Festival di Venezia 2015: in concorso Cary Fukunaga e Sue Brooks

I primi film in concorso al Festival di Venezia sono "Beasts of no nation" di Cary Fukunaga - poiettato ieri sera - e "Looking for Grace" di Sue Brooks

manifesto venezia 2015 (www.farefilm.it)

manifesto venezia 2015 (www.farefilm.it)

Si è aperto ufficialmente il settantaduesimo Festival di Venezia, che andrà avanti fino al 12 settembre e che vede in corsa per il Leone d’Oro 2015 ben quattro film italiani. La mostra internazionale d’arte cinematografica si inserisce all’interno della più vasta manifestazione della Biennale di Venezia, che include anche l’Esposizione Internazionale d’arte contemporanea. Il Leone d’Oro è un premio molto ambito, segno del favore della critica cinematografica, al pari della Palma d’Oro di Cannes e del premio del Festival internazionale del cinema di Berlino.

Idris Elba nei panni del "Comandante" (www.empireonline.com)

Idris Elba nei panni del “Comandante” (www.empireonline.com)

PRIMO FILM IN CONCORSO – Il primo film in concorso è Beasts of no nationBestie senza una patria – diretto da Cary Fukunaga, prodotto e distribuito da Netflix. Il film è basato sul romanzo dell’afro-americano Uzodimna Iweala. Un film che ci dimostra come si possa sorridere alla vita pur essendo poverissimi, pur vivendo nella miseria, pur assistendo continuamente a lotte e assassinii tra eserciti e ribelli, a stupri di gruppo, a crudeltà indicibili e disumane. Come quando Agu (Abraham Attah), il bambino protagonista del film – che verrà allevato alla guerra -,  ucciderà una madre che sta subendo uno stupro di gruppo mentre la figlia la guarda, dopo che è stata picchiata a sangue. Nella mente di Agu scatta un barlume di umanità e decide di ucciderla. Sono scene di una crudeltà disumana, ma che i bambini come Agu vedono giorno dopo giorno, ne vengono impregnati: non è semplicemente assassinio, morte. È la ferocia umana in un Paese disgraziato, la crudeltà senza fine delle bestie del titolo, l’orrore e la paura e il desiderio del male che si nutre continuamente di se stesso: stupri, uccisioni di massa, guerra, abusi. Non si può resistere a tutto questo, e difatti Agu non resiste, diventa anche lui una “bestia senza una patria”, un bambino soldato.

Tutto comincia quando il villaggio di Agu viene attaccato: il bambino perde la sua casa e la sua famiglia. È la guerra. Agu cerca di cavarsela come meglio può, finché non incontra il Comandante (Idris Elba), un militare pedofilo, che sniffa polvere da sparo e che ha costituito un esercito di bambini dai dieci ai vent’anni. Il Comandante li indottrina, essendo i bambini di quell’età facilmente plasmabili psicologicamente e li trasforma in macchine di morte. Agu diventa uno di loro: uccide, sniffa polvere da sparo, impara la crudeltà e la ferocia, dimentica la pietà, ma poi non ci mette molto a rendersi conto che le cose non stanno così come racconta il Comandante. Anche se non si può tornare più indietro, anche se come lui stesso afferma attraverso la voce fuori campo «Penso che tutto si muova così velocemente e che sarò vecchio prima che la guerra sia finita. Non potrò mai tornare il bambino che ero una volta».

Beasts of no nation ci mostra l’altra faccia della medaglia: per intenderci, quella che la maggior parte di noi non vuole vedere. È un film nauseante, terrificante, che non tratta con indulgenza e tolleranza il pubblico. Esiste una ferocia umana indicibile, che va mostrata se si vuole comprenderla, altrimenti è la fine dell’umanità, in tutte le accezioni del termine. Per tutto questo probabilmente il film non vincerà alcun premio, perché siamo abituati a girare la testa dall’altra parte. O forse no.

Le protagoniste femminili di "Looking for Grace" (www.sbs.com.au)

Le protagoniste femminili di “Looking for Grace” (www.sbs.com.au)

IL SECONDO FILM IN CONCORSO – Il secondo film in concorso è Looking for Grace, che sarà proiettato oggi pomeriggio alle 17.00 in Sala Grande e poi alle 20.00 al PalaBiennale. Un film che, come ha dichiarato il regista Sue Brooks, non ha nemmeno un eroe. Un film sull’amore, o meglio, sui legami che uniscono le persone loro malgrado.

SINOSSI – Grace (Odessa Young), sedici anni, scappa di casa con la sua migliore amica dopo aver rubato dei soldi al padre per andare al concerto della loro band preferita. Per ritrovarla i suoi genitori, Dan e Denise, si mettono in viaggio insieme a Norris, un investigatore privato in pensione. Ma la vita sembra disfarsi più velocemente di quanto loro riescano a tenerla unita. Grace, Dan e Denise imparano che la vita ti confonde ed è arbitraria, ma è meravigliosa. Looking for Grace parla di come si possa trovare un senso nel caos della vita e di che cosa questo significhi. È un film drammatico e sarcastico che parla di bugie, di segreti, di dolori grandi e piccoli, e di amore.

Mariangela Campo

@MariCampo81

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