Formula 1, Fia: ecco la commissione Women & Motorsport

Da sinistra: Susie Wolff, Monisha Kaltenborn, Michèle Mouton e Maria De Villota (fia.com)

Parigi – Anche il mondo della Formula 1 apre alle quote rosa. Prende il nome di Women & Motor Sport Commission ed è il nuovo organo presentato ufficialmente in questi giorni dalla Fia, la Federazione Internazionale dell’Automobile, che svolgerà il compito di facilitare la piena partecipazione delle donne in tutti gli ambiti dell’automobilismo sportivo. Il progetto, che ha preso il via nel mese dell’aprile 2012, è stato fortemente voluto da Jean Todt, presidente della Federazione, che a capo dell’organo ha istituito Michèle Mouton, la prima donna a vincere un rally FIA nel 1981.
La Women & Motor Sport Commission è composta da 19 membri tra i quali compaiono ben diciotto donne e Jaime Puig di Seat Sport: per la maggior parte dei partecipanti si tratta di rappresentanti delle federazioni motoristiche nazionali anche se nella lista delle partecipanti compare anche Fabrizia Pons, storica navigatrice italiana di Michèle Mouton tra le sole due persone mai riuscite a conquistare punti nel mondiale Wrc, sia come pilota che come copilota, e Monisha Kaltenborn, 38enne indiana e prima donna manager della Formula 1 attualmente in forza alla Sauber.

Proprio ieri, nella sede parigina della Federazione, si è riunita per la prima volta la commissione delle quote rosa che ha scelto le sue cinque ambasciatrici che avranno il duro compito di rappresentare il gruppo nel mondo: Monisha Kaltenborn (Ad Sauber), Maria De Villota (test driver Marussia), Katherine Legge (pilota IndyCar, ex Dtm), Michèle Mouton (ex pilota rally) e Susie Wolff (pilota Dtm e test driver Williams). Quello che pochi sanno è che l’obiettivo principale dell’organo, anche se non ufficialmente dichiarato, è quello di portare nel minor tempo possibile una donna a gareggiare nella classe regina del Motorsport, dopo Maria Teresa de Filippis , Lella Lombardi, Divina Gaelica e Giovanna Amati: «Sono la test driver per la Marussia e questo vuol dire che molte altre donne possono arrivare dove mi trovo ora io – ha spiegato la de Villota, 31enne spagnola figlia d’arte – È semplicemente una questione di impegno, duro lavoro e talento: anche le altre donne, applicandosi, possono superare ogni ostacolo».

Eleonora Ottonello

Foto homepage via: f1grandprix.it

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