Faccia a faccia con il selezionatore

Quando arriva l’appuntamento del colloquio significa che il tuo curriculum vitae ha fatto centro. Mano a mano che si avvicina il mitico momento, a pochi giorni dall’incontro, dal faccia a faccia col selezionatore, aumenta l’ansia e inizia subito il panico: come mi vesto? Riuscirò a raccontare sinteticamente le mie competenze? Risulterò idoneo alla posizione richiesta?

Sono tantissime domande che rischiano di generare confusione e per questo è importante mantenere la calma, seguendo una serie di suggerimenti. Infatti, spesso ad un colloquio di selezione ci si presenta impreparati. Sembra strano a dirsi, ma succede il più delle volte. Per questo motivo, prima di tutto bisogna capire se la posizione offerta è in linea con le proprie aspettative e valutare se accettare o meno la proposta di un incontro conoscitivo. Una volta superato questo step, e decidendo di partecipare al colloquio, è fondamentale informarsi, tramite internet, sull’azienda selezionatrice: di cosa occupa, qual è il core business e quante più indicazioni possibili.

L’ideale sarebbe prepararsi un discorso di auto presentazione e, se possibile, informarsi su come si svolgerà il colloquio (ad esempio su chi sarà il selezionatore), in modo tale da arrivare tranquilli e il più possibile preparati all’incontro. Ovviamente, l’abbigliamento gioca un ruolo fondamentale. Questo non significa per forza che bisogna indossare giacca e cravatta (o tailleur per le donne), ma scegliere un abbigliamento curato, vestirsi puliti e ordinati.

E’ importantissimo presentarsi puntuali all’appuntamento (anche cinque minuti prima) e portare con sé un curriculum vitae, anche se l’azienda lo possiede già. E’ d’obbligo essere educati, sorridenti e, allo stesso tempo, sinceri, esplicitando le proprie passioni e rivelando ciò che entusiasma di più. Sicuramente è bene far leva sulla voglia di crescere professionalmente e di respirare un clima aziendale diverso, insieme a nuovi colleghi. Si raccontano così le proprie esperienze di lavoro attuali e non, le motivazioni al cambiamento, quello che si vuole fare “da grande”, rispondendo alle domande del selezionatore. 

Il colpo d’occhio e l’immagine che si da è importante, perciò è consigliabile cercare di instaurare un buon rapporto con l’intervistatore, facendosi condurre anche dall’osservazione delle reazioni dell’interlocutore: coglierne lo stile, prestare attenzione a come reagisce (perché potrà aiutare a migliorare la comunicazione) e badare alle sue espressioni (perché si coglierà il suo interesse o le sue eventuali perplessità). Da non dimenticare che non bisogna mai parlare di soldi, solamente se si viene interrogati.

Nella fase conclusiva del colloquio, se alcuni aspetti del lavoro non sono chiari, è un diritto del candidato fare domande, chiedendo spiegazioni o dettagli. Inutile dire che sono da evitare assolutamente frasi come: “Perché avete scelto proprio me?“ o ancora: “Ho qualche possibilità di inserimento?”. Come si può vedere, basta veramente poco per prepararsi e gestire bene un colloquio. Se seguite questi semplici suggerimenti, state tranquilli che farete comunque una buona impressione, al di à delle competenze che possedete. Allora rimboccatevi le maniche e … in bocca al lupo!

Chiara Campanella

FOTO via http://aciclico.com; http://spazioazzurro.com;

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