Festa della donna: il giorno perfetto per dire no alle quote rosa

festa della donna

Anche quest’anno è arrivato l’8 marzo, la festa della donna. Non c’è occasione migliore per ricordare che non esiste cosa più sessista delle quote rosa, conosciute anche come parità di genere.

Per quale motivo una qualsiasi persona dovrebbe accedere ad una carica pubblica? In un paese meritocratico la risposta sarebbe a dir poco scontatissima: per i propri meriti, le proprie conoscenze, il proprio curriculum. In Italia però la parola “meritocrazia” in fondo non piace a nessuno ed infatti non viene mai applicata. Ed infatti sia a livello nazionale con il nuovo Italicum che a livello comunale, europeo (ed anche in molte regioni), è stata introdotta la preferenza di genere. Cioè la morte della meritocrazia. Lo dice anche la Costituzione all’articolo 51: «Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza».

Chi ha a cuore la festa della donna dovrebbe sapere che riservare una qualsivoglia carica alle donne è a dir poco umiliante. Il messaggio che si manda alle giovani donne è terribili. E cioè: “guardate che non serve studiare, vi basta essere donne”. È veramente questo quello che si vuole insegnare alle giovani generazioni? Che in nome del buonismo e del politicamente corretto non occorre pi lavorare duro per conquistarsi un bel futuro?

festa della donna

Le conseguenze di questo modo di pensare sarebbero terribili. Se l’unico requisito necessario per accedere alle cariche pubbliche fosse essere donna, allora l’Italia si potrebbe ritrovare ad avere alla Camera e al Senato Valeria Marini, Sara Tommasi, Barbara d’Urso. Persone rispettabilissime, ma che con la politica non hanno nulla a che fare (così come tanti uomini).

Molto si è parlato di Samantha Cristoforetti e sicuramente verrà tirata in ballo anche oggi visto che è la festa della donna. Un esempio perfetto per capire l’inutilità delle quote rosa. Se adesso Samantha Cristoforetti si trova nello spazio non è perché la Nasa ha pensato che non portare una donna sarebbe stato scorretto, ma perché Samantha Cristoforetti ha faticato ogni giorno della sua vita per arrivare a tale risultato e non si è mai arresa. Come tutte le grandi donne, delle quota rosa Samantha Cristoforetti non ne ha avuto il minimo bisogno.

Margaret Thatcher è stata tre volte Primo Ministro in Gran Bretagna. E non grazie alle quota rosa ma perché era brava. Angela Merkel è la Cancelliera della Germania da quasi dieci anni perché ha sempre battuto gli altri. Hillary Clinton è stata Segretario di Stato non perché ha vinto una speciale lotteria il giorno della festa della donna ma perché è preparatissima.

Le donne intelligenti, insomma, la concorrenza maschile la battono con il cervello. E non con le quote rosa.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: toscana.italiadeivalori.it; futura.unito.it

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