Exhibit B – Human Zoo: lo zoo umano accusato di razzismo


L’arte, suo malgrado, da sempre ha portato a discussioni, dibattiti e scontri ideologici, soprattutto quando le dimostrazioni e le opere esposte hanno riguardato temi scottanti e d’attualità, che spesso hanno mostrato all’uomo oscenità, difetti ed errori commessi proprio dallo stesso.
Poco meno di un mese fa era finita sotto accusa un’opera dei fratelli Dinos e Jake Chapman che, al Maxxi di Roma, avevano esposto una scultura rappresentate due adolescenti nude, definita «pedopornografica»; è di questi giorni invece la discussione nata a carico della mostra Exhibit B – Human Zoo creata e realizzata dall’artista Brett Bailey.

UNO ZOO UMANO - L’esposizione, d’indubbio impatto emotivo soprattutto perché realizzata da corpi umani vivi, si compone come uno zoo vivente, i cui animali in cattività sono gli uomini stessi: Bailey, infatti, ha selezionato un vasto numero di attrici e attori, tutti rigorosamente di colore, da far esibire dietro le sbarre di questa presunta prigione, nata per il divertimento della popolazione bianca. Durante Exhibit B – Human Zoo si notano così numerose persone messe dietro le sbarre, legate con pesanti catene al collo e rinchiuse in ambienti ristretti come in un vero e proprio giardino zoologico.
Exhibit B - Human Zoo

L’ACCUSA DI RAZZISMO - L’esposizione artistica è stata immediatamente tacciata di razzismo ed è nata, quasi tempestivamente, una petizione su Change.org, lanciata da Sar’z Myers,  per far chiudere la mostra, considerata eccessivamente cruda e offensiva, incapace di diffondere il reale messaggio di lotta alla schiavitù.
L’artista ha voluto accendere i riflettori e mostrare una amara realtà esistita all’epoca del colonialismo in cui molti uomini venivano rinchiusi in gabbie per allietare il pubblico europeo e americano: come ricorda la stessa Myers nel 1906 il congolese Ota Bena fu rinchiuso in uno zoo di New York insieme a giraffe e scimmie, considerato quindi alla stregua degli animali, e, proprio per questo motivo, la donna considera irrispettosa la mostra Exhibit B – Human Zoo, incapace di dare reale dignità alla crudele storia dei loro antenati.

Exhibit B - Human Zoo

UNA MOSTRA SULLA DISUMANIZZAZIONE - L’artista Brett Bailey attualmente non ha risposto alle accuse rivoltegli, e le prime risposte sono arrivate da Toni Racklin, direttore del teatro Barbican Centre di Londra, dove presto arriverà la mostra, che ha difeso l’artista, esaltandone il messaggio fortemente umano: «Exhibit B non è una mostra sugli spettacoli che i neri facevano per i bianchi. È un lavoro sull’umanità, o meglio sulla disumanizzazione che colpisce chiunque nella nostra società, senza tener conto del colore della pelle, dell’etnia, del bagaglio culturale, una disumanizzazione che deve portare le persone da essere spettatori ad essere ‘chi ha visto’».

Alessia Telesca

foto: thetimes.co.uk; museumgeographies.wordpress.com; hollandfestival.nl

 

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