Famiglia- Cav: sono oltre 10 mila i bambini nati nel 2011

Sono 10.078 i bambini nati nel 2011 nei Centri di aiuto alla vita disseminati in tutta Italia (con una media di 52 per ogni Cav). Non erano mai stati così tanti, tanto che, rispetto al 1990 il numero è quasi quadruplicato. Secondo i dati resi noti di recente in un rapporto, sono stati migliaia i bambini nati grazie all’azione di queste strutture e diverse migliaia anche le madre in difficoltà aiutate. Di preciso, le stime disponibili si riferiscono all’attività di 195 dei 329 centri italiani. Dalla nascita del primo centro di aiuto alla vita, nel 1975 a Firenze, si stima che i bimbi aiutati siano stati oltre 140 mila.

Il sostegno dei centri va in varie direzioni: le prestazioni assistenziali sono state decine di migliaia. Tra le più numerose si confermano l’assistenza sociale, psicologica e morale, gli aiuti in denaro, l’assistenza medica. E’ aumentato anche il numero delle gestanti assistite che lo scorso anno sono state 11.329. A queste si sommano tutte le altre donne assistite, in totale 20.901 (107 in media per Cav). Il numero complessivo sale quindi a 35.751 (mediamente 183 per ogni centro).

In genere il contatto con i centri per le donne in gravidanza avviene dopo il primo trimestre (62%). Se resta bassa la percentuale di gestanti inviate a un Cav da un consultorio pubblico (7%), è maggiore il numero di donne inviate da conoscenti o amici (28%). Quelle inviate da parrocchie e associazioni è a quota 9%, mentre le donne inviate da un’altra utente del Cav sono il 7%. Infatti, nel rapporto si sottolinea che, in oltre trent’anni di attività, sono state assistite oltre 450 mila donne, delle quali più della metà non gestanti.

Ma qual è l’identikit di chi chiede aiuto? Coniugate (60%), tra i 25 e i 34 anni di età (53%), casalinghe (37%) o disoccupate (33%), straniere. Sono queste le donne che si rivolgono  di più ai centri di aiuto alla vita. Si chied aiuto per vari e diversi motivi, ma in primo luogo ci sono le difficoltà economiche che interessano quasi la metà delle donne (46%), percentuale che sale al 72% se si sommano le difficoltà per mancanza di lavoro o di alloggio. Altri motivi sono legati per lo più a problemi di coppia, di salute del feto o della madre, rifiuto del partner, età della madre, motivi di studio o lavoro, numero dei figli, e così via.

La quota di immigrate è progressivamente salita nel corso degli anni, passando dal 16% del 1990 al 49% del 1996 all’82% dello scorso anno. Nella metà dei casi si tratta di donne africane (50%), seguite da europee (17%), sudamericane (16%) e asiatiche (10%). “Le gestanti che si sono presentate a un Cav con il certificato per abortire sono state nel 2011 il 7%. Di queste, l’85% ha poi proseguito la gravidanza”. Si legge nel rapporto annuale. In generale il marito o il partner si mantiene prevalentemente contrario all’aborto (36%), anche sei per le gravidanze concluse con il parto il bambino, nel 99% dei casi, è rimasto con la madre.

Chiara Campanella

Foto via mammaland.com; insignebasilicasanlorenzo.wordpress.com;

 

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