Firmati i documenti per la liberazione di San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi

Rangoon – Il 13 Novembre, il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi finirà di scontare la sua pena, dopo sette anni ininterrotti trascorsi agli arresti domiciliari. Sono ore di trepidante attesa a Rangoon, la più grande città della Birmania. Fonti militari locali hanno confermato la notizia dell’imminente rilascio del leader dell’opposizione birmana. Attualmente, centinaia di sostenitori si stanno radunando davanti la sua abitazione e aspettano il momento di festeggiarla. Per questioni di sicurezza, la zona è pattugliata da numerose forze di polizia. È iniziato il countdown.

E mentre Rangoon si prepara ad un momento di festa, alcuni rappresentanti dell’Onu hanno rinnovato il loro appello al regime militare affinchè domani San Suu Kyi venga rilasciata allo scadere dei termini della detenzione e vengano abolite tutte le restrizioni emanate riguardo la sua persona. In linea teorica, la leader birmana avrebbe dovuto essere liberata già nel maggio 2009, ma a causa dell’ospitalità data ad un cittadino americano che era entrato nella sua abitazione di nascosto a nuoto, le erano stati inferti altri 18 mesi di reclusione perché colpevole di aver violato le regole dei suoi arresti domiciliari. Sull’episodio si espressero molte organizzazioni umanitarie di tutto il mondo che interpretarono l’accaduto come un espediente della giunta militare per escludere Suu Kyi dalle elezioni.

La liberazione del Premio Nobel giunge infatti ad una settimana di distanza dalle elezioni del 7 novembre scorso. Il presidente Obama, lasciando Mumbai per New Delhi, ha definito questo episodio una “vile manipolazione” da parte del regime birmano che ha impedito a osservatori internazionali e a giornalisti stranieri di assistere al processo di voto. Secondo molti osservatori diretti, l’affluenza alle urne è stata esigua, si attendono i risultati ufficiali, ma tutto l’Occidente ha già giudicato una “farsa il voto del 7 novembre”. Le elezioni non sono state né libere né giuste. Aung Sang Suu Kyi e gli altri prigionieri politici verranno rilasciati domani come previsto?

Margherita Kochi

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