Formula 1, GP Bahrain-pagelle: la premiata ditta Red Bull batte tutti

Dopo le lezioni di kung-fu, Sebastian Vettel ritrova la vittoria a Sakhir

Sakhir (Bahrain) – Quarto appuntamento dell’anno di questo campionato 2012 di Formula 1. Quella del Bahrain è sicuramente stata la corsa più discussa dell’anno per la scelta di Bernie Ecclestone e Federazione di andare a correre in un paese con la popolazione in piena lotta per l’affermazione dei propri diritti e della democrazia. L’attuale campionato è uno dei più equilibrati degli ultimi anni, con quattro vincitori differenti nelle prime quattro gare del mondiale e se ci siamo lasciati alle spalle il trionfo di Nico Rosberg a Shanghai, siamo pronti ad affrontare la vittoria di Sebastian Vettel in quel di Sakhir, successo che lo porta in vetta alla classifica piloti. Tra conferme, delusioni e novità nelle nostre pagelle del GP del Bahrain.

Premiata ditta Vettel, Horner & Newey-voto: 10
Se avevamo lasciato Vettel a Shanghai che stava prendendo lezioni di kung fu per ritrovare la serenità persa, a Sakhir il tedeschino volante torna a sfoggiare il suo indice in simbolo di vittoria, la prima stagionale contornata da pole position e giro più veloce. Il successo va equamente distribuito anche con Christian Horner, team principal della Red Bull, e Adrian Newey, papà tecnico della RB8, che, nonostante un inizio in salita, in Bahrain ha mostrato una monoposto ottima, una squadra compatta e una strategia vincente. Il commento di Sebastian: «Davvero incredibile, sono al settimo cielo». Le lattine tornano a darti le ali.

Kimi Raikkonen-voto: 9
Veni, vidi, vici. Ok, Raikkonen non ha vinto ma il pilota amante del gelato Cremino parte come se al posto della sua Lotus stesse guidando un razzo della Nasa e in dieci giri guadagna una cosa come un secondo a giro, incrementando non solo sul compagno di squadra, ma riesce quasi a incalzare Vettel. Noto per essere anche un amante delle bibite alcooliche e a secco di Formula 1 dal 2010, quando sale sul podio è deluso: non è per colpa della seconda piazza ma per il fatto che in Bahrain ai primi tre non offrono lo champagne ma una bevanda al succo di rose, rigorosamente analcolica per questioni religiose. Il commento di Kimi: «Siamo riusciti a portare due monoposto sul podio, un bel passo avanti per la squadra». Ritenta Kimi, sarai più fortunato (in tutti i sensi).

Anonymous-voto: 8
Altro che oppositori e insurrezionalisti. Il vero nemico della Formula 1 in Bahrain porta il nome di Anonymous. Non è un guerrigliero del posto: stiamo parlando proprio del gruppo hacktivista che, come del resto aveva annunciato già la settimana scorsa con un comunicato stampa, sia venerdì sia domenica è riuscito a oscurare per alcune ore il sito web ufficiale della Formula 1 e quello del GP Bahrein a favore del popolo bahrenita. Non ha causato ne morti ne feriti, ma probabilmente ha fatto prendere una bella tachicardia a Bernie Ecclestone e a una certa età si sa, bisogna stare attenti al cuore. Il commento di Anonymous: «La situazione è tragica, peggiora ogni giorno e per questo il GP del Bahrain andrebbe boicottato». Ecco come colpire senza fare male fisico. Il governo del piccolo principato dovrebbe imparare.

Paul di Resta si rende protagonista della corsa e chiude al sesto posto

Paul di Resta-voto: 7
Dopo che lo stesso Ecclestone, per ripicca nei confronti della Force India per aver disertato la seconda sessione di prove libere il venerdì, ha esluso la scuderia indiana dalle immagini della regia internazionale in occasione delle qualifiche, il pilota britannico si rende protagonista della corsa e chiude al sesto posto, in mezzo ai big. Se stesse partecipando al Festival di Sanremo, avrebbe preso parte alla categoria giovani per poi sfidare i cantanti più illustri nella serata finale. Il commento di Paul: «Andiamo via di qui con una vettura molto in forma». Avanti così Paul, appuntamento al Montmelò il 13 maggio.

Nico Rosberg-voto: 6
Il Leonardo di Caprio del Circus iridato aveva grandi aspettative per questa gara, partendo dal ruolo di fresco vincitore del GP di Cina. Parte bene ma entra in crisi con le gomme quasi subito: se riesce a risparmiare un treno di gomme in qualifica, in gara il muretto gliele fa montare al momento sbagliato vanificandone i vantaggi. Come se non bastasse gioca a sportellate prima con Hamilton e poi col Alonso, che finisce con le quattro ruote della Ferrari sulla sabbia, ma non viene penalizzato e a Sakhir anche la sua capigliatura perde lo smalto. Il commento di Nico: «Torno a casa, comunque, con un po’ di punti». Bicchiere mezzo pieno.

Ferrari-voto: 5
Trovato mezzo miracolo nel deserto. Una gara che mostra l’attuale potenziale della Ferrari con entrambi i piloti che finalmente sembrano correre sullo stesso piano. Se Fernando Alonso si trasforma nello Jack Sparrow del Circus lottando con il coltello tra i denti, Felipe Massa diventa Will Turner dimostrandosi combattivo come esattamente fu nei suoi anni migliori, per gioia dei tifosi del Cavallino Rampante. Se non fosse per le prestazioni dei piloti, la monoposto si sarebbe presa un bel NP (non pervenuta): non è cattiveria. I due pirati in rosso erano superati in rettilineo dalla concorrenza e sembravano fermi ma da Montmelò a Maranello promettono novità. Il commento di Domenicali: «Ora si inizia a lottare per il podio». Ferrari nel tunnel: forse i piloti, più che per il podio vorrebbero lottare per la vittoria.

Collegio giudici-voto: 4
Nonostante la presenza dell’italianissimo Emanuele Pirro, gli steward sembrano navigare in alto mare. Non hanno un compito facile ma le situazioni dubbie sono veramente troppe. Fa abbastanza scalpore la decisione di non penalizzare Rosberg dopo che il tedesco praticamente ha deliberatamente sbattuto fuori dal tracciato Fernando Alonso. Se si fosse trattato di Lewis Hamilton, minimo veniva penalizzato di 20 secondi. Le due facce della stessa medaglia.

Stella Bruno, inviata di Raisport, in un momento di relax prima dell’inizio del Gran Premio

Squadrone Rai Sport-voto: 3
Il lavoro di giornalista non è una passeggiata e tanto più quando devi correre dietro ai piloti o ritrovarti a commentare la gara da un mini televisore 13 pollici. Ma alle volte si supera il paranormale. Se la premiata ditta Mazzoni&Capelli per un numero illimitato di volte durante il Gran Premio, ricorda agli spettatori da casa della grande festa che la Ferrari farà al Mugello per i tesserati e menziona più volte la ricorrenza del ventesimo anniversario dalla morte di Gilles Villeneuve, atteso il prossimo 8 maggio, dimenticando che il 1° maggio ci sarebbe da ricordare anche Ayrton Senna, Stella Bruno, l’inviata di mamma Rai sulle piste, il sabato dopo una disatrosa qualifica, prima chiede, in un inglese da 3° elementare, a Michael Schumacher Bad Start (cattivo inizio), con Bad, pronunciato proprio come si scrive, e poi ci ricasca con Nico Rosberg chiedendo se, nonostante quarta piazza in qualifica, si aspettasse di più dalle prove cronometrare. Guarda no, la verità è che sperava di partire ventiduesimo al fianco della Hrt.

Timo Glock-voto: 2
Fanno vedere una sua intervista al TG1 delle 13.30 di domenica 22 aprile. Il pilota tedesco dice alle telecamere: «In Bahrain non sta accadendo proprio nulla». Sperando che il pilota della Marussia si stesse esercitando per uno spettacolo di cabaret provando un monologo incentrato su quell’umorismo tedesco che gli italiani difficilmente comprendono. Alle volte il silenzio è la miglior risposta Timo.

Bernie Ecclestone e la Fia-voto: 1
Non ci è lecito sapere come il vecchio Patron della Formula 1 andasse a scuola, ma si spera, almeno per lui, che i suoi voti fossero migliori della fila di 1 che invece si è beccato fin dall’inizio della nostra rubrica. E la nota più bassa delle nostre pagelle è giustificata dalla scelta del Vecchio e della Federazione di correre in Bahrain, altra figuraccia. Clima teso, circuito blindato, poco pubblico e addetti che lavorano con poca serenità. Si corre in Bahrein, un paese dove l’opposizione viene fatta tacere a forza, nonostante la morte di un oppositore, il sabato. The show must go on… in questo caso sarebbe più appropriato dire The business must go on: la classe regina del Motorsport fa tappa nella nazione dei petroldollari per un sacco di denari a cui nessuno vuole rinunciare. E poco interessa se fuori dalla pista di Sakhir le persone rischiano di morire per la democrazia e la libertà. Il commento di Jean Todt (presidente della Fia): «La tensione qui? Simile a quella di un Milan-Juventus». Questo il punto più basso toccato dalla Formula 1 negli ultimi dieci anni.

Eleonora Ottonello

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Formula 1, GP Bahrain-pagelle: la premiata ditta Red Bull batte tutti

  1. Pingback: Formula 1, GP Bahrain-pagelle: la premiata ditta Red Bull batte tutti | Made in India

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews