Foibe, giornata del ricordo: a Basovizza disertano le autorità

foibe

10 febbraio, Giorno del Ricordo (foto da valtiberinainforma.it)

Roma - Oggi 10 febbraio è  il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 dal Parlamento italiano per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. In varie città d’Italia si stanno rivivendo quei drammi che hanno contraddistinto le vicende storiche e umane negli anni dal 1943 al 1954 al confine Orientale d’Italia. In tutte le manifestazioni un comune denominatore: spiegare alle giovani generazioni cosa furono quei drammi e come maturarono.

La cerimonia principale si è svolta così, davanti a una folla di persone, alla foiba di Basovizza. Cerimonia alla quale, dopo anni, non è intervenuta nessuna alta autorità o rappresentante del mondo politico. L’anno scorso, c’era il presidente del Senato, Renato Schifani; l’anno prima, quello della Camera Gianfranco Fini. La celebrazione è stata organizzata da Comune e Provincia di Trieste, Comitato per i Martiri delle Foibe e dalle associazioni legate al mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

«La memoria deve essere condivisa, non dobbiamo dimenticare nessuno degli orrori e delle tragedie del Novecento, in particolare quelli che hanno toccato nel vivo la coscienza del popolo italiano dopo tanti anni in cui sono stati nascosti» dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel rendere omaggio alle vittime della tragedia delle Foibe. Dopo aver deposto una corona d’alloro sull’Altare della Patria in ricordo degli esuli Giuliano-Dalmati e delle vittime delle Foibe.

Le foibe, cavità carsiche a imbuto rovesciato, furono usate come discariche dagli eserciti austroungarico e italiano durante la prima guerra mondiale e, dopo l’8 settembre 1943 divennero la tomba per decine di servitori dello Stato colpevoli solo di rappresentare il dominio italiano in quelle terre occupate dal fascismo. La tragica pratica venne poi utilizzata dalle truppe titine sul Carso triestino durante i 40 giorni di occupazione delle città di Trieste e Gorizia per disfarsi così degli oppositori anticomunisti e dei patrioti italiani.

L’esodo - si calcola che circa 350 mila persone abbiano lasciato le coste istriane e dalmate per riparare chi in Italia chi all’estero – cominciò subito dopo la fine della guerra mondiale, ed ebbe il suo epilogo quando fu chiaro che l’ex zona B del territorio libero di Trieste sarebbe passato sotto il controllo jugoslavo. Furono centinaia di migliaia le persone che, disperate, abbandonarono tutto.

«Desidero unirmi idealmente a tutti coloro che prenderanno parte alle celebrazioni del Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale per mantenere viva la memoria di quei terribili eventi che hanno lasciato un dolore indicibile ed una ferita profonda in tante famiglie italiane» afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini.

«Ricordiamo commossi gli italiani sterminati nelle foibe e tutti coloro che furono cacciati dalle loro case in Istria, a Fiume, in Dalmazia. Questa memoria va condivisa da tutta la nazione, per rendere onore alle vittime di uno sterminio e ricordare violenze e prevaricazioni di ogni tipo. Mai piu’ pagine strappate, ma per sempre omaggio a chi pago’ cosi’ duramente l’amore per la patria italiana» afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano.

«Questa Giornata restituisce all’Italia la memoria di un dramma per troppo tempo negato e permette a ogni cittadino di sentirsi parte di un’unica comunità. Coltivare la memoria e la storia di quegli eventi è necessario per il rispetto dovuto ai 20mila infoibati e alla dignità offesa di 350mila profughi istriani, fiumani e dalmati. E’ fondamentale che in quel confine si sia lavorato, in questi anni, per sanare le ferite del passato e che si possa oggi guardare con fiducia a un futuro di convivenza e di collaborazione. Alle nuove generazione spetta il compito di impegnarsi affinchè l’umanità possa emanciparsi dall’odio e dal pregiudizio.» Queste invece le parole del leader del Pd, Pierluigi Bersani. 

foto preview da ilfattoquotidiano.it

Davide Lopez
@davidelopez1986

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