Finalina-show, la Germania sale sul podio

Si gioca a viso aperto tra Germania e Uruguay. Müller sblocca, Cavani e Forlan ribaltano, Jansen e Khedira decidono. Muslera regala 2 gol, ma alla fine festa uruguagia e rimpianti tedeschi

di Francesco Guarino

Il polpo-veggente Paul pronostica correttamente la vittoria degli spagnoli sulla Germania (adnkronos.com)

Dopo l’infausta (e corretta) profezia del polipo più famoso del mondo, i tedeschi agguantano nuovamente il terzo posto al Mondiale, medesimo piazzamento di 4 anni fa. Grande amarezza dopo l’eliminazione con la Spagna, grande divertimento ieri sera per tutte e due le quasi finaliste: l’Uruguay recrimina per un Muslera con la testa già in vacanza, la Germania ruggisce e si prende il podio a 8 minuti dalla fine.

GRANDI PAPERE, GRANDI GOL – A Port Elizabeth al 19’ Muslera apre ufficialmente la stagione delle ferie: il tiro di Schweinsteiger dalla distanza non è irresistibile, ma lo Jabulani e i guanti del portierino laziale partoriscono un inguardabile effetto-saponetta. Il baby-fenomeno Müller è lesto ad insaccare il tap-in. Dieci minuti dopo lo stesso Schweinsteiger si appisola palla al piede e Cavani può impattare il risultato su assist di Perez. Nella ripresa dopo 6 minuti arriva uno dei gol più belli di questo Mondiale, il centro numero 5 firmato Diego Forlan: cross dalla destra di Arevalo, mezza rovesciata e palla imparabile alle spalle di Neuer. Neanche il tempo di gioire che Muslera fa il bis, uscendo a farfalle su un cross al centro di Boateng e lasciando la porta spalancata al facile pareggio di Jansen. I supplementari sembrano essere l’unica strada percorribile per le due squadre, ma al 37’ una carambola in area dell’Uruguay innesca il colpo di testa di Khedira. Muslera non è reattivo neanche stavolta, ma non può fare più di tanto ed è il 3-2 definitivo. I sogni sudamericani si spengono sulla traversa di Forlan due minuti dopo il novantesimo, ma per la Celeste di Tabarez ci sono solo applausi.

Thomas Müller, baby-fenomeno della Germania con la maglia del Bayern Monaco (sportpedia.net)

RIMPIANTO GERMANIA – Delusione invece per i teutonici: per la seconda volta consecutiva la corazzata tedesca si è fermata a un passo dalla finale, palesando una grande scioltezza nelle partite del girone o in quelle interlocutorie, salvo poi impattare contro l’ostacolo al momento decisivo. La vittoria-monstre contro l’Argentina non è bastata a soddisfare i palati più fini dei tifosi berlinesi, che hanno seguito con fiducia la rassegna sudafricana assiepati alla Porta di Brandeburgo. La Germania ha giocato la sua dodicesima semifinale su 19 edizioni complessive dei mondiali, a testimonianza di una solidità e di una continuità che forse non ha eguali al mondo. I soli tre titoli finali conquistati, però, sono l’altra faccia della medaglia, soprattutto se pensiamo che l’ultimo è arrivato nel 1990 con un rigore a dir poco dubbio. La finale persa nel 2002 contro il Brasile è ormai un ricordo sfuocato, ma i due stop consecutivi alle semifinali gridano vendetta. La stoffa per cucire un capolavoro c’è: la giovanissima Germania di Löw avrà modo di lavorare sui pochi veterani e far crescere i numerosi “baby” che hanno trascinato la squadra sino al gradino più basso del podio. C’è tempo per cesellare e per tornare ad essere così come li vuole l’inno nazionale: Deutschland über alles. La Germania al di sopra di tutto.

Foto homepage: footballpictures.net

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