Finalisti Premio Strega 2014: Il desiderio di essere come tutti

Premio Strega 2014

Premio Strega 2014

Nato nel lontano 1947 per mano di Maria e Goffredo Bellonci, il Premio Strega è ancora oggi il premio letterario più importante e prestigioso d’Italia, divenuto, nei lunghi anni della sua esistenza, un vero e proprio simbolo della crescita culturale e letteraria del paese. Negli anni il Premio Strega ha accompagnato i lettori alla scoperta dei grandi titoli della letteratura italiana, divenendo uno strumento importante e necessario per la diffusione del libro e della lettura, capisaldi dell’informazione e della storia del nostro paese.

PREMIO STREGA 2014, LA CINQUINA DEI FINALISTI - Ogni anni il riconoscimento viene assegnato ad un libro pubblicato nell’arco di tempo che intercorre tra l’1 aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo di quello in corso; la scelta del vincitore è affidata agli Amici della domenica, giuria composta da quattrocento personalità della cultura che svolgono l’arduo compito di valutare i differenti libri in gara.
L’11 giugno si è chiusa la prima votazione ufficiale, dando così vita alla cinquina ufficiale dei finalisti che vede concorrere per l’assegnazione del Premio Strega 2014: Non dirmi che hai paura (Feltrinelli) di Giuseppe Catozzella (voti 57); Il padre infedele (Bompiani) di Antonio Scurati (voti 55), Il desiderio di essere come tutti (Einaudi) di Francesco Piccolo (voti 53), La vita in tempo di pace (Ponte alle Grazie) di Francesco Pecoraro (voti 49) e Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori) di Antonella Cilento (voti 46).

WakeUpNews, attento ai risvolti culturali dell’Italia e desideroso di aiutare la diffusione della letteratura e delle arti, svolgerà un approfondito viaggio attraverso i cinque libri finalisti del Premio Strega 2014, provando a carpirne gli aspetti reconditi e offrendo al lettore le necessarie informazioni per scegliere, ogni giorno, di continuare a leggere.

 

Il desiderio di essere come tutti

Il desiderio di essere come tutti

IL DESIDERIO DI ESSERE COME TUTTI - «Il 22 giugno 1974, al settantottesimo minuto di una partita di calcio, sono diventato comunista»; è questo l’incipit della storia raccontata da Francesco Piccolo nel romanzo Il desiderio di essere come tutti; il libro comincia proprio da una storia d’amore, una delle più intense che attraversa la vita di un uomo e, proprio per questo, anticonvenzionale o, per lo meno, differente da quella che l’immaginario comune è portato a pensare. È una storia d’amore verso l’evoluzione del proprio Paese, dei partiti politici e della storia cronologica e sociale che, in modo indissolubile, si mescola con la vita privata e con la quotidianità di ognuno proprio perché, inconsapevolmente e, a volte, senza volerlo, si è sempre una singola parte del tutto.

LA CRESCITA PERSONALE ED IL PARTITO COMUNISTA - Francesco Piccolo racconta la storia dell’Italia e del Partito Comunista Italiano attraverso la sua evoluzione personale, la sua infanzia, l’ adolescenza e la maturità, fasi della vita legate dal mordente, dalla rabbia e dall’affezione nei confronti dei diversi personaggi politici incontrati e dei movimenti sociali vissuti (da Enrico Berlinguer, passando per Bettino Craxi e arrivando a Silvio Berlusconi); attraverso una personalissima e intima visione, lo scrittore mette insieme l’Italia e la storia di questa, donandogli un tocco tragicomico ed una descrizione innovativa  che dona a tutto il racconto un’incredibile nota di autenticità e di immedesimazione.
Piccolo affronta così il compromesso storico di Berlinguer, il rapimento Moro, la caduta del governo Prodi per “mano” di Bertinotti e l’ascesa al potere di Berlusconi, con il conseguente dilagare del berlusconismo, episodi storici e sociali che egli stesso vive con l’intensità e il fervore di un italiano attento e socialmente impegnato. Il desiderio di essere come tutti unisce così l’unicità e la personalizzazione di un uomo al racconto storico di un intero paese e, soprattutto della Sinistra italiana, e lo fa attraverso una reinterpretazione minuziosa e piacevolmente sporcata dal ricordo intimo; il libro diventa un racconto romantico, in cui la politica e la società diventano i protagonisti dell’amore dello scrittore, dal quale il lettore, per affinità o per contrarietà, si troverà inevitabilmente coinvolto.

'TUTTI', riferimento al titolo dell'Unità sui funerali di Enrico Berlinguer

‘TUTTI’, riferimento al titolo dell’Unità sui funerali di Enrico Berlinguer

UNA DUPLICE BIOGRAFIA ITALIANA - Il desiderio di essere come tutti diventa un intelligente e prolungato processo di interiorizzazione dell’Italia sociale, la cui descrizione si arricchisce di particolari emotivi ed emozionanti, quasi carnali, tralasciando la descrizione storica asettica e cronologicamente impersonale. Francesco Piccolo mette insieme una duplice biografia, la sua e quella della Sinistra Italiana, raccontando la sua voglia di esprimere se stesso e di essere accettato dagli altri proprio attraverso la scelta politica; la stessa scelta che, contrariamente al volere e agli intenti, diventa un grande ostacolo nei confronti del piccolo mondo che lo circonda: il padre non accetterà mai il suo essere comunista e continuerà a dirgli «fa il comunista con la macchina di papà» e il mondo rivoluzionario, rappresentato dal Movimento studentesco, al quale vorrebbe avvicinarsi, lo definisce troppo borghese e «quando ci sarà la rivoluzione i primi a sparire saranno i borghesi come lui».
La volontà di essere come tutti, di sentirsi parte attiva di un gruppo, diventa così il fine a cui aspirare; quel TUTTI, parte integrante del titolo soprattutto per la grafica e l’imponenza nella copertina, rappresenta la volontà di Piccolo e dei compagni dell’epoca richiamando, senza mezzi termini, la copertina dell’Unità che salutava Enrico Berlinguer nel giorno dei suoi funerali.

SOPRAVVIVERE AL FERVORE POLITICO - Lo scrittore, analizzando la caduta del Partito Comunista ed il degrado di una certa sinistra italiana, troppo impegnata a fare dell’ideologia anacronistica all’interno dei salotti borghesi, conclude il suo racconto in modo gioviale e giocoso, rifuggendo l’opacità dell’èlite e aspirando alla vera ricerca della felicità individuale che deve, inevitabilmente, convivere con l’impegno sociale, anche a costo di sposare una scelta di superficialità.
Paolo Sorrentino, che insieme a Domenico Starnone ha presentato il libro al Premio Strega 2014, racconta in poche righe il significato recondito del libro:«Non solo ci rammenta che non possiamo sfuggire alla tentazione di “non stare nel mondo”, ma ci suggerisce anche una via, con sincerità e senza presunzione, sul come starci, in questo mondo e in questo paese», esprimendo a pieno la chiave di lettura finale de Il desiderio di essere come tutti. Piccolo, con ironia ed inevitabile provocazione, sdogana la superficialità, così malvista dalla sinistra presuntuosa, e la ritiene una via esistenziale consolatoria che, in fin dei conti, può andare bene ed essere accettabile se mira alla felicità; una superficialità che rischia di essere finta, soprattutto se paragonata alle brutture del mondo, ma che può servire all’uomo per vivere in pace con se stesso, rimanendo, però, consapevole di essere parte e causa della rovina sociale.

Francesco Piccolo

Francesco Piccolo

COMPROMESSO STORICO TRA SE STESSO E LA STORIA - Il romanzo così finisce per essere un vero e proprio compromesso storico che Francesco Piccolo mette in atto con se stesso e con la storia, sdoganando il narcisismo del PCI e trovando nell’apparire dell’epoca del berlusconismo un punto comune con l’umanità intera; lo scrittore mette così insieme, infrangendo alcune barriere concettuali, due epoche storiche contrapposte suddividendo, tramite queste, la propria vita:  Io e Berlinguer: la vita pura e Io e Berlusconi: la vita impura.

Il desiderio di essere come tutti è un libro che, indubbiamente, può dividere il lettore, poiché mette insieme ideologie, fatti e cronologia storica attraverso il sentire emotivo e decisamente personale (intento, per altro, dichiarato sin dal principio), rischiando così di alterare alcuni episodi reali; ma è un libro utile e piacevole per i molti che hanno vissuto in prima persona le stesse sensazioni, o anche quelle contrapposte, ed è un libro che potrebbe diventare appassionante per molti giovani che conoscono la storia della sinistra italiana, ma non hanno avuto testimonianza dei risvolti intimi delle singole persone.

Alessia Telesca

foto: premiostrega.it; alessandria.bookrepublic.it; isantesi.files.wordpress.com; picenooggi.it

 

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