Expo 2015, ancora gaffe: David di Michelangelo scambiato per Donatello

Expo 2015 inizia con una gaffe dietro l'altra. Sul sito il simbolo del Padiglione Italia, il David di Michelangelo, viene scambiato per quello di Donatello

Expo 2015 David Donatello
Si fa davvero fatica a credere che tutto questo stia davvero succedendo attorno ad un evento così importante e di livello mondiale come l’Expo 2015 di Milano. Eppure è proprio così e ieri ne abbiamo avuto un nuovo esempio con l’ennesima gaffe dell’Expo che sul suo sito confonde il David di Michelangelo con quello di Donatello

Su Facebook e Twitter non è passato inosservato un refuso (e che refuso!) apparso sul sito dedicato alle notizie relative all’Expo 2015, www.expo2015notizie.it, dedicato alla grande manifestazione che si terrà tra meno di ottanta giorni a Milano. Si parla del simbolo scelto del Padiglione Italia: il David di Michelangelo Buonarroti conservato nella Galleria dell’Accademia a Firenze, come già annunciato lo scorso novembre scorso nell’accordo tra il Presidente della Regione Enrico Rossi ed il Commissario Generale per il Padiglione Italia Diana Bracco.

Ma ecco che sul titolo della notizia appare una gigantesca svista: “Il David di Donatello è il simbolo del Padiglione Italia”. Anche se nell’immagine e all’interno dell’articolo viene, correttamente, inserita l’opera di Michelangelo e non di Donatello, scultura in bronzo e in mostra al museo Bargello di Firenze. L’errore è stato poi corretto.

TUTTE LE GAFFE DELL’EXPO - Ci stiamo purtroppo abituando a collezionare una figuraccia dietro l’altra attorno all’Expo di Milano. Solo la settimana scorsa, in occasione del lancio ufficiale della manifestazione con l’Expo delle Idee, è mancata la traduzione in simultanea per le delegazioni stranieri. All’evento ha partecipato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e, attraverso un collegamento esterno, anche Lula da Silva, l’ex presidente del Brasile oltre, ovviamente, a ministri e politici provenienti da diverse parti del mondo. Per redigere la famosa Carta di Milano da consegnare all’Onu, sono stati allestiti oltre 40 tavoli tematici, a cui hanno partecipato più di 500 esperti provenienti da tutto il mondo. Ed è proprio nei confronti delle delegazioni mondiali che si è consumata una pessima gaffe: durante il discorso di Matteo Renzi è mancato un qualsiasi servizio di traduzione simultanea.

Per non parlare  dei mirabolanti errori della traduzione inglese e francese sul sito dell’Expo2015 che ha lasciato perplessi tutti o dell’ironia suscitata in Rete dal nome scelto per il sito web (prodotto all’agenzia di comunicazione Lola et Labora) che deve promuovere mostre, concerti, musei e teatro durante i sei mesi dell’Expo 2015: Verybello.it. Tutta roba che non aiuta di certo l’immagine del paese.

Redazione

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