Fallimento Spanair: a rischio 2.000 posti

Una passeggera chiede informazioni a un'addetta alla biglitteria Spanair

Una passeggera chiede informazioni a un'addetta alla biglitteria Spanair

Madrid – La Spagna è nel caos. Da venerdì notte la compagnia aerea lowcost Spanair ha cessato all’improvviso le proprie attività. Centinaia di persone, avvisati della cancellazione solo mezz’ora prima del volo, sono rimasti a terra nei principali aeroporti della penisola iberica. I media spagnoli dicono che i passeggeri colpiti dal blocco a sono circa 22 mila, anche se non è stato ancora possibile trovare una conferma di questo dato.

Le ragioni sarebbero d’origine finanziaria. Spanair era infatti da tempo in trattative con Qatar Airways affinché questa acquisisse il 49% delle azioni della compagnia spagnola. “Di fronte alla mancanza di liquidità finanziaria per i prossimi mesi, la compagnia ha deciso di cessare le sue operazioni”: così diceva il comunicato della Spanair in spiegazione della situazione venutasi a creare. Ma sulla crisi avrebbero pesato anche altre situazioni più interne. La Catalogna, alle prese con l’esigenza di ridurre le spese, aveva infatti annunciato che avrebbe tolto i sussidi alla compagnia.

A rischiare il posto di lavoro sono adesso circa 2.000 dipendenti, oltre a 1.200 impiegati della Newco, il personale di terra.
Intanto le compagnie Iberia, Vueling (la lowcost appartenente alla stessa Iberia) ed Easyjet stanno offrendo tariffe scontate, così come le compagnie aeree low cost associate all’Elfaa (European Low Fares Airlines Association) e che volano sulle stesse rotte di Spanair stanno offrendo voli economici per consentire il rientro a casa dei passeggeri abbandonati dal vettore costretto a sospendere le operazioni

Fondata nel 1986, Spanair non è riuscita a risollevarsi dopo il drammatico incidente dell’agosto 2008, quando un suo velivolo si è schiantato in fase di decollo dall’aeroporto di Madrid, causando la morte di 154 persone.

Quello della compagnia spagnola è solo l’ultimo caso di una serie di tagli e crisi che hanno riguardato l’industria del trasporto aereo, che  negli ultimi 40 anni ha avuto una redditività sul fatturato pari al 0,3%. Qualche settimana fa era toccato all’austriaca AirAlps ( ora sostituita nella struttura parmigian da Air Vallèe), ma già prima di essa erano fallite aziende storiche come Twa e Pan Am negli Stati Uniti, la brasiliana Varig, la belga Sabena, la svizzera Swissair, e l’Alitalia, rinata con capitali privati e unita ad Air One, di cui il gruppo Air France-Klm ha il 25%.

Tommaso Tavormina

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