Finalisti Premio Strega 2013: ‘Le colpe dei padri’ di Perissinotto – Recensione

Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri (criticaletteraria.org)

Correva l’anno 1947 quando nel salotto letterario di Goffredo e Maria Bellonci si decise di istituire un premio letterario, allo scopo di aiutare in un periodo storico in cui tutto, dalle basi culturali alle fondamenta dei palazzi, andava ricostruito. Un evento che avrebbe ottenuto l’appoggio di giornalisti, letterati, artisti di ogni genere. Non bastava però! Serviva anche un finanziatore, uno “sponsor”. La soluzione venne da Guido Alberti, proprietario della casa produttrice di un liquore che diede il nome al premio e che, ancora oggi, continua a finanziare la manifestazione: nacque così il Premio Strega, che presto avrebbe preso il titolo di premio letterario italiano più prestigioso e avrebbe ottenuto un certo peso anche a livello europeo. Il premio viene assegnato a un libro pubblicato in Italia tra il 1º aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo dell’anno in corso. Il primo a vincere il premio fu Ennio Flaiano con Tempo di uccidere.

La tradizione del Premio è arrivata sino ad oggi, e per l’edizione del Premio Strega 2013, proprio questo 12 giugno, è stata designata la cinquina dei finalisti. Al termine dello scrutinio (408 su 460 votanti – di cui 160 voti online -, pari all’88,69%; 2 schede bianche) il presidente di seggio Alessandro Piperno, vincitore del Premio Strega 2012, affiancato dal presidente della Fondazione Bellonci Tullio De Mauro, ha annunciato ufficialmente la cinquina di libri e autori finalisti del premio di quest’anno. Tra questi vi è Le colpe dei padri di Alessandro Perissinotto, della Piemme Editore.

È la storia di Guido Marchisio, un uomo di 46 anni, che ha una felice esistenza a Torino. La sua vita è fantastica, sempre in salita, piena di soddisfazioni e buone notizie: per fare un esempio, è dirigente di una multinazionale e la sua compagna è bellissima e più giovane. Fino al 26 ottobre 2011, data che crea una frattura tra il suo passato e il suo futuro. Quella mattina un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato misterioso? Giorno dopo giorno questo pensiero diventa per Guido un’ossessione. Le sue certezze, i suoi punti di forza scompaiono: il suo ruolo di freddo manager di successo, la sua figura di uomo affascinante. Tutto vola via, per colpa di quel sospetto, e svanisce. Contemporaneamente a lui, la sua industria e il sistema per cui lavora inizia a sgretolarsi, quasi il destino voglia accompagnare Guido in questa sua crisi.

Alessandro Perissinotto (equi-libri.it)

Per quanto la trama sia centrata su un conflitto interiore di un soggetto, la novità che ha permesso la candidatura dell’autore è il fatto che egli, nel presentarci la lotta e il tormento di Guido, scava anche nel passato della nostra nazione. Man mano che Guido ricostruisce i vari pezzi della sua vita, il lettore rievoca insieme al protagonista date ed eventi che provocano nella sua mente “strani cortocircuiti”, che l’autore definisce “Flash-Bulb”, cioè l’emergere di memorie individuali o collettive di eventi e situazioni non necessariamente vissute in prima persona, ma che ci fanno sentire emotivamente parte della storia.

Tra queste troviamo eventi politici e sociali che hanno cambiato definitivamente la vita degli italiani e ne hanno sconvolto il pensiero. Sono ricordati eventi politici che ribaltarono l’Italia, come gli anni di piombo, la bomba di Piazza Fontana o il rapimento di Moro; ma anche il vissuto quotidiano degli anni Settanta e Ottanta, come i programmi televisivi, Carosello e il Rischiatutto. Nella descrizione, però, l’autore evidenzia anche eventi che amaramente mostrano che il passato può ripetersi: la cassa integrazione di quegli anni e ora così forte nei nostri giorni, la mancanza di differenza che passa nella paura degli attentati terroristici di ieri e di oggi, l’economia che si cura ancora non puntando sulla base e sul lavoro, ma riducendo personale e licenziare senza colpo ferire, per poi dimostrare comunque l’inefficacia della “medicina”.  È un presente già passato, che si presenta solo nei suoi aspetti peggiori, come qualcosa che non è stato ben fatto e di cui ora se ne pagano le conseguenze, che però questa volta potrebbe essere fatale.

La critica lo ha già giudicato come un’opera «densa, ricca e ben scritta», che fa capire il vero motivo del nome del libro, nonché uno dei possibili vincitori del Premio Strega di quest’anno. Purtroppo dovremmo aspettare la cerimonia del 4 luglio per saperlo. L’autore però si considera già un vincitore, come spiega questa sua dichiarazione: «Dai 14 ai 18 anni sono stato in officina al tornio e alla fresa. Ora il più grande gruppo editoriale ritiene che il mio romanzo abbia dignità per partecipare al premio. Le sembra poco?»

Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri, Piemme, aprile 2013, pp.322, euro 17,50

Francesco Fario

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