Facebook “sfratta” FarmVille?

Troppo alta la commissione sui crediti online secondo la Zynga, creatrice della fattoria online che sta facendo impazzire milioni di persone in tutto il mondo. Il rischio concreto è di abbandonare la piattaforma di Facebook, ma la scelta non pagherebbe per nessuno dei due contendenti

di Francesco Guarino

L'insolita popolazione di una fattoria virtuale di FarmVille

La notizia rischia di avere ripercussioni sul popolo di Facebook ben più delle ormai assimilate novità sulla gestione del livello di privacy: il quartier generale di Mark Zuckerberg starebbe infatti per mettere in moto le ruspe ed imporre lo sfratto a FarmVille.

I CREDITI DELLA DISCORDIA – L’indiscrezione è stata lanciata dai blog informatici più attivi della rete e ripresa persino dal Times. A cambiare le carte in tavola sarebbe stato proprio il social network: il quartier generale di Facebook ha imposto infatti che, nei social game ospitati dalla propria piattaforma che ne richiedano la necessità, venga utilizzata una moneta unica virtuale, il credito, fruibile solo attraverso l’utilizzo di soldi reali. In diverse applicazioni è necessario infatti ricorrere all’acquisto di questi crediti con piccoli esborsi di moneta reale, per progredire di livello senza tormentare con richieste di donazioni virtuali i propri contatti. È questo il principio fondamentale sul quale poggia l’intero funzionamento di FarmVille: la web-fattoria progredisce solo attraverso i “regali” che un cyber-contadino riceve (non sempre spontaneamente) dai propri amici virtuali, nonché vicini di fattoria. L’alternativa meno invasiva (e più dispendiosa) è quella di acquistare i crediti della discordia, che consentono l’upgrade immediato della piantagione. Il problema è che Facebook, dopo aver introdotto la moneta unica virtuale, ha richiesto una commissione del 30% su tutti gli acquisti di credito effettuati. La Zynga, sviluppatrice di FarmVille ma anche di altri diversi giochi di successo su social network (Mafia Wars, Cafè World, Zynga Poker), non solo ha fatto orecchie da mercante, ma ha addirittura minacciato lo spostamento del gioco sulla propria piattaforma autonoma Zynga Live.

TUTTO DA PERDERE – La commissione sui crediti è ritenuta troppo esosa dall’azienda californiana padrona di FarmVille, ma lo spostamento del social game sarebbe un danno ben più grave. Un danno, per di più, tutt’altro che unilaterale: sono infatti circa 80 milioni gli utenti che si collegano giornalmente su Facebook solo per gestire la propria fattoria virtuale. Innegabili i pro in merito di visibilità e di introiti pubblicitari che verrebbero a mancare al più famoso dei social network. Altrettanto innegabili, però, i contro per la Zynga, che dovrebbe convincere forzatamente gli affezionati a spostarsi su un sito esterno a FB, costringendoli a dedicarsi esclusivamente alla fattoria virtuale, amata anche dall’ex-ministro Zaia, senza avere contemporaneamente d’occhio i propri contatti e le amate/odiate notifiche in tempo reale. Il colpo di grazia alla Zynga lo rifila la Hitwise, azienda americana di rilevamenti statistici, secondo la quale ormai il 90% dei giochi online gravita attorno a Facebook, sancendo quindi l’assoluta necessità della presenza di FarmVille sui server di Palo Alto. Un addio quindi che, se ci sarà, risulterà tutt’altro che indolore. A gioire saranno probabilmente solo gli utenti FarmVille-free, che non ne possono più di regali sottoforma di alberi e recinti, o di fattorie popolate da mucche aliene e pecore in multicolor.

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