Evoluzione a tempi da record

Scoperto pesce capace di sviluppare una nuova specie ogni 100 generazioni

di Mara Guarino

Il Ciclide "Big blue"

Nicaragua – In biologia, il termine evoluzione indica un cambiamento del patrimonio genetico nel corso del tempo. Si tratta di un fenomeno lentissimo, che può essere valutato solo nel lungo periodo. Decenni, secoli, migliaia di anni. Per questa ragione, stupisce tanto il ritrovamento, in un lago del Centro – America,  di un pesce che ha saputo sviluppare un nuovo tratto somatico in meno di 100 generazioni.

In effetti, molti laghi di origine vulcanica delle Americhe e dell’Africa sono colonizzati dai  Ciclidi, una famiglia di Ittiopsidi prevalentemente dulciacquicoli, già noti agli studiosi per la loro notevole versatilità. Ne fanno parte oltre 1700 specie, molto eterogenee per morfologia, colori e abitudini comportamentali. Oltre che per habitat occupati. Non a caso, dunque, questi pesci risultano apprezzati anche da acquariofili e amanti dei mondi sommersi.

Ad oggi, si ritiene che molte loro specie siano ancora sconosciute all’uomo.  E’ facile dunque intuire come mai il ritrovamento di una nuova variante dotata di labbra carnose non abbia inizialmente suscitato particolari entusiasmi.  A risultare stupefacente è piuttosto la rapidità con cui è emersa questa nuova caratteristica. Sono state sufficienti solo un centinaio di generazioni. A fronte del migliaio di discendenze che occorrono normalmente.

La scoperta appartiene all’équipe del professor Axel Meyer, titolare di una cattedra di Zoologia ed Evoluzione Biologica presso l’Università di Costanza, in Germania. Gli studi condotti dal suo team dimostrano come il pesce dalle labbra carnose sia riuscito in breve tempo a colonizzare una nuova nicchia ecologica, molto ben distinta da quella occupata dai Ciclidi che hanno dato il via al processo evolutivo. Al momento, le due varianti convivono pacificamente nelle acque lacustri del Nicaragua. Non c’è alcuna forma di competizione.

La nuova specie ha infatti una testa più stretta e appuntita, che consente all’animale di intrufolarsi tra le rocce vulcaniche, da cui “succhiare”, letteralmente, insetti e larve. Diversamente, i  Ciclidi dalle labbra sottili sono provvisti di dentelli affilati, che consentono loro di rompere i gusci di piccole lumache e altri gasteropodi.

Un esempio di “labbra carnose”

La coesistenza è possibile proprio perché ciascun ittiopside si è specializzato nello sfruttamento di specifiche risorse. Nuova e vecchia specie non hanno dovuto lottare tra loro per la sopravvivenza. Si tratta pertanto di un ottimo esempio di evoluzione divergente: mutazioni casuali insorte nel Dna degli animali che già popolavano il lago sono state selezionate e conservate perché andavano a conferire un vantaggio selettivo nella conquista del territorio circostante.

Anche il professor Todd Streelman dell’Istituto Tecnologico della Georgia, in Atlanta, studia da tempo i diversi gruppi di Ciclidi. Il docente ha così commentato la notizia: “E’ stato molto importante riuscire a catturare il processo di divergenza durante il sui stesso svolgimento. Questo nuovo lavoro conferma inoltre alcuni studi condotti nel corso degli anni ’90, secondo i quali la diversificazione di specie che condividono lo stesso ambiente può avvenire molto rapidamente”.

C’è già chi pensa che presto si potrà dimostrare che un salto evolutivo possa avvenire perfino in sole 10 generazioni. Un’ipotesi alquanto estrema, per ora. Almeno finché un nuovo pesciolino non ci fornirà la prova contraria.

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