Festival di Berlino: da Wes Anderson a ‘Love is strange’

Wes Anderson (sentieriselvaggi.it)

Wes Anderson (sentieriselvaggi.it)

«Abbiamo bisogno di artisti e intellettuali a cui non dobbiamo chiedere per favore. La Berlinale è un festival per le persone». Con queste parole Dieter Kosslick, direttore del Festival del Cinema di Berlino, ha voluto mettere in luce, durante la cerimonia di apertura, il carattere “popolare” del festival, valorizzando l’attenzione e la cura per il pubblico cinefilo prima ancora che per la ristretta nicchia di addetti al settore.

I PRIMI FILM IN CONCORSO – Ad aprire la sezione dei film in Concorso al Festival di Berlino è stato The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson, attesissimo non solo dai più accaniti fan del regista ma da tutto il pubblico che ieri sera è letteralmente impazzito alla vista del (quasi) intero cast della pellicola sul red carpet. Da Ralph Fiennes a Edward Norton, passando per Tilda Swinton, Bill Murray, Willem Dafoe e Lea Seydoux, Anderson ha scelto una costellazione di attori eccezionali per raccontare una commedia rocambolesca dai soliti toni vivaci, celata dietro l’apparente veste di un thriller.

La fantastica avventura di Monsieur Gustave (interpretato da Ralph Fiennes), collocata in un contesto storico ben preciso, gli anni della Belle Époque, e nel Paese immaginario di Zubrowka, ha scatenato l’entusiasmo in sala, confermando ancora una volta l’estro creativo del regista, per la terza volta presente alla Berlinale, che ha dichiarato espressamente di aver tratto l’ispirazione per questa storia dai romanzi dello scrittore austriaco Stefan Zweig.

La seconda giornata del festival porta altri tre interessanti film in Concorso: con Two Men in Town torna alla Berlinale il regista algerino Rachid Bouchareb (che aveva vinto nel 2009 l’Orso d’argento per London River), affidando al premio Oscar Forest Whitaker (nelle sale italiane con The Butler – un maggiordomo alla Casa Bianca) e a Brenda Blethyn (indimenticabile interprete di Segreti e Bugie e L’erba di Grace) una difficile storia sull’incontenibile forza della violenza e sul processo individuale di conversione all’islamismo. ‘71, intenso thriller di Yann Demange (regista noto soprattutto per serie televisive), racconta, invece, l’attentato terroristico perpetrato a Belfast dall’IRA nel 1971, scegliendo il punto di vista di un giovane soldato inglese che viene accidentalmente abbandonato e dal resto della sua unità di comando. Mostra di dividere la critica uno dei quattro film tedeschi in concorso, Jack di Edward Berger, storia drammatica di un bambino di dieci anni costretto a prendersi cura, oltre che di se stesso, del fratello più piccolo.

John Lithgow (movieplayer.it)LE ‘PERLE’ NELLA SEZIONE PANORAMA – La sezione Panorama, in assoluto la più ricca e la più innovativa della rassegna, ha proposto oggi tre pellicole imperdibili. Anzitutto il suggestivo 20,000 Days on Earth, docu-film diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard , già premiato al Sundance, incentrato sul musicista australiano, Nick Cave, considerato un’icona della musica rock internazionale. Il film vuole rappresentare ventiquattr’ore, più esattamente il ventimilesimo giorno, nella vita della star per descriverne da vicino la potenza creativa. Un’icona del mondo della moda è, invece, protagonista della seconda interessante proposta di questa sezione, Yves Saint Laurent, biopic sull’ascesa dello stilista, a partire dagli anni ’50, affiancato dal fedele compagno Pierre Bergè (figura che ritroviamo, rappresentata in tutta la sua amorevole devozione al partner, nel raffinato documentario L’Amour Fou, presentato al Festival di Roma nel 2010).

L’AMORE GAY DOPO I 60 ANNI – Forse il film più curioso di questa seconda giornata è Love is strange di Ira Sachs (già autore di Keep the lights on), in cui due grandissimi attori, Alfred Molina e John Lithgow, interpretano una coppia omosessuale “matura” che, dopo quasi quarant’anni di vita insieme, è pronta a pronunciare il fatidico “sì”. La storia, ambientata a New York nel 2011, quindi subito dopo l’approvazione del matrimonio omosessuale, gioca su una serie di spiacevoli ostacoli e contrattempi che impediscono ai due di sposarsi fino all’epilogo a sorpresa.

(Foto: repubblica.it / sentieriselvaggi.it / movieplayer.it)

 

Giulio Luciani

@julienlucien 

 

 

 

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