Evasione. Fassina si berlusconizza poi ci ripensa: roba da ricchi e poveri

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Stefano Fassina (Ilmessaggero.it)

Roma – Sarà il caso che Stefano Fassina metta d’accordo le sue anime – quella rossa con falce e martello e quella dell’economista – perché in un solo corpo fanno a botte. E se ne danno così tante, che poi a farne le spese è lo stesso viceministro dell’Economia alle larghe intese.

Spiega Fassina davanti alla platea radunata per il convegno della Confcommercio: ‹‹L’evasione è da combattere›› ma, continua, ‹‹c’è chi evade per sopravvivere››.

L’enunciato arriva dopo un report della stessa Confcommercio, dove si analizza che non solo la pressione fiscale italiana effettiva è giunta nel 2013 al 54%, ovvero ad un apparente 44,6% del Pil rispetto al 44,3% del 2012, ma pure che «l’alto livello della pretesa fiscale» in Italia é ‹‹il primo incentivo all’evasione›› (Il Sole 24 Ore).

Da qui la riflessione di Fassina, che sarebbe quasi banale se non fosse che: a) è stata subito affiancata alla celebre battuta di Berlusconi del 2004 sulla ‹‹moralità›› dell’evasione qualora oltre il 50% del reddito; b) Fassina si sia sperticato in chiarimenti per distanziarsi dal concetto berlusconiano, tentando di spiegare con la morale, perché il suo dire non era concetto morale, mentre quello del leader Pdl era immorale. Un volo acrobatico.

Si parta dal precedente. Berlusconi allora sbagliò per due ragioni: pagare le tasse non è questione etica, è dovere. Il che implica che non farlo non è questione di opportunità ma di illegittimità. Posto questo, il secondo errore fu di non procedere al taglio della fiscalità con il taglio dello Stato, per rendere la prima tollerabile e il secondo non rapace. Fassina cade nella medesima confusione ma con un tanto in più di caotico. Dice: ‹‹Esiste l’evasione egoista dei ricchi ed esiste però anche l’evasione di chi evade per sopravvivere››.

Fa piacere che l’economista abbia realizzato che troppe gabelle invogliano all’inadempienza, dopodiché sarebbe carino sapere una volta per tutte – dall’osservatorio della sinistra d’antan – sia chi sono oggi i ricchi egoisti sia chi i buoni frodatori che tirano a campare. Poi sarebbe anche utile capire come si fa a distinguere gli uni dagli altri in un sistema giuridico che difende – chissà per quanto ancora – l’ uguaglianza di tutti davanti alla legge.

Quale è il metro? La provenienza sociale? Quella razziale? Il genere conta? Un extracomunitario è più o meno giustificato all’inottemperanza? E un dipendente statale, meglio se donna con figli a carico? E un operaio Fiat? E un pensionato iscritto alla Cgil? O magari si concede la patente di “sopravvissuto” solo all’elettore di sinistra, e così facciamo prima.

Attenzione a procedere sull’onda del politically correct, perché la qualità soggettiva del contenuto annulla in toto il principio nel diritto della forma. Ecco perché le leggi andrebbero solo applicate e non lasciate alla libera interpretazione delle toghe.

Si scenda nel merito. Continua Fassina: sull’evasione ‹‹evidentemente i problemi sono strutturali››. Giustissimo. Quindi il viceministro suggerisce di eliminare l’Imu sull’85% ‹‹delle famiglie›› con un intervento di 2 miliardi, prelevati da una tassazione al 15% sulle case di lusso. Dopodiché altri 2 miliardi potrebbero aumentare i redditi bassi e rifinanziare la cig in deroga, senza l’incremento dell’Iva.

Or dunque, ricapitoliamo: le tasse sono troppe e troppo alte con evidenti errori nel sistema fiscale nazionale. Ma solo per alcuni, di cui non è chiaro il profilo. Gli altri, invece, sono sporchi, ricchi e avari dunque su loro devono gravare imposte massicce per tutti.

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Silvio Berlusconi (Ansa.it)

Si dia pace Fassina, il quale definisce il suo pensiero questione ‹‹non prevalentemente morale››. Non lo è infatti. Detto così non ha semplicemente senso.

Intanto perché non c’è liaison tra evasione e imposte sulla casa. L’evaso si cerca su quanto non dichiarato, non su quanto è noto perché già pagato. Il contrario implicherebbe che chi evade è teoricamente non responsabile e chi possiede una casa di pregio è meccanicamente un evasore. Di quelli di serie b, per giunta. Roba assurda e alquanto incostituzionale, che per altro finge di non tenere conto dell’ultima riforma del catasto operata dal Governo Monti per riallineare il valore catastale delle case con quello commerciale. Una misura pensata non per abbattere le aliquote ma per aumentare le rendite e le entrate dello Stato. Fassina tutto questo lo sa e che proponga di raggranellare gli ultimi spiccioli, solleticando stomaci sensibili e menti poco lucide con la solita sbobba della lotta di classe, serve a poco. Soprattutto perché si finge anche di non sapere che le classi si stanno tutte omologando al basso.

Poi non è chiaro dove si pensi di recuperare altri 2 miliardi per redditi e cig se non dalle imposte. Quelle che all’inizio del discorso erano troppo onerose e la cui evasione garantisce sopravvivenza. Davvero: conflitti di anime senza soluzione.

Chantal Cresta

Foto || ilmessaggero.it; ansa.it

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