Le Femen e la Innocenzi sinonimo di Libertà d’espressione? No, grazie

Le Femen e la Innocenzi a difesa della libertà d'espressione: il nudo e il blasfemo come forma di protesta

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Gruppo di sostenitrice di Femen, il movimento attivista di protesta in topless (Dagospia.it)

C’erano una volta le donne, quelle vere, che con grande dignità e mosse da veri valori rischiavano anche la vita per grandi ideali, con sommosse, rivolte,  etichettate come “femministe” che hanno scritto pagine di storia nel secolo scorso.

Nuove eredi e promotrici dei diritti delle donne del terzo millennio sembrano essere  le Femen, movimento di attiviste in topless nato nel 2008, guidato da Anna Hutsol, che ha come scopo non solo la storica guerra tra sessi e l’emancipazione femminile, ma sembrano essere più che altro il manifesto di un femminismo mediatico che perora grandi cause contro le autorità religiose, politiche e come nell’ultima manifestazione contro il Papa con spettacoli e siparietti a Piazza San Pietro abbastanza provocatori e blasfemi.

DIO NON E’ UN MAGO – A petto nudo, nella piazza cuore  pulsante della religione contro la visita del Papa al Parlamento Europeo al grido Keep it inside (“Mettilo dentro”) con gesti molto espliciti e riferimenti alla sessualità con un crocifisso al suono dello slogan God is not a magician, Pope is not a politician  (“Dio non è un mago, il Papa non é un politico”). Un episodio sicuramente al centro dei riflettori di tutto il mondo, discusso, contestato, da parte di alcuni, anche ammirato,ma per chi si sofferma a pensare un attimo al significato della parola LIBERTÁ  universale, cosa c’è di meno libero nel negare il diritto di esprimersi a qualcuno, in questo caso, ad un’autorità mondiale quale il Papa?

LA INNOCENZI NON FA MAGIE – Non paghe di aver avuto come palcoscenico San Pietro e le telecamere del mondo addosso, le Femen, hanno pensato di replicare lo spettacolo sotto i riflettori della trasmissione Anno Uno della rete televisiva La7, hanno messo in scena un balletto provocatorio con  una preghiera anticlericale in cui chiedono un mondo senza religione, senza regole, mettendo in guardia il pubblico sul pericolo che corrono i nostri diritti perché il Papa andrà a Strasburgo il 25 Novembre. La protesta chiosa con un Fuck the Pope e il lancio di preservativi che ha indignato il pubblico presente e ha destato l’ira di Gian Luca Brambilla, imprenditore, ospite del programma per discutere di lavoro e politica, che è andato via dallo studio, offeso.

La conduttrice Giulia Innocenzi ha rincarato la dose dichiarandosi:«Molto orgogliosa di averle potute ospitare. Questa è la bellezza della libertà d’espressione» dichiarando la sua indignazione verso il pubblico dello studio perché queste donne esprimono con il loro corpo, in questo caso, un mezzo, le loro ideologie,denunciano delle situazioni che mettono in pericolo la democrazia e la libertà della donna, lottando per la sua stessa emancipazione.

LA FEMEN A SENO NUDO – Sarà, ma mostrare il seno e mettere in scena balletti provocanti vanifica le lotte e i sacrifici di chi per la lotta verso l’emancipazione femminile ha dato la sua stessa vita. Spogliarsi per essere ascoltate come donne non è uno dei più antichi atti di dimostrazione di inferiorità e di maschilismo? Rendersi una donna oggetto, mostrarsi come una merce in vetrina, offende le donne che credono nella loro dignità di donna in quanto tale e non usano il proprio corpo come mezzo per un fine? Parlare di libertà d’espressione e voler mettere a tacere l’espressione altrui non sembra quasi una contraddizione in termini?

LA MERA APPARENZA – Da donna, da ragazza, che non pensa di essere bigotta e in quanto sostenitrice della libertà di espressione, principalmente della libertà in senso universale, credo di parlare in nome di tutte le donne che credono nell’uguaglianza dei sessi, nella dignità, nel senso più vero del termine, dicendo di sentirmi offesa da queste dimostrazioni di pseudo femminismo che scade quasi nel pornografico più sciatto e non dà contenuti veri, ma scade nella mera apparenza.

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LA protesta delle Femen a piazza San Pietro (Media.06blog.it)

LA FEMEN DA CLICHES – Una persona che ha delle idee va sempre sostenuta e ascoltata, se queste sono valide, indipendentemente dal sesso, dall’appartenenza politica, dalla nazionalità. Scadere nel volgare, commettere atti blasfemi e puramente provocatori, non fa che sminuire un messaggio, sebbene possa avere in sé anche contenuti forti o importanti. Si vive nel mondo della comunicazione dove i media mostrano con grande prepotenza l’importanza del messaggio e l’efficacia di quest’ultimo in base al mezzo e quello che viene comunicato da queste immagini non sono delle donne libere, ma schiave di clichés dei quali ogni donna ogni giorno vuole liberarsi. Se questo viene visto “con orgoglio” anche da chi come la Innocenzi, fa parte della comunicazione e si professa difensore di diritti, beh … in questo caso si può annunciare a gran voce che il femminismo è morto e hanno ben nascosto il cadavere. Ancora una volta i qualunquismi e le frasi ad effetto (o a caso, in questa situazione) hanno il sopravvento, su questioni e tematiche che invece di superficialità meriterebbero attenzione e più serietà.

Care Femen e cara Giulia, cosa c’è di più maschilista e triste dell’usare il proprio corpo come espressione delle proprie idee? Non si gioca su temi importanti come la libertà delle donne militando tra paillettes e palcoscenici, mentre in altre parti del mondo ci sono donne che rischiano la vita ogni giorno per poter avere i propri diritti e altre che in sordina subiscono ogni giorno violenze inaudite, vittime di padri padroni o mariti schiavisti ai quali non riescono a ribellarsi. Una donna che può definirsi emancipata e vuole essere considerata un essere pensante e non un involucro da portare in giro, non mostra il seno o un fisico scolpito, ma mette a nudo le sue idee, si impone con la cultura, con la tenacia e la pazienza di dimostrare il proprio valore sul campo, non sotto la luce dei riflettori o alla ricerca di share.

Mariateresa Scionti
@marysha87

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