Facebook, attacco allo spam: meno visibilità per pagine ‘esca’

Usate Facebook per cercare di ingannare gli utenti e strappare qualche 'mi piace'? Brutte notizie per voi, da Palo Alto è la lotta allo spam

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Facebook, è lotta allo spam (globalsign.com)

Facebook va all’attacco dello spam e della pagine “acchiappa-mi piace”. Con il nuovo aggiornamento del News Feed (il flusso di notizie, post e contenuti che appare nella homepage di Facebook) i cervelloni di Palo Alto dichiarano guerra alle pagine che cercano di portare gli utenti su link pubblicitari, oppure di catturare mi piace, commenti e condivisioni – quindi visibilità e maggiore possibilità di apparire nel flusso di notizie – con meccanismi puerili ma spesso funzionanti.

Con un comunicato ufficiale della Facebook Newsroom, l’ingegnere software Erich Owens e il product manager Chris Turitzin hanno annunciato importanti cambiamenti tecnici nel News Feed, per contrastare i gestori di pagine che cercano di “forzare” la propria visibilità sul social network più frequentato al mondo. Gli aggiornamenti vanno a combattere le abitudini di 3 tipologie di pagine: le pagine esca, le pagine che ripetono frequentemente gli stessi post e le pagine che veicolano link di spam.

PAGINE ESCA – Pagine esca vengono definite quelle che, ad esempio, pubblicando un post chiedono di votare il contenuto attraverso le tre modalità principali di interazione di Facebook: cliccare mi piace, commentare o condividere. In tal modo il post che ha ottenuto like, commenti o condivisioni ha una movimentazione maggiore, e quindi ha più possibilità di apparire nelle bacheche con cui gli utilizzatori di Facebook interagiscono. Secondo gli studi ed i sondaggi operati dal team di Zuckerberg, questi post, a parità di mi piace-commenti-condivisioni, sono ritenuti il 15% meno interessanti rispetto a post che non hanno richiesto esplicitamente quel tipo di interazione (come ad esempio news giornalistiche o post a discussione spontanea). Con il nuovo aggiornamento saranno penalizzate la pagine che invitano esplicitamente i propri iscritti ad interagire: queste appariranno di meno nelle nostre bacheche ed in quelle dei nostri amici, a parità di interazione con post generati da pagine sulle quali la partecipazione è spontanea e non forzata.

Un esempio di pagina “esca” (newsroom.fb.com)

CONTENUTI A CIRCOLAZIONE FORZATA - Molte pagine tendono a ripetere di frequente la condivisione degli stessi contenuti, per forzarne la visualizzazione magari a fini commerciali. Gli utenti spesso si lamentano della ridondanza e rilasciano feedback negativi alle pagine che pubblicano con frequenza lo stesso materiale. Con il nuovo aggiornamento verrà data meno visibilità alle pagine che forzano la circolazione di pochi contenuti ripetuti di frequente: dai primi test sembra che gli utilizzatori di Facebook tendano a nascondere il 10% in meno di contenuti sul proprio News Feed rispetto a quanto facevano prima. Hanno quindi una bacheca più “pulita”.

SPAM - L’impresa più grande per Facebook è quella di arginare lo spam. Descrizioni ingannevoli, che promettono di visualizzare foto o video curiosi, e che invece portano a pagine pubblicitarie, o magari anche virus. Studiando i dati forniti dal comportamento degli utenti (che passando da determinati link sono portati a cliccare effettivamente mi piace su quel post, oppure decidono di tornarci successivamente per rileggere e/o condividere spontaneamente), Facebook afferma di essere in grado di riconoscere le pagine spam. Dai primi test risulta che gli utenti hanno aumentato del 5% il numero di mi piace sui link visitati. Quindi il News Feed fornisce contenuti più rilevanti e qualitativamente migliori.

Gli occhi di Facebook sulle pagine spam, e non solo (eyebuster.com)

PAURA PER LE PROPRIE PAGINE? -L’aggiornamento dalla Newsroom di Facebook si chiude con una rassicurazione per i gestori della pagine. Chi gestisce una pagina senza spammare o forzare la condivisione dei post non avrà nessun problema, anzi, potrebbe persino vedere un lieve aumento nella condivisione dei propri contenuti. Se invece utilizzate Facebook cercando di lucrare o ingannare i cervelloni di Palo Alto, allora fate attenzione: il blue Big Brother vi sta guardando.

Francesco Guarino
@fraguarino

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