle corse)-voto: 10
Il Leonardo di Caprio del Circus iridato, dopo sei anni di gavetta corona il sogno e vince il primo gran premio della vita. Quasi due ore di gara che, causa calma piatta sulla pista, assomigliano inevitabilmente al lento affondamento del Titanic. Complice l’uscita in 3D del film, il biondo di casa Mercedes arriva davanti a tutti e, immedesimatosi completamente nel personaggio, non appena uscito dalla macchina prova a mettere in scena la romantica scena sulla prua del transatlantico con Norbert Haug, vice presidente di casa Mercedes per gli affari sportivi, che propriamente non assomiglia a Kate Winslet nemmeno per la punta dei piedi. Sale sul podio e sfoggia una capigliatura perfetta, degna di uno dei massimo sex symbol di Hollywood, ma si scopre subito il trucco: in quei 20 secondi che lo dividevano da Jenson Button, Nico ha trovato il tempo di fermarsi dal parrucchiere per una messa in piega a tempo di record. Il commento di Nico: «Ora possiamo festeggiare questo successo». Manca solo di capire se Titanic sbancherà il botteghino come nel 1998.

Mercedes-voto: 9
Quello che si sta per decretare sembrerebbe essere un podio monomarca. La scorsa settimana sono arrivate voci di alcuni componenti del Cda della casa di Stoccarda che reclamavano a gran voce il ritiro dalla Formula 1 dopo quasi 3 stagioni complete e 1 podio. Il vero problema è che i tedeschi sono amiconi, mica competitivi come gli inglesi e hanno deciso di correre nella massima serie per trasformare ogni gara in un momento di grande integrazione in stile October Fest a base di wurstel, crauti e birra. Per levare i dubbi sulla loro potenzialità hanno deciso di vincere in Cina per convincere le alte sfere. Sembra essere stata l’unica scuderia a non soffrire del consumo gomme e se continuano su questa strada potrebbero essere il terzo incomodo della stagione. Il commento di Norbert (Haug, vice presidente sezione attività sportiva): «A certi team ci sono voluti cinque anni per vincere la prima gara, noi lo abbiamo fatto in due anni e un quarto». Stoccata vincente per la casa delle tre punte.

L’inventiva di Ross Brawn-voto: 8
4 volte al successo con 4 differenti team: Benetton, Ferrari, Brawn GP e ora Mercedes. L’uomo che nei momenti più sereni era solito gustarsi una banana mentre controllava la gara in postazione muretto è tornato a far vincere con quell’F-duct che sembra aver messo le ali alla scuderia tedesca. Se beve la Red Bull, non ci è lecito saperlo, ma in bella compagnia di Adrian Newey, che probabilmente sotto banco qualche bibita energetica gliela passa, è considerato uno dei geni di questa Formula 1. Il commento di Ross: «Siamo riusciti a far funzionare le gomme, gli altri no». Ecco spiegato perché la concorrenza montava i cingolari.

Bruno Senna-voto: 7
Il nipote di Ayrton Senna, che ha preferito il cognome dell’ingombrante zio a quello del padre, Lalli per l’appunto, convince e si leva i sassolini dalle scarpe. Il ragazzo dalla faccia pulita che fino a pochi anni fa era accompagnato in pista dalla madre e dalla sorella maggiore, sta dimostrando di crescere. Esattamente come Lewis Hamilton declina l’invito autraliano di Felipe Massa per giocare a sportellate e preferisce portare a casa punti pesanti per la Williams: settimo posto finale dopo esser scattato dalla quattordicesima piazza. Il commento di Bruno: «Stiamo ancora imparando e migliorando insieme». Senna o Lalli che dir si voglia non è più una sorpresa ma una conferma.

Fernando Alonso al muretto-voto: 6
Con una vettura così allo sbando, tra velocità di punta bassa e strategie sbagliate, nemmeno il San Fernando da Oviedo che aveva salvato l’eletta di Maranello a Sepang, può fare qualcosa. Da pilota, complice la sua passione per il calcio, si trasforma in fantasista: inventa sorpassi dove gli altri non osano e sbaglia il cross su Maldonado nel finale di gara e finisce di poco fuori pista. Nei giorni scorsi ci aveva già provato: si era seduto sul muretto del team al posto del suo ingegnere, Andrea Stella, si dava ordini e tempi via radio ma ha capito che non poteva fare tutto da solo. Il commento di Fernando: «La priorità è il miglioramento della prestazione della F2012». E un viaggio a Lourdes?

Sebastian Vettel-voto: 5
Il tedeschino ha smesso di bere Red Bull. Sembra essere il fratellastro scarso del bi-campione del mondo che eravamo abituati a vedere. Sabato, nelle qualifiche, resta fuori dalla Q3 e nelle prime fasi della gara scivola verso metà classifica. Se in Malesia si scaglia contro Karthikeyan dandogli del cetriolo ed entra in crisi con il team, in Cina, per ritrovare la serenità persa inizia a prendere lezioni di kung fu. A metà gara gli ricordano dai box che è un pilota di Formula 1 e non un esperto di arti marziali tanto che, con gomme alla frutta, negli ultimi giri rimonta dall’undicesimo al quinto posto, superato di un nonnulla dal compagno di casacca, Mark Webber. Il commento di Sebastian: «Negli ultimi cinque giri i piloti che mi passavano perché avevo finito le gomme». Valida motivazione anche per spiegare il balzo in avanti che ha dovuto subire dal teammate australiano, rigorosamente conosciuto come limitato, rispetto all’ex baby-fenomeno.

Ferrari-voto: 4
Come i concorrenti di La sai l’Ultima, anche la Ferrari sembra essere allo sbaraglio. Oltre al team di Maranello, anche Alonso e Massa ora perdono più tempo a twittare e la squadra perde la brocca. Dopo l’illusione della Malesia i nostri eroi sono stati letteralmente rigettati alla dura e cruda realtà. Scarsa velocità di punta e strategie sbagliate segnano la gara di Fernando&Co, ma l’aerodinamica continua a essere un grande punto interrogativo per i tecnici di Maranello: in qualifica le Sauber, la sorellina che monta gli stessi propulsori della Rossa 100% original, gli stanno davanti, in gara le Williams fanno le pernacchie al Cavallino Rampante. Il commento di Domenicali (dg Ferrari): «Sono molto scontento». Davvero? Non si era capito.

Pino Allievi-voto: 3
L’inviato per la sezione motori de La Gazzetta dello Sport, sforna gaffe di gara in gara, complice la vicinanza con il gruppo Rai composto dalla premiata ditta Mazzoni&Co. Fa passare i piloti di Formula 1 come una massa di cavernicoli e analfabeti, dimenticandosi che il Circus iridato è composto di gente come Fernando Alonso che suona in piano ed è appassionato di musica e come Pedro de la Rosa che è riuscito a laurearsi. Il commento di Pino: «Rosberg si merita questa vittoria, è un ragazzo diverso dagli altri, il più colto tra i piloti. Addirittura legge dei libri». C’è chi legge i libri e chi parla troppo senza pensare.

L’abbigliamento di Michael Schumacher-voto: 2
La fashion victim del paddock. Al sabato, conquista la prima fila, complice la penalità di Hamilton, mentre in gara riesce agevolmente a controllare gli inseguitori. Al tredicesimo giro un dado della ruota avvitato male al pit stop lo fa parcheggiare sull’erba. Il vecchio zio Michele non è poi così dispiaciuto. Torna al box, passa dal motorhome, doccia veloce e poi sfoggia una dei suoi look horribilis, che ben ci ha fatto conoscere durante gli anni in Ferrari. Il commento di Michael: «Non me la prendo coi meccanici». Certo che no. Infatti il biondo frustato, spogliato e attaccato a un palo della luce, proprio fuori dal motorhome di MS, ci si chiede ancora come abbia potuto finire li.

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Il meccanico della Mercedes-voto: 1
Se i problemi di alto degrado delle coperture sembrano essere stati risolti, a Shanghai fanno l’entrata in scena un altro tipo di problematiche: Nico Rosberg è primo, Michael Schumacher è secondo. Per il sette volte iridato è il momento del suo primo pit stop. Il meccanico della gomma anteriore destra non riesce ad avvitare bene il dado e costringe Schumacher a fermarsi sull’erba poco dopo. Cose che succedono nelle gare, ma in fumo va una possibile doppietta. Il reo-confesso dovrà tornare a Stoccarda, da Shanghai, a piedi, in ginocchio su una fila di ceci con la gomma incriminata sulla schiena. Per la serie: pagare per le proprie colpe.

Il Bahrain s’ha da fare-voto: 0
Il grande capo Bernie Ecclestone e la Federazione hanno deciso che la corsa di Manama prenderà regolarmente il via domenica 22 aprile. Pur di incassare i 40 milioni che il governo è deciso a tirar fuori per il ritorno della F1 nella piccola dittatura (scusate volevo dire nella piccola monarchia) mette a rischio tutta la banda, dai piloti passando per tecnici, meccanici, chef e giornalisti. La polizia spara su un 15enne mentre nelle ultime ore si registrano oltre 1000 arresti tra le gente comune per evitare che gli attivisti manifestino e facciano sentire la loro voce. Il Vecchio, intervistato dai giornalisti in Cina a riguardo delle proteste che stanno colpendo la nazione araba ha risposto: «Quali proteste? Nessuno è stato colpito, di cosa stai parlando?». Non mi stupirei se per un qualsiasi impegno improvviso Mister E. non fosse presente a Manama. Semplicemente disgustoso.

Eleonora Ottonello

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