Flash mob all’Ikea: bacio libero contro Giovanardi

 

La pubblicità di Ikea al centro delle polemiche

Roma – Tempo fa una pubblicità di Ikea (che riportiamo nella foto qui accanto) destò le ire di molti ultraconservatori e, recentemente, del sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi.

«Contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione, offensivo, di cattivo gusto. L’Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine famiglie è in aperto contrasto con la nostra legge fondamentale che dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio» così il sottosegretario a proposito del manifesto in circolazione.

Per rispondere alla reazione di Giovanardi – offensiva e ottusa sotto molti punti di vista – è stato organizzato un flash mob per sabato 30 aprile presso l’Ikea di Porta di Roma, nella capitale.

L’appuntamento è per le 15.00: «Saremo alla sede Ikea della Bufalotta per il nostro “bacio libero” in risposta al sottosegretario alla famiglia Giovanardi. Per questo quel giorno ci divideremo in coppie e comunque saremo composti, qualunque sia il nostro genere di famiglia, alle 15 in punto, ci baceremo per un minuto in modalità freeze. Entreremo poi mano nella mano nel negozio».

Così si legge sulla pagina Facebook dell’evento, visto che la mobilitazione è nata proprio sul web e gli organizzatori dichiarano: «Noi ci riconosciamo in un’idea di famiglia fondata sull’affetto, sulla solidarietà e sulla scelta di stare insieme e per questo saremo sabato davanti all’Ikea di Porta di Roma, a scambiarci un bacio che simboleggia quella scelta e quella solidarietà di tutti e per tutti».

Continua così, sempre più aspro, il dibattito sull’omosessualità, mentre si avvicina l’Europride di Roma – manifestazione che si terrà dall’1 al 12 giugno e che rappresenta il più grande evento lgbt d’Europa – e si accavallano le infelici dichiarazioni di molti personaggi, non ultimo il sindaco leghista di Treviso Gian Paolo Gobbo che ha dichiarato: «Il problema non è quello dei manifesti dell’Ikea, non è fine a se stesso: il problema è quando c’è l’esasperazione e ci si mette nelle piazze e nei giardinetti: si tratta di decoro pubblico. Io multerei due uomini che si baciano in un parco della mia città. Certe cose si facciano in situazione private».

Un ennesimo chiaro sintomo di come i diritti civili e le libertà individuali siano sempre meno nostre, di come siamo sempre meno liberi di decidere delle nostre vite.

Francesca Penza

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